Storica “alleanza” tra scienza e chiesa contro le patologie neglette

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negletteEndemiche in 149 paesi, le “malattie neglette” affliggono un sesto degli abitanti della terra, mentre altri due miliardi di individui sono a rischio. Eppure potrebbero essere sconfitte, se vi fossero risorse sufficienti per la ricerca e la diffusione dei farmaci, come dimostra il caso della “malattia del sonno”, ovvero la “tripanosomiasi africana umana” che rappresentava un vero flagello nell’Africa Equatoriale insieme a Aids, diarrea e malaria e oggi ha raggiunto il livello piu’ basso degli utimi 50 anni. O della filariosi linfatica, che potrebbe essere debellata entro il 2050, come emerge dal simposio “Solidarietas et Salus” promosso dal dicastero vaticano in collaborazione con i camilliani, l’associazione ScienzaSaluteSocieta’, la Diocesi di Roma e la Fondazione SmithKline. “Le attivita’ intraprese per mitigare l’impatto delle malattie neglette stanno producendo risultati importanti: ci si presenta ora l’occasione unica di prevenire molte di esse espandendo la copertura sanitaria esistente”, ha assicurato da parte sua Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, che ritiene, come ha messo nero su bianco nel suo messaggio, “necessario implementare e diffondere le strategie messe a punto dall’Oms, in quanto possono realmente ridurre il carico di malattie e rompere il ciclo di infezione, disabilita’ e perdita di opportunita’ che mantiene le persone in uno stato di poverta'”. Il simposio e’ stato aperto da Enrico Garaci, presidente del Consiglio Superiore di Sanita’, che ha ricordato come a fronte dei “grossi investimenti per le malattie della poverta’, come l’Aids, la tubercolosi e la malaria” sulle malattie neglette “si puo’ intervenire con costi ridotti”. Ma per vincere questa battaglia, ha avvertito il sottosegretario del Pontificio Consiglio per la pastorale sanitaria, padre Augusto Chendi, serve “uno sforzo comune”, quasi una mobilitazione morale. Ed e’ questo che spiega la scelta della Chiesa Cattolica di impegnarsi in prima fila: proprio alle malattie rare e neglette sara’ dedicato infatti il VI Convegno Internazionale di Studio che si celebrera’ nella primavera del 2015. E se per padre Chendi “in nome della virtu’ della solidarieta’, la legge mercantile del profitto non puo’ avere il sopravvento sull’investimento nella ricerca anche per un bacino di utenti dalle scarse capacita’ economiche”, per monsignor Andrea Manto, direttore del Centro per la pastorale sanitaria del Vicariato di Roma, e’ doveroso “andare verso la periferia esistenziale della malattia”, guardando alla salute “non come ad un costo, ma come ad un investimento”.