Alluvione Sardegna: c’è lo zampino dei cambiamenti climatici, ecco perchè

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0138Nel drammatico evento alluvionale che ha sconvolto la Sardegna nord-orientale si nasconderebbe lo zampino del mutamento climatico, inteso come un mutamento del pattern delle correnti atmosferiche nella media e alta troposfera. Se andiamo ad analizzare, nei dettagli, il pattern tenuto dal “getto polare” durante l’immane disastro che ha sconvolto l’isola, noteremo