Giornate ad alta tensione per Roma. Da una parte il buco da quasi 900 milioni di euro nel bilancio, che ha fatto dire al sindaco Marino: “lascio se non arrivano aiuti dal Governo”, dall’altra il fronte rifiuti eternamente aperto. La discarica di Malagrotta, il più grande sito di smaltimento d’Europa ed attivo da almeno 30 anni, verrà chiuso oggi. Dopo innumerevoli rinvii e multe da parte dell’Europa (la discarica doveva chiudere già anni fa), oggi 1° ottobre 2013 la chiusura dovrebbe essere definitiva.
Dovrebbero subito iniziare le operazioni di chiusura, che in gergo tecnico vengono definite di “capping”, con la realizzazione di un vero e proprio tappo formato da oltre 1 milione di metri cubi di materiale inerte, altri 600 mila metri cubi di argilla e infine 1.200.000 metri cubi di terreno vegetale.
Intanto cresce la tensione per la prevista apertura del nuovo sito di smaltimento post-Malagrotta, alla Falcognana, a sud di Roma. Si tratta di un’area già adibita a discarica di rottami (parti di scarto non ferrose delle automobili), una ex cava situata al km 15 della via Ardeatina, non lontano da Ciampino e dal Parco dell’Appia Antica. La possibilità che diventi la prossima discarica di Roma è alta e gli abitanti della zona, uno dei pochi punti della campagna romana ancora quasi intatti, stanno manifestando con continui blocchi e cortei da fine giugno. L’ultima manifestazione c’è stata ieri sera. Tuttavia anche sul futuro della Falcognana ci sono molte incertezze, e ancora stamattina non si sa quale sarà il futuro dello smaltimento rifiuti nella Capitale (città dove la raccolta differenziata è ancora a livelli troppo bassi).


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