Alluvione Sardegna: a Olbia mai scattato il piano d’emergenza

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18 nov 13 olbiaNel giorno dell’alluvione piu’ disastrosa degli ultimi 60 anni per la Sardegna e la Gallura in particolare, e’ rimasto sulla carta il piano comunale di protezione civile per “fronteggiare lo stato di emergenze” approvato dal consiglio comunale di Olbia il 4 dicembre 2012. Fra le misure a tutela della popolazione il provvedimento prevedeva addirittura che l’allerta di criticita’ elevata in tutta la citta’, annunciato domenica pomeriggio dalla Protezione civile regionale, fosse segnalata tramite sirene e altoparlanti su auto. Era previsto, anche, che i cittadini fossero avvisati via telefono o persino porta a porta. Invece, la popolazione non e’ stata avvertita in tempo e l’evacuazione ipotizzata nel piano non e’ mai stata disposta, mentre Olbia finiva sotto l’acqua e pagava un tributo di vite umane altissimo: sei vittime in citta’, fra le quali due bambini di due e tre anni, Enrico e Morgana, morti l’uno assieme al padre che cercava di salvarlo, l’altra mentre era in auto con la madre. Il piano comunale di protezione civile e’ un fascicolo imponente, con un’analisi dettagliata del territorio, dei rischi idrogeologici e idraulici, delle strade e delle vie di fuga. Le procedure d’emergenza prevedono la figura di un responsabile dell’assistenza alla popolazione che deve provvedere ad attivare il sistema d’allarme, previa autorizzazione del sindaco, e coordinare l’evacuazione della popolazione dalle aree di rischio alle strutture d’accoglienza. Spetterebbe poi al sindaco informare Regione, prefettura, comuni limitrofi, vigili del fuoco e forze dell’ordine dell’avvenuta attivazione della fase d’allarme. L’elaborato, inoltre, elencava, tra le misure di tutela della popolazione, l’informazione, da cominciare ben prima dell’emergenza, cioe’ nel “periodo ordinario”, con un’apposita cartellonistica da installare in luoghi strategici e sul sito internet del Comune. Quel piano, pero’, e’ rimasto nel cassetto.