Salute, cause e tipologie delle emoroidi: alimentazione corretta per prevenirne l’insorgenza e cibi da evitare

Si stima che in Italia soffra di emorroidi il 50% delle persone in età adulta, più frequentemente nella fascia compresa tra i 45 e i 65 anni. Il termine emorroidi deriva dal greco haima (sangue) e rheo( scorrere), col significato di “sanguinamento”. Si tratta di cuscinetti di tessuto posti al di sotto delle mucose che rivestono il canale anale che, nel corso della patologia, si ingrossano, divenendo tumefatti e potendo fuoriuscire dalla loro sede naturale. Possiamo differenziare le emorroidi in 4 tipologie, in base alla gravità della situazione che esse generano:

  • EMORROIDI INTERNE1 grado: le emorroidi sono visibili alla proctoscopia e possono fuoriuscire sotto sforzo, ma non sono prolassate
  • 2 grado: le emorroidi prolassano durante lo sforzo defecatorio ma rientrano spontaneamente
  • 3 grado: si ha un prolasso persistente della mucosa all’esterno con dilatazioni dello sfintere anale e tale prolasso deve essere riposizionato manualmente nell’ano
  • 4 grado: il prolasso emorroidario permane all’esterno del canale anale e non può essere riposizionato manualmente all’interno

Vediamo ora quali sono le cause principali delle emorroidi:

  • stitichezza cronica o diarrea cronica: Nel caso della stitichezza cronica, la difficoltà ad evacuare provoca la fuoriuscita di gavocciolo (tumefazione e ingrossamento di un vaso sanguigno, è una condizione patologica dell’emorroide prolassata all’esterno dell’ano dovuta agli sforzi e alle contrazioni degli sfinteri anali). Nel caso della diarrea cronica, l’acidità delle feci liquide danneggia la mucosa dei plessi emorroidari.
  • età : il tono muscolare e i tessuti in genere, con l’avanzare dell’età subiscono una progressiva diminuzione, e ciò aumenta anche il rischio di prolasso delle emorroidi.
  • gravidanza: il picco di incidenza delle emorroidi si registra in donne incinte, per via di una commistione di fattori, quali: alterazioni ormonali, effetto meccanico dovuto all’ingombro del feto che cresce, l’aumento della pressione intraddominale durante il parto. La comparsa e l’aggravamento di questa patologia sono dovute a tutti questi fattori. Sono piuttosto frequenti le emorroidi post- partum, generate da spinte troppo forti durante il parto naturale. Si tratta più di un prolasso che di vere e proprie emorroidi, che regredisce spontaneamente dopo qualche mese.
  • stare seduti troppo a lungo: la sedentarietà, così come la pessima abitudine di restare sul WC troppo a lungo, produce pressioni nella parte inferiore addominale
  • sovrappeso: la massa addominale pesa sull’intestino e anche la pressione sanguigna aumenta nella regione ano-genitale
  • mancata attività fisica: l’allenamento muscolare assente determina una scarsa tonicità, oltre a provocare stipsi che a sua volta è uno dei fattori di rischio più grandi delle emorroidi
  • sforzi fisici eccessivi : al contrario dell’ipotesi precedente, un’attività fisica eccessiva può provocare a sua volta emorroidi. Lo sforzo fisico intenso produce una congestione dannosa a carico dei pressi emorroidari ( es. portare oggetti troppo pesanti)
  • eccessivo consumo di cibi piccanti e molto speziati : tali alimenti sono da bandire poichè irritano la mucosa intestinale e di questa infiammazione ne risente anche il tratto ano-rettale, con sollecitazione delle emorroidi.
  • tosse cronica: i colpi di tosse aumentano la pressione venosa del sistema emorroidario ed è per questo che i fumatori cronici soffrono anche di emorroidi
  • abuso di lassativi: tale abuso conduce dritti dritti alla stitichezza, che provoca a sua volta le emorroidi

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per prevenire l’insorgenza delle emorroidi. Essa deve essere ricca di fibre e di liquidi. Occorre bere almeno da 1 litro e mezzo a due litri di acqua al giorno e mangiare cibi come: pasta e riso in bianco, cereali, pane e grissini integrali, crusca (moderatamente), carni bianche magre preferibilmente lessate, brodi vegetali, yougurt con pro-biotici, pesce e formaggi magri e patate , carote, cavoli, fagiolini conditi con olio d’oliva crudo. Per uno spuntino a metà mattina e a metà pomeriggio optate per porzioni di frutta e come contorno ideale a pranzo e a cena scegliete la verdura.
Tra i cibi da evitare: gli alcolici e i superalcolici, spezie, peperoncino e pepe, fritture, formaggi stagionati, cibi grassi o troppo salati o troppo piccanti, insaccati, cacao, thè e caffe’.