Per rendere l’idea degli effetti del fumo sull’organismo umano, basti pensare che per ogni settimana da fumatore, si perde un giorno di vita. Già questo dato, di per sè raccapricciante, dovrebbe far riflettere anche i più accaniti, facendoli desistere da questa pessima abitudine. Il Center for Disease Control and Prevention (CDC) degli Usa ha stilato un elenco di ben 27 malattie fumo-correlate, rapportate in relazione ad alcuni parametri quali: età di inizio, numero di sigarette fumate, numero di anni di fumo, inalazioni più o meno profonde del fumo.
Vediamo le più gravi patologie fumo-correlate:
- tumore al polmone: in Italia si stima che il fumo sia responsabile del 91% di tutte le morti per cancro al polmone negli uomini e del 55% nelle donne, per un totale di circa 30.000 morti l’anno. Si tratta purtroppo di una malattia crudele e silenziosa, fino a che non raggiunge uno stato avanzato. Pertanto, in presenza di sintomi come tosse cronica particolarmente insistente, difficoltà respiratorie anche per sforzi non particolarmente intensi come camminare a passo spedito o fare le scale, tracce di sangue nell’espettorato, emissione di una grande quantità di sangue dalla bocca, è opportuno mettersi al sicuro facendo una semplice radiografia al torace.
- bronchite acuta: può essere la complicazione di un banale raffredore o di un’influenza. Si preannuncia con un bruciore al petto, localizzato dietro lo sterno. Dopo pochi giorni compare la tosse, inizialmente secca, poi profonda e con abbondanti secrezioni di catarro. In seguito all’infiammazione, i bronchi si gonfiano e producono pus. La malattia guarisce in pochi giorni, salvo complicazioni.
- bronchite cronica: i suoi sintomi più frequenti sono: tosse insistente soprattutto al mattino, elevata quantità di atarro per almeno 3 mesi l’anno e per 2 o più anni di seguito, crisi asmatiche, affanno più intenso. Il fumo di sigaretta è tra le cause principali di bronchite cronica, seguito da clima freddo e umido, inquinamento atmosferico, protratta esposizione a fumi, gas e polveri.
- enfisema: si tratta di una dilatazione patologica, irreversibile ed inguaribile del polmone. Gli alveoli polmonari si dilatano e il tessuto polmonare si distrugge. Quando la malattia peggiora, gli alveoli che finora funzionavano, diventano bolle di enfisema prive di funzione. Tra i principali sintomi: la dispnea. Col tempo il polmone si dilata abnormemente, le persone colpite si sentono senz’aria, respirano a labbra socchiuse, la gabbia toracica diventa corta ed espansa e le labbra e le dita assumono una colorazione violacea.
- infarto miocardico: la morte di una parte del muscolo cardiaco (miocardio) dovuta ad un’ischemia prolungata, ossia al mancato apporto di sangue in un determinato territorio, in un certo periodo di tempo. La maggior parte degli infarti si verifica per via della formazione di un coagulo di sangue (trombo) che ostruisce una o più arterie coronarie, quelle che portano il sangue ossigenato e le sostanze nutritive al muscolo cardiaco. Se il coagulo non viene rimosso subito, la zona di miocardio irrorata da quell’arteria muore e si ha l’infarto.
- stroke: il colpo apoplettico o ictus cerebrale è una brusca interruzione dell’afflusso di sangue ad una parte del cervello. Gli effetti vanno dalla perdita di coscienza, alla paralisi permanente o temporanea, sino alla morte, nei casi più gravi, a seconda del grado di carenza dell’ossigeno. Può essere dovuta ad una trombosi ( formazione di un coagulo in un’arteria). embolismo ( in cui un coagulo di sangue, una bolla d’aria o una masserella di grasso vaganti si arrestano in un’arteria e bloccano il flusso di sangue), emorragia ( sanguinamento da un vaso sanguigno lesionato)
- aneurisma aortico: l’aneurisma dell’aorta toracica è una dilatazione o rigonfiamento di una porzione del tratto toracico dell’aorta, che è il vaso sanguigno più grande del corpo umano. Essa decorre dal cuore attraverso il torace, raggiungendo l’addome, dove si divide per fornire sangue agli arti inferiori. In corrispondenza del rigonfiamento, l’aorta toracica si può indebolire e la forza della normale pressione sanguigna può causarne la rottura, provocando un dolore intenso e un massiccio sanguinamento interno (emorragia). Tra le cause: fumo o storia di fumo, ipertensione e colesterolo alto.
