La violenta grandinata che ieri ha duramente colpito il messinese ionico, tutta colpa di una “Cella temporalesca madre” traslata poi sul reggino ionico

01Nel pomeriggio di ieri, mentre le coste della Sicilia settentrionale erano attraversato da un massiccio sistema temporalesco a mesoscala, di forma lineare, che durante la fase evolutiva ha presentato le caratteristiche dei temibili temporali “V-Shaped”, con la tipica forma a “V”, una violenta gradinata ha flagellato diversi comuni e piccole frazioni collinari della fascia ionica messinese. L’evento meteorologico, seppur breve, a tratti è risultato davvero estremo, tanto che nell’area compresa fra gli abitati di Alì e Santa Teresa di Riva sono caduti chicchi di grandine di medie e grandi dimensioni che hanno cagionato molti danni, soprattutto ai parabrezza delle autovetture parcheggiate all’aperto. Alcuni di questi chicchi di grandine caduti erano paragonabili a palline da golf o a nocciole. Proprio come le potenti grandinate associate alle imponenti “Supercelle” che spesso si sviluppano sopra le grandi praterie statunitensi. Purtroppo il violento fenomeno atmosferico ha anche apportato diversi danni, con automobili ammaccate, vetri andati in frantumi, grondaie, tettoie e gazebo danneggiati, orti e coltivazioni distrutti. Fortunatamente il fenomeno è stato di breve durata. In questo caso la responsabile della violenta grandinata è stata una giovane “Cellula temporalesca”, alimentata alla base da un impetuoso “Updraft”, localizzato proprio lungo il versante orientale dei monti Peloritani, davanti l’area dei capi, fra Taormina e Sant’Alessio Siculo, che ha prodotto una intensa corrente ascensionale interna, capace di spingere la sommità della nube temporalesca a quote veramente molto elevate, oltre i 13 km di altezza, ai limiti dell’alta troposfera.

Proprio al di sotto dello strato molto stabile e secco che confina con la stratosfera. Ciò ha esacerbato notevolmente anche il “gradiente igrometrico verticale” che ha reso i moti convettivi veramente esplosivi, con lo sviluppo di potenti “Updrafts” lungo il vertice meridionale dell’ammasso temporalesco. La “Cella temporalesca” in questione, difatti, per qualche ora, prima di allontanarsi verso il reggino ionico impattando sui rilievi dell’Aspromonte, ha rappresentato la “Cella madre” dell’intero sistema convettivo lineare, quella dove sovente si creano i fenomeni precipitativi più violenti e gli eventi grandinigeni. Trattandosi di un sistema temporalesco lineare, analogo ai tradizionali “V-Shaped” stirati dalla presenza di un fortissimo “getto” o un “drift” in quota (elemento mancante nella giornata di ieri), le “Celle” più intense si sono localizzate lungo il vertice di esso, sul versante Sud o Sud-ovest, dove non per caso si sono concentrati i fenomeni più violenti ed estremi, con piogge torrenziali, attività elettrica forte e la potente grandinata, accompagnata da elevatissimi valori di rain/rate. In alcune stazioni amatoriali si sono superati i 400mm/h. Se continuava a piovere con quell’intensità per circa un’ora l’accumulo complessivo sarebbe ammontato a 400 mm.

05Questo perché le “Cellule” che si sviluppano lungo la punta, non avendo nulla a sud che possa rubare loro l’aria calda e umida marittima che saliva dal basso Mediterraneo (piuttosto caldo in questo periodo dell’anno), tendono ad assumere le caratteristiche di una “Supercella” classica, con moto rotatorio supportato da un “Updraft” molto turbolento. Molto spesso capita che le “Celle” presenti sulla base della “V” del “V-Shaped” vengano confuse con essa, anche se la “Supercella” ha una struttura molto differente ed un “Updraft” roteante che si propaga a tutto l’ammasso temporalesco, nella sua interezza. Ritornando a parlare della forte grandinata di ieri bisogna dire che la nube temporalesca, essendo molto imponente, con un top di oltre i 13 km, ha fatto in modo che i nuclei e i piccoli cristalli di ghiaccio presenti lungo la sommità (dove le temperature scendono sotto -50°C), sono stati sbalzati di colpo in su e in giù nella nube, fondendosi con altri piccoli aggregati di ghiaccio e gocce d’acqua per poi ricongelarsi nuovamente e diventare sempre più grande. Quando la forte corrente ascensionale del temporale non è riuscita più a trattenere i pezzi di ghiaccio, perché divenuti troppo pesanti, questi sono caduti di colpo a terra, generando la grandinata. Proprio in questi casi, tutti gli aggregati delle particelle ghiacciate che non riescono a fondersi prima di raggiungere il suolo, causano spesso notevoli danni, specie alle abitazioni e alle autovetture posteggiate all’aperto.

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