Sciame sismico nel Golfo di Valencia, tremila persone manifestano per la chiusura del deposito sottomarino di gas

 Circa 3000 persone hanno partecipato domenica a una manifestazione contro il deposito sottomarino di gas situato al largo del Delta dell’Ebro, in Spagna. La manifestazione, che si è svolta presso Alcanar (Tarragona), ha chiesto la chiusura definitiva dell’impianto, considerato la causa dello sciame sismico che ormai da quasi un mese interessa l’area. La preoccupazione degli abitanti della costa è cresciuta dopo le ultime scosse, che hanno superato anche magnitudo 4. L’impianto di immagazzinamento di gas sotterraneo è parte del progetto Castòr, che ha come obiettivo lo stoccaggio di gas naturale all’interno di un ex giacimento petrolifero esaurito. In questo modo la Spagna avrebbe un deposito di gas di riserva che soddisferebbe il fabbisogno nazionale per circa 50 giorni, nel caso di interruzione dei gasdotti provenienti dal Nord Africa e dal Nord Europa. Dopo l’aumento delle scosse però, lo stoccaggio è stato interrotto a tempo indefinito. Ora gli abitanti delle zone più colpite chiedono la chiusura definitiva. Il problema però è anche finanziario: nel caso di chiusura definitiva il danno economico ammonterebbe a 1 miliardo e 300 milioni di euro, investiti nella costruzione della piattaforma e nell’iniezione di gas nel deposito.