Sclerosi: 4 studi internazionali bocciano teoria Zamboni

MeteoWeb

staminaliQuattro nuovi studi internazionali bocciano il metodo Zamboni, che prevede l’esecuzione di un’angioplastica per trattare l’insufficienza cerebrospinale venosa (Ccsvi) che, secondo Zamboni, sarebbe legata all’insorgenza della sclerosi multipla (Sm). Le nuove ricerche sono state presentate al 29/o congresso europeo Ectrims sulla sclerosi multipla. Il primo studio e’ stato condotto dall’universita’ canadese di Vancouver, che ha esaminato i dati del ‘British Columbia Ccsvi Registry’ che controlla l’efficacia dell’angioplastica nei pazienti che si sono sottoposti a tale trattamento all’estero. Settantasei pazienti hanno risposto ad interviste sul loro stato di salute: ”la maggioranza dei pazienti contattati – affermano gli autori dello studio – racconta di aver avuto benefici a breve termine dopo l’operazione, benefici che si sono pero’ ridotti con il tempo”. Il secondo studio e’ stato portato a termine dall’universita’ canadese di Ottawa su 50 pazienti e 50 soggetti di controllo, attraverso uno screening con apparecchiature ad ultrasuoni. E’ stato rilevato un legame tra Ccsvi e Sm in un piccolo sottogruppo di pazienti, ma cio’ ”non supporta – affermano gli esperti – la teoria che la Ccsvi sia una causa o un fattore patogenetico chiave nella Sm”. La terza ricerca e’ invece italiana, condotta dall’universita’ di Ancona, e ha monitorato la qualita’ di vita di 44 pazienti che si erano sottoposti alle procedure per il trattamento della Ccsvi. Attraverso la valutazione di indicatori neurologici, i ricercatori italiani hanno concluso che il metodo Zamboni ”non migliora i parametri clinici” della Sm, ”nonostante ci sia una frequente percezione di miglioramento da parte dei pazienti”. Il quarto studio, anche questo canadese, e’ dell’universita’ di Calgary e giunge alle medesime conclusioni negative.