Maltempo in Toscana, i geologi chiedono più cura per fiumi e torrenti

Parola d’ordine, manutenzione. Quello che pesa e’ la mancanza di cura del reticolo di regimazione delle acque. ”Come per il Vajont, noi geologi sappiamo perfettamente che la rete idrografica minore, la meno curata, e’ un vero e proprio campo minato, che si innesca a ogni temporale intenso”, sottolinea la presidente dell’Ordine dei Geologi. C’e’ bisogno di una maggiore attenzione al problema, anche, soprattutto prima che accada un disastro. ”E’ importante parlare di manutenzione dei fossi, di pulizia degli alvei, di segnalazioni agli automobilisti a non avvicinarsi neppure ai ponti quando il torrente, anche piccolino, li sormonta, di informazione ai cittadini, che non tentino di salvare la macchina dal box quando l’acqua lo sta invadendo, pena fare la fine del topo”. Attenzione mediatica. Oltre alla volonta’ politica, spesso manca la comunicazione del pericolo. ”Almeno, si abbia il buon senso di segnalare la pericolosita’ di ponticelli e chiaviche – conclude Fagioli – quando l’acqua li sormonta, perche’ i cittadini, quelli che vivono in citta’, non ne conoscono il pericolo, e finisce che ci rimettono la vita”. Purtroppo ”come negli anni che precedettero il disastro del Vajont, anche oggi ci si guarda bene dall’informare, educare, avvisare l’opinione pubblica e le future potenziali vittime sullo stato di rischio in cui si trovano. Salvo poi lanciarsi sulla salma fresca, che la morte in diretta si sa, fa audience”.