- asma: il fumo di sigaretta aggrava i sintomi asmatici, tra cui le difficoltà respiratorie e la tosse, aumentandone la frequenza. Il paziente sarà più soggetto a ricovero ospedaliero e le cure risulteranno meno efficaci.
- infezioni respiratorie: racchiudono un raggio molto ampio di patologie e si dividono in infezioni delle alte vie respiratorie (sinusiti, otiti, faringiti, laringiti) e basse vie respiratorie( bronchiti acute e croniche riacutizzate e polmoniti)
- fumo e sessualità maschile: il fumo riduce la fertilità, alterando la produzione degli spermatozoi, ma può anche provocare disfunzioni erettili, dato che l‘erezione viene determinata da un forte aumento di afflusso sanguigno nelle arterie che costituiscono le principali strutture anatomiche del pene ( corpi cavernosi e corpo spugnoso). Dalle indagini cliniche condotte negli ultimi anni, è emersa la correlazione tra deficit penieno e fumo. Quest’ultimo avrebbe un effetto diretto sui meccanismi di erezione e la disfunzione erettile, a causa della pessima abitudine al fumo, si verificherebbe anche in uomini relativamente giovani (entro i 50 anni d’età), che non mostrano ancora segni clinici di malattie cardiovascolari. Gli effetti sull’erezione sarebbero “dose-dipendenti”, ossia rapportati al consumo giornaliero più o meno elevato di sigarette e agli anni da cui persiste l’abitudine al fumo
- fumo e demenza: numerosi studi in letteratura hanno dimostrato un’associazion tra l’abitudine al tabagismo e lo sviluppo di tutti i tipi di demenza, incluso l‘Alzheimer. Il fumo accellera il processo di atrofia cerebrale e la formazione di lesioni della sostanza bianca
- invecchiamento della pelle: il fumo spegne il colorito della pelle, la disidrata. Le tossine coinvolte nel fumo di sigarette determinano la vasocostrizione della rete capillare dermica e un ridotto apporto di 02, per via del monossido di carbonio contenuto nel fumo. Le cellule vengono raggiunte da una quantità ridotta di ossigeno e di nutrienti, calano le socrte di vitamina A che servono al benesere della pelle, viene rallentato il processo di cicatrizzazione, si formano radicali liberi e viene accellerato il processo di invecchiamento cutaneo. Si parla di “smoker’s face”, che colpisce il 100% delle fumatrici, determinando zampe di gallina, rughe molto marcate intorno agli occhi, perdita di elasticità della pelle che diventa molle e cedevole e chiazze violacee dovute alla scarsa ossigenazione del sangue
- gravidanza e fumo: gli effetti del fumo sul feto e sul bambino sono molteplici: diminuzione del peso alla nascita (da 200 a 500 grammi, in relazione al numero di sigarette fumate dalla madre) che si protraggono nella crescita del bambino, dato che a sviluppo completato, il ragazzo sarà in media un cm più basso dei coetanei, parti prematuri, aumento delle infezioni neonatali, con maggiore rischio di infezioni respiratorie e cutanee in adolescenza e tra adulti, aumentata incidenza di tumori infantili. Durante la vita fetale, l’esposizione al fumo materno provoca una riduzione della funzione respiratoria. L’esposizione al fumo dei familiari è responsabile del 15% dell’asma nei bambini e dell’11% del respiro sibilante negli adolescenti.


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