La sperimentazione sulle cellule staminali con il metodo Staminanon puo’ proseguire. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che nel corso di una conferenza stampa ha spiegato: “”Dopo il parere del comitato scientifico, vista la delicatezza della materia, abbiamo chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato, secondo cui la sperimentazione non puo’ proseguire”. Tra le motivazioni, il metodo non sarebbe sicuro. “Immaginate con quale stato d’animo diamo questa notizia alle tante famiglie che si sono aggrappate a una cura che purtroppo non c’e'”, ha sottolineato la Lorenzin, augurandosi “che ci sia da parte di tutti rispetto per il rigore e la serieta’ con cui tante persone, senza pregiudizi e preconcetti, hanno lavorato sulla possibilita’ della sperimentazione”.
LE MOTIVAZIONI DEL MINISTRO – “Le scelte vanno prese sulla base dei fatti e non dell’emozione”. Cosi’ il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, commenta la presa d’atto sull’impossibilita’ di proseguire con la sperimentazione del Metodo Stamina del professor Vannoni. “All’inizio di questa vicenda ci siamo fatti prendere- ha ammesso- dall’emozione ma poi e’ arrivato il momento delle evidenze scientifiche”. Ma ha senso valutare un metodo senza aver visitato quei pazienti che da oltre due anni stanno facendo le infusioni? “Dipende”, spiega Lorenzin. “Se la domanda e’ posta al ministro della Salute, dico di si’, perche’ non ho nessun titolo per dare alcuna valutazione scientifica o medicale vedendo una persona che sta male”. Dal suo punto di vista, invece, “purtroppo non ha senso. Sono colpita sul lato umano quando vedo dei filmati, sento delle madri, vedo dei bambini. Siamo tutti essere umani e siamo tutte persone sensibili, per fortuna. Senza sensibilita’- sottolinea- non si potrebbero affrontare con coscienza alcuni ruoli”. Per quel che riguarda, infine,il punto di vista del Comitato scientifico o di chi e’ chiamato a fare delle valutazioni “tutte le sperimentazioni- conclude- devono seguire un protocollo, che vale per tutti a tutela di tutti, per primi dei pazienti e anche di chi, poi, deve esercitare delle scelte”.
LA REAZIONE DELLE FAMIGLIE DEI MALATI – “Non e’ un giorno di festa per Famiglie SMA. La decisione del ministro della Salute Beatrice Lorenzin di bloccare definitivamente la sperimentazioneStamina, giudicandola non sicura e pericolosa per la salute, mette il punto a un periodo di sofferenza per le nostre famiglie, che sono state colpite duramente dalla confusione di fronte a un metodo privo dell’avvallo scientifico e rispetto al quale ci siamo sempre posti chiedendo chiarezza e invocando la tutela dei bambini che utilizzano la metodica”. Cosi’ Daniela Lauro, Presidente Famiglie SMA onlus, che raccoglie le famiglie dei malati di una delle patologie che il metodo Stamina afferma di poter curare. “Da parte nostra – prosegue Lauro – continuiamo a impiegare le nostre risorse per sostenere la ricerca scientifica sulla SMA, che all’inizio del 2014 vivra’ una svolta storica, poiche’, delle due principali sperimentazioni americane in essere, una coinvolgera’ direttamente anche i nostri bambini, mentre la seconda entrera’ nella fase clinica umana: solo allora riusciremo a festeggiare”.
LA CRONOLOGIA DELLA SPERIMENTAZIONE – Il metodo Stamina – messo a punto dal presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, e per il quale il ministro della Salute ha oggi annunciato lo stop alla prevista sperimentazione – utilizza cellule staminali prelevate dal midollo osseo. Secondo il suo ideatore, sarebbe efficace nella cura di varie malattie neurodegenerative. Il Parlamento ha dato il via libera alla sua sperimentazione nello scorso maggio, stanziando a tal fine 3 milioni di euro. Sono quindi seguite settimane di ‘braccio di ferro’ e polemiche, costellate al contempo da una sonora bocciatura della rivista scientifica Nature da un lato, e dai sit-in di protesta a Roma da parte dei malati che chiedono liberta’ di cura con le cellulestaminali. Lo scorso luglio, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha nominato il Comitato scientifico della sperimentazione, di cui fanno parte Istituto superiore di sanita’, Centro nazionale trapianti e Agenzia del farmaco, oltre a vari esperti. Il comitato, in un parere, si e’ pero’ espresso criticamente tacciando la metodica di ”mancanza di basi scientifiche” e rilevando anche ”elementi di pericolosita”’. La sperimentazione, approvata con il disegno di legge di conversione del decreto ‘Disposizioni urgenti in materia sanitaria’ firmato dall’ex ministro Renato Balduzzi, sarebbe dovuta durare 18 mesi. Il metodo Stamina si basa sulle cellule staminali del midollo osseo, chiamate mesenchimali, note per la loro capacita’ di dare origine ai tessuti di ossa, pelle e cartilagine. Secondo la Fondazione Stamina, sarebbe possibile trasformare queste stesse cellule anche in neuroni, utilizzando una sostanza nota per la funzione che svolge nello sviluppo delle cellule, l’acido retinoico, e diluendola nell’etanolo. La tecnica consisterebbe quindi nell’estrarre le cellule staminali mesenchimali dal midollo osseo dei pazienti, nel tenerle in coltura nell’acido retinoico diluito per farle differenziare in cellule nervose e quindi nel reinfonderle nello stesso paziente. La Fondazione Stamina ritiene che la tecnica sia efficace per curare malattie neurodegenerative, come l’atrofia muscolare spinale (Sma). Attualmente, a seguito di ordinanze di tribunali, sono 36 i pazienti gia’ in trattamento presso gli Spedali Civili di Brescia e circa 150 sono in lista di attesa.La sperimentazione sulle cellule staminali non puo’ proseguire. Lo ha annunciato in conferenza stampa il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Dopo il parere del comitato scientifico” ha spiegato che e’ stato preso del tempo, “vista la delicatezza della materia, e non abbiamo voluto farci tirare la giacca da nessuno”, ed e’ stato chiesto un parere “all’Avvocatura dello Stato”. Secondo questo parere, ha detto la Lorenzin “la sperimentazione non puo’ proseguire” perche’, tra le altre cose, “il metodo non e’ sicuro” e ci sarebbe del pericolo “per la salute dei pazienti”. Il ministro si augura “che ci sia da parte di tutti rispetto per il rigore e la serieta’ con cui tante persone, senza pregiudizio, senza preconcetto, hanno lavorato sulla possibilita’ della sperimentazione”.


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