Stazione spaziale più italiana che mai. Parmitano: “un record che nessun’altra nazione può vantare”

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SPAZIO ISSLa Stazione spaziale internazionale in questo momento è più “italiana” che mai; con l’arrivo a bordo della navetta cargo “Cygnus” della compagnia privata Orbital sciences corporation, infatti, oltre il 51% del volume abitabile della base orbitante è diventato “made in italy“. “È un record che nessun’altra Nazione al mondo può vantare, quindi davvero una cosa molto bella“, ha commentato l’astronauta italiano dell’Esa (European space agency), Luca Parmitano, attualmente a bordo dell’Iss.
L’Italia, grazie alla cooperazione dell’Asi (Agenzia spaziale italiana) con un pool di aziende guidato dalla Thales Alenia Space di Torino, ha realizzato i moduli pressurizzati della navetta Cygnus e del cargo europeo Atv-4 “Albert Einstein”, entrambi agganciati alla Stazione in questo momento. Completano la base orbitante, inoltre, i moduli abitativi, anch’essi costruiti in Italia: Columbus, Harmony e Tranquillity (conosciuti anche come Nodo 2 e Nodo 3), il modulo logistico permanente “Leonardo” e quello da osservazione “Cupola”, la spettacolare finestra sul mondo della base spaziale. “Gli italiani hanno fatto molto per la Stazione spaziale internazionale“, ha spiegato a Tm News il cosmonauta Sergei Krikalev, direttore del centro spaziale russo “Yuri Gagarin” di Star City e detentore del record assoluto di permanenza nello Spazio con 803 giorni 9 ore e 39 minuti in orbita. “Mi auguro che questa cooperazione continui in futuro – ha detto – è molto probabile che le industrie italiane saranno nostri partner per le prossime missioni spaziali internazionali“.
L’Italia nello Spazio, in questo momento, è rappresentata anche dall’astronauta Luca Parmitano la cui missione di lunga durata “Volare”, affidatagli dall’Asi, si concluderà l’11 novembre quando il maggiore pilota dell’Aeronautica Militare rientrerà, portando sulla Terra la fiaccola dell’Olimpiade invernale di Sochi2014.