La dispepsia, meglio nota come “digestione lenta” è un disturbo molto diffuso, di cui soffrono circa il 40% degli italiani in forma cronica, anche se quasi tutti gli individui, nel corso della loro vita, hanno avuto uno o più episodi di dispepsia, anche se spesso mancano dati epidemiologici reali, dal momento che molti preferiscono curarsi da soli. E’ un problema in forte aumento nei paesi industrializzati e ciò è indice di un fenomeno strettamente correlato alle abitudini alimentari e dietetiche occidentali.
La digestione avviene in modo doloroso o fastidioso e questo disturbo colpisce soprattutto gli individui dopo i 65 anni d’età.
Esistono tre tipi di dispepsia:
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organica, che provoca problemi digestivi a causa della carenza di enzimi necessari ed è dovuta a gastrite (infiammazione mucosa gastrica causata dal batterio responsabile della maggior parte delle ulcere gastriche (Helicobacter pylori), ma anche a traumi, uso regolare di certi antinfiammatori, assunzione elevata di alcol), esofagite (di cui la principale causa è il reflusso gastroesofageo), duodenite (ferita aperta che si sviluppa sul rivestimento interno dello stomaco( ulcera gastrica) o del piccolo intestino, dovuta ad Helicobacter pylori), Sindrome del colon irritabile (disordine della funzione intestinale con dolore addominale in relazione a cambiamenti dell’alvo (in senso stitico o diarroico), con segni di alterata defecazione o meteorismo, che secondo la teoria più diffusa è dovuto ad un colon o intestino crasso particolamente sensibile o reattivo a determinati alimenti e allo stress), pancreatite ( infiammazione generica del prancreas dovuta all’attivazione precoce degli enzimi digestivi pancreatici nella ghiandla), neoplasie del tubo digerente( che includono tumori all’esofago,stomaco, intestino, fegato e pancreas. Tra i fattori di rischio: cibi sotto sale, alimentazione povera di fibre, tabacco e alcol, fattori genetici, epatiti, cirrosi).
funzionale: dovuta a problemi meccanici dell’apparato digerente : ulcera gastrica ( una soluzione di continuo della parete dello stomaco, che può variare da una semplice erosione della mucosa fino alla completa perforazione della parete) e reflusso gastroesofageo (un disturbo dell’esofago in cui parte del cibo ingerito torna indietro se la valvola che c’è tra esofago e stomaco non funziona bene, cioè si apre quando non dovrebbe. Si ha risalita in esofago di materiale acido proveniente dallo stomaco)
- isterica: legata a disturbi emotivi, stile di vita scorretto (con abuso di alcol e fumo), stress ( che porta a mangiare frettolosamente), anoressia, intolleranza ed allergie, tipo di cibo difficile da digerire.
I sintomi della dispepsia sono:
- senso di acidità accompagnato spesso da una tensione gastrica con sensazione di pesantezza anche a stomaco quasi vuoto,
- eruttazioni acide,
- presenza di aria nello stomaco,
- digestione difficile, lenta e dolorosa,
- vomito,
- nausea,
- perdita appetito,
- precordialgia ( dolori in sede cardiaca che preoccupano il paziente per via di vere e proprie aritmie, per lo più di carattere benigno),
- fame d’aria,
- stati d’ansia.
In base all’esame della storia clinica di ciascun paziente, il medico potrà prescrivere, a seconda dei casi:
- procinetici (che stimolano la funzione motoria intesitnale)
- ansiolitici ( se il disturbo è di origine psicosomatica)
- terapie specifiche per malattie gastriche ed extragastriche
- antiacidi (se c’e’ acidità)
- se la dispepsia dovuta a cattive abitudini alimentari (ad es. al masticare poco il cibo o troppo in fretta, è necessario intervenire sui comportamenti errati, mangiando più lentamente, consumando i pasti seduti e ingoiando pezzi piccoli piuttosto che bocconi intatti,
- nelle forme ansiose maligne o più complicate un valido aiuto è offerto dalla psicoterapia,
- utile il ricorso ad un’attività fisica moderata, evitando la sedentarietà.
Riguardo all’alimentazione, assumere liquirizia venti minuti prima dei pasti facilita la digestione, così come la menta e la genziana, che stimolano le funzioni digestive e riducono il tempo di svuotamento dello stomaco. Inoltre, nel correggere le abitudini alimentari, vanno eliminati alimenti che provocano il disturbo, come pomodori, cipolle, fagioli, zuccheri raffinati; limitando i cibi speziati, bandendo caffeina, alcol e bevande gassate.


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