Sulawesi, Repubblica indonesiana: la suggestiva crudeltà dei rituali funebri dell’antica tribù dei Toraja

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A family member cleans a mummy before giving it new clothes in a ritual in the Toraja district of Indonesia's South Sulawesi ProvinceI Toraja sono senza ombra di dubbio uno dei gruppi etnici più affascinanti del mondo. Nell’isola della Repubblica indonesiana Sulawesi, situata ad est del Borneo e a sud delle Filippine, il tempo pare essersi fermato. Essa è il simbolo di un forte legame religioso, storico e culturale, che narra la storia di un’antica tribù saldamente ancorata alle sue antiche tradizioni animiste del culto “Aluk to Dolo“, secondo cui l’universo è diviso in modo sotterraneo o dei defunti, mondo superiore o paradiso e mondo terrestre, abitato dagli uomini. Solo con l’arrivo dei missionari e dei coloni olandesi, grazie ai quali venne introdotta la coltivazione del caffè, i Toraja uscirono dal loro totale isolamento sociale, spostandosi dai villaggi fortificati delle montagne, alle zone pianeggianti, per poter praticare l’agricoltura. I Toraja., il cui nome in lingua locale significa “gente dell’altopiano” vivono tra aspre rocce, profonde valli coltivate per quanto sia possibile e spettacolari risaie prive di irrigazione artificiale.

TORAJA UOMO - Copia Durante i mesi estivi, da pochi anni a questa parte, giungono turisti da ogni parte del mondo per assistere alle loro cerimonie funebri, intorno a cui ruota l’industria turistica; dappertutto sono sorti alberghi e ristoranti, le agenzie turistiche si contendono i gruppi occidentali e giapponesi offrendo posti in “prima fila” per assistere ai riti religiosi o consigliando luoghi segreti dove avvengono strani episodi mistici legati alla morte. Cosa hanno di così speciale i riti funebri di questa etnia indigena formata da circa 650.000 persone? Innanzitutto essi assicurano prosperità e fecondità alla famiglia del defunto, proteggendola dalle sventure, variano in base alla classe sociale di appartenza del defunto e alla sua età al n del decesso. Se muore un bambino, la sua salma viene tumulata in un albero, in modo che il prossimo figlio della famiglia cresca forte come un arbusto. Grazie all’arrivo dei missionari, alcuni rituali di una ferocia sconfinata, sono stati proibiti, come ad esempio quello dei cacciatori di teste umane da utilizzare durante il funerale: il teschio veniva bollito e la carne rimossa.

TORAJA DONNA MUMMIFICATA - CopiaI sacrifici umani vennero sostituiti da quelli animali, con bufali e maiali, egualmente di una spietata brutalità. Dopo il decesso, viene celebrata una breve funzione in casa, in cui familiari e amici più stretti portano doni al defunto, fino a che la salma viene collocata in una superficie circondata da spalti, rivolta lungo la direttrice est-ovest (est è simbolo di divinità, ovest della morte). E’ allora che si apre la cerimonia vera e propria tra sacrifici animali e danze rituali tipiche per accompagnare il defunto nel suo viaggio verso l’aldilà. Emblematica la scena in cui il sacerdote che presenzia la cerimonia funebre uccide a colpi di macete un bufalo…è questo il momento del trapasso, quello in cui il defunto lascia il suo corpo, raggiungendo l’oltretomba, cavalcando l’animale. Uno dei momenti più suggestivi della cerimonia è quello della realizzazione del tau tau ad opera degli artisti locali: si tratta di statuette scolpite nel legno e vestite con gli stessi panni indossati in vita dal defunto che aprono il corteo funebre, accompagnandolo per tutte le fasi della cerimonia. Il tau tau viene collocato sul balcone ai piedi della rupe, ossia del luogo della sepoltura e verrà omaggiato con offerte e doni dai parenti e dagli amici che si recheranno periodicamente ai piedi della statuetta. Dopo alcuni anni si svolge la tomina, ossia il restauro delle statuette che vengono ridipinte, cambiando inoltre i loro abiti distrutti dai fenomeni atmosferici.