La spremuta d’arancia contro il raffreddore, il brodino di pollo per l’influenza e il bicchiere di latte caldo prima di andare a dormire sono i grandi classici. Ma la lista dei rimedi della nonna, a cavallo fra mito e realta’, e’ lunga. Se non potenzialmente infinita, considerando che ogni generazione ha i suoi passaparola e che la varieta’ geografica e’ sconfinata. Regione che vai, rimedio che trovi. E cosi’ si passa dai bagni di fieno del Trentino Alto Adige, al decotto di mela annurca e castagne del Beneventano, alle fette di cipolla sulle punture di medusa consigliate da chi si affaccia sullo Stretto di Messina. Solo per combattere l’influenza e i malanni invernali, sfiorano il 40% gli italiani che scelgono palliativi della tradizione (indagine Assosalute). E gli esperti stimano in un 20-25% i connazionali in fuga dalla medicina ufficiale per affidarsi a erbe curative, acque ‘magiche’, cataplasmi, coppette-ventosa, flori e armoterapia, cure etniche e rituali. Mode passeggere o sempreverdi, come la bottiglia d’olio extravergine dentro cui guardare per scongiurare l’orzaiolo, o la borsa dell’acqua calda contro i dolori. Un rimedio, quest’ultimo, promosso dalla scienza in uno studio inglese di qualche anno fa: l’acqua calda disattiva la sofferenza a livello molecolare funzionando come un farmaco analgesico, spiegavano i ricercatori dell’University College di Londra. Non e’ quindi un caso che la vecchia ‘boule’ abbia trovato oggi degli eredi gettonatissimi: i cuscini riempiti di semi, sale o di noccioli di ciliegio, da scaldare nel forno e appoggiare sulla parte dolente evitando il rischio ustioni sempre in agguato con borse e scaldini. E se il ginecologo milanese Augusto Enrico Semprini e’ arrivato a scrivere una e-mail alle sue pazienti per decantare le “virtu’ salvifiche” del brodo di gallina contro le malattie da raffreddamento, documentate dalla scienza (uno studio e’ stato pubblicato nel 2000 su ‘Chest’), l’esperta di nutrizione funzionale Sara Farnetti conferma le proprieta’ antivirali di erbe aromatiche come peperoncino, cannella o chiodi di garofano. Dalla malva ‘che da ogni male salva’ agli impacchi di camomilla per occhi e capelli, alle fette di patata applicate sulla pelle dopo una bruciatura, fino all’incisione a croce fatta sui ponfi provocati dalle punture di zanzara. L’elenco dei rimedi di una volta e’ lungo, e non di rado ‘controfirmato’ dai medici. E’ il caso per esempio della spremuta d’arancia, o del mix di latte e miele come scudo agli acciacchi dell’inverno: il latte e’ ricco di proteine, calcio e vitamine, mentre il miele di antiossidanti preziosi per aiutare le difese, sottolineava anni fa in un incontro sul raffreddore l’allergologo-pneumologo Luigi Allegra. Bene anche la maglia di lana: ha bassa conduttivita’ termica ed e’ igroscopica (assorbe umidita’), quindi mantiene il calore ed e’ un capo ‘must have’ per i mesi freddi. Promosso poi il foulard di seta, anche riscaldato sul calorifero o con l’asciugacapelli. A ciascun problema, il suo rimedio: centrifugati di ravanello nero, prezzemolo e dragoncello per il mal di gola; birra, brodo e tisana di finocchio per ‘caricare il serbatoio’ alle mamme che allattano; maschere al bianco d’uovo per la pelle grassa; sbiancanti fai da te per denti. Tempo fa fu l’Associazione nazionale dentisti italiani a denunciare la corsa del popolo del web al sorriso senza macchia, con soluzioni a volte inutili, a volte pericolose: dal bicarbonato alla scorza di limone, dalle fragole all’aceto, dal sale grosso al pane grattuggiato, fino all’acqua ossigenata o alla candeggina. Ha ottenuto invece la benedizione degli scienziati americani del Penn State College of Medicine il cucchiaino di miele per silenziare la tosse nei bambini: in uno studio pubblicato nel 2007 sugli ‘Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine’, gli autori dimostravano che il ‘nettare d’ape’ funzionava meglio – ed era piu’ sicuro – di una sostanza contenuta nella maggior parte dei medicinali antitosse sul mercato. Per finire c’e’ anche chi, nel testare ‘terapie alternative’ contro gli acciacchi piu’ comuni, ha messo sul piatto una buona dose di cinismo. Come gli studiosi Usa autori di un esperimento che si e’ guadagnato le pagine della rivista ‘Psychological Science’: la conclusione e’ che per sentirsi meglio quando arriva un dolorino, dal mal di testa al mal di stomaco o di schiena, basta contare del denaro. Il potere taumaturgico dei soldi, per alcuni piu’ forte sia dei farmaci che dei rimedi della nonna.
Salute: dal brodo ai cuscini nel forno, i rimedi “della nonna” tra mito e realtà


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