Massima attenzione nelle prossime ore alle burrasche in attivazione fra Salento e Ionio, si teme un nuovo disastro dell’immigrazione

Con l’allontanamento verso la Grecia e i Balcani del sistema frontale che ieri ha portato piogge e temporali sparsi sull’Italia, il tempo sta volgendo verso un deciso miglioramento un po’ su tutte le regioni. Ma i venti da NO invece tendono rapidamente a rinforzarsi sull’area ionica, a seguito della compressione del “gradiente barico orizzontale” fra il sistema frontale sui Balcani e l’alta oceanica che riporterà il bel tempo in Italia nelle prossime 12 ore. Questo notevole infittimento di isobare lungo lo Ionio tenderà ad esacerbare, in modo anche repentino, la già sostenuta ventilazione da NO post-frontale, in azione fra il Canale d’Otranto, il Salento e lo Ionio greco orientale, da dove si dipanerà una ventilazione da NO, che dalla prossima serata sarà in grado di raggiungere l’intensità di burrasca, con raffiche ad oltre i 60-70 km/h in mare aperto e nel tratto antistante la costa brindisi. Il vento da NO raggiungerà, entro la nottata e fino alla tarda mattinata di domani, raggiungerà forza 7 Beaufort fra il Canale d’Otranto e lo Ionio orientale, con forti raffiche che investiranno le isole Ionie e il basso Salento, fra leccese e brindisino, dove si potranno registrare folate da NO e N-NO, fino a 50-60 km/h, ma con picchi localmente superiori.

Solo dal pomeriggio di domani, con l’attenuazione del “gradiente barico orizzontale” fra Italia e Balcani, l’intensa ventilazione da NO andrà ad attenuarsi, scivolando sotto la soglia d’attenzione. Purtroppo i venti piuttosto intensi, con componente prevalente da NO, tenderanno a sollevare un moto ondoso piuttosto consistente sullo Ionio, formando onde di “mare vivo” alte anche più di 2.5-3.0 metri, ma con “Run-Up” fino a quasi 3.5-4.0 metri nel tratto di mare antistante le coste greche occidentali. Si tratta di onde che rischiano di creare delle difficoltà alla navigazione marittima da e verso i porti italiani. Ma quello che si teme maggiormente riguarda le avverse condizioni meteo/marine. Dato il tratto di mare battuto dalle burrasche da NO si teme che queste possano provocare un nuovo disastro dell’immigrazione, visto la miriade di barconi e piccoli gommoni di profughi (in larga parte somali, eritrei, siriani) diretti verso Lampedusa, le coste della Sicilia e Calabria orientale. Molti di questi raggiungono l’Italia dopo aver attraversato il basso Ionio. Già dal pomeriggio lo Ionio diventerà forza 4 a largo, mentre dalla nottata il mare raggiungerà forza 5-6 (scala Douglas, da non confondere con la Beaufort che misura la forza del vento) davanti le coste greche. Si tratta di condizioni a dir poco proibitive per barconi malconci, abbandonati in alto mare al proprio destino da gente senza scrupoli.