Stanotte torna l’ora solare, l’esperto: “mini ‘jet lag’ per il 25% degli italiani”

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ora-solareDopo 120 giorni di ora legale, stanotte torna l’ora solare: alle ore 03.00 si dovranno spostare un’ora indietro le lancette degli orologi. L’ora legale tornera’ il prossimo 30 marzo 2014. Questo orario e’ stato scelto perche’ e’ quello in cui la circolazione dei treni e degli altri mezzi pubblici e’ ridotta al minimo e quindi si minimizzano i disallineamenti rispetto agli orari giornalieri programmati. Per molti e’ solo il giorno dell’anno in cui si dorme un’ora in piu’, ma il cambio di orario nasce per una questione di risparmio energetico e consumi. Secondo quanto rilevato da Terna, infatti, durante il periodo di ora legale, iniziato il 31 marzo scorso, grazie proprio a quell’ora quotidiana di luce in piu’ che ha portato a posticipare l’uso della luce artificiale, l’Italia ha risparmiato complessivamente 568,2 milioni di kilowattora (613 milioni di kWh il minor consumo del 2012), un valore pari al consumo medio annuo di elettricita’ di 210.000 famiglie. In termini di costi i risparmi conseguiti sono stati pari a 93,7 milioni di euro. Dal 2004 al 2013 il risparmio complessivo del Paese e’ stato di circa 6 miliardi e 170 milioni di kilowattora, pari ad un valore di circa 900 milioni di euro.

ora solare domenicaCome un piccolo viaggio nel tempo. Torna l’ora solare e stanotte le lancette dell’orologio si dovranno spostare indietro di un’ora. Ma anche se per una notte si potra’ dormire di piu’, “per circa il 25% degli italiani e’ in agguato un mini ‘jet lag’, con uno scombussolamento generale che rientrera’ nel giro di 2 o 3 giorni”. A spiegare gli effetti sul sonno e sull’umore provocati dalla necessita’ di riallineare l’organismo a un orario diverso e’ l’esperto di medicina del sonno Luigi Ferini Strambi, presidente della World associaton of sleep medicine (Wasm). “Tende ad avere problemi circa un quarto delle persone – evidenzia all’Adnkronos Salute – in particolare i soggetti piu’ legati ai cosiddetti ‘marcatempo’, cioe’ al momento di andare a letto e al momento del pasto”. Le vittime ideali del ‘mal di fuso’ scatenato dallo ‘shift’ in programma stanotte, “saranno perlopiu’ anziani e bambini. Problemi minori invece per gli adulti che hanno una maggiore plasticita’ del sistema che regola il ciclo sonno-veglia”. “Non c’e’ comunque da preoccuparsi – assicura l’esperto – perche’ si tratta di ‘metabolizzare’ uno spostamento di una sola ora”. Anzi, sottolinea, “a differenza del passaggio all’ora legale che rappresenta un momento di rischio in cui tendono ad aumentare gli eventi cardiovascolari acuti, con il ritorno all’ora solare c’e’ il fenomeno opposto. Sulla carta abbiamo un vantaggio per l’apparato cardio-circolatorio, perche’ riposiamo di piu'”. Chi si avvantaggera’ della ‘retromarcia’ delle lancette “sono in particolare i ‘gufi'”, gli amanti delle ore piccole. “Perche’ hanno un ritmo sonno-veglia spostato in avanti e con il passaggio all’ora solare riusciranno ad allinearsi al proprio ritmo ideale”, spiega Ferini Strambi. “In questi giorni dunque e’ possibile che le persone piu’ suscettibili ai cambi di orario siano maggiormente irritabili e vadano incontro a una maggiore instabilita’ di umore. Questi soggetti vanno tranquillizzati, perche’ l’effetto dura poco”. Il vero problema e’ l’aumento del buio nelle nostre giornate, avverte invece l’esperto. “Un aspetto che ha un’influenza negativa sull’umore. Occorre considerare anche simili effetti in una riflessione piu’ ampia sulla necessita’ di sottoporre le persone a un continuo riallineamento fra ora solare e ora legale. Bisognerebbe valutare attentamente se vale la pena di continuare con questo sistema. Sulla scelta non pesano solo aspetti di risparmio energetico, vanno valutati anche gli effetti sulla salute”. Nel frattempo, conclude Ferini Strambi, esistono delle contromisure per mitigare l’effetto jet lag: “Evitare gli alcolici e tutto quello che puo’ rendere piu’ nervosi o ansiosi. Idratarsi con acqua, fondamentale anche quando si fanno viaggi intercontinentali. E non drammatizzare, cercando invece di pensare a una strategia di 2 o 3 giorni che permetta di riallineare gli orari del sonno e della cena in maniera graduale, per un cambiamento soft”.