Gli alberi e le piante in genere non hanno semplicemente la funzione di abbellire il paesaggio, ma producono ossigeno, riducono l’anidride carbonica, catturano le polveri, i particolati e il PM1 e, grazie al loro potere rinfrescante in estate e alla loro protezione dal freddo in inverno, ci aiutano a risparmiare energia. L’uomo, a partire dall’uomo “Sapiens sapiens” fino ad oggi, si è visibilmente evoluto, ma a quale prezzo per la sua esistenza? Senza ombra di dubbio, il progresso non è andato di pari passo con la salute fisica ed ambientale e per preservare la sua vita, l’uomo “evoluto” dovrebbe imparare una volta per tutte a tutelare e a comprendere la natura. Ogni giorno sulla Terra scompaiono circa 30 specie viventi e questo scempio è dovuto, nella stragande maggioranza dei casi, alle mani e alla mente dell’uomo che, attratto dai suoi interessi economici e personali, distrugge il loro habitat. L’albero, attraverso il processo della fotosintesi, trasforma l’acqua e l’anidride carbonica in ossigeno, utilizzando l’energia proveniente dai raggi solari che colpiscono le foglie.
Ciò avviene grazie alla clorofilla, un pigmento naturale presente sulla superficie delle foglie che attrae la luce solare. L’albero quindi, è un fondamentale filtro che ci consente di respirare aria più pulita e basti pensare che ogni albero produce in media 20-30 litri di ossigeno al giorno e che solo gli alberi producono ossigeno, per farci comprendere l’estrema importanza svolta dal verde per la nostra esistenza, dato che ogni uomo ha bisogno in media di 300 litri di ossigeno al giorno per vivere bene. Negli ultimi 50 anni sono state distrutte più del 50% di foreste pluviali e con esse, sono scomparsi un gran numero di piante, animali ed insetti. Per via un agricoltura indiscriminata che utilizza un gran numero di pesticidi e fertilizzanti, dell‘abbattimento di alberi per ricavarne legname e per incontrollate mire edilizie, l’importanza ecologica, ambientale e terapeutica degli alberi è stata completamente calpestata. Proprio con l’intento di realizzare una struttura a impatto zero sulla natura, in perfetta armonia con ciò che di bello Madre Natura ci ha donato, non posso fare a meno di citarvi un incredibile progetto messo a punto da Konrad Wojcik, uno studente di architettura e designer d’interni, da Aalborg, in Danimarca: la Simbiosi Primordiale ( Primeval Symbiosis) o Single Pole House.
Si tratta di uno spettacolare progetto di design architettonico che si impone di impostare organicamente spazi abitativi nelle foreste, senza lasciare tracce sulla natura. Studiando la funzionalità e la struttura di un albero, Wojcik ha creato una soluzione completamente autosufficiente e mira a realizzare una comunità di case in paesaggi naturali, evitando la deforestazione massiccia, che ostacola l’ecologia e l’ambiente. Egli sottolinea l’importanza degli alberi, che sono i migliori rifugi naturali degli animali contro i predatori, l’umidità e gli agenti atmosferici. La sua costruzione è progettata per 2 persone ma può ospitarne fino a 4, si divide in due livelli e racchiude praticità, comodità e rispetto della natura…insomma è una soluzione perfetta per creare una comunità in un’area naturale. Il modernismo viene integrato in una zona boschiva, spazi di vita umani vengono installati nella foresta, senza interferire con la natura ed il paesaggio. La sua costruzione ha la forma di una foglia e pare che Wojcik si sia ispirato proprio all’aspetto delle foglie degli alberi del posto. Proprio come gli alberi, le sue abitazioni si nutrono della luce solare e raccolgono l’acqua per sopravvivere. L’energia solare, che è un’infinita sorgente di calore, stabilizza la temperatura interna.
La Single Pole House è un esempio di come, attraverso l’uso della tecnologia, sia possibile evadere dalle sovrappopolate ed inquinate città, popolando terre incontaminate senza distruggerle e senza distruggerci. Queste strutture in legno collocate nelle foreste, sono costituite interamente di componenti naturali che, seppur usurati, potranno nuovamente essere riutilizzati. Questo è uno dei modi per cambiare il corso degli eventi e placare la deforestazione, un processo che distrugge l’habitat naturale, uccidendo migliaia di organismi solo per l’egoismo umano.


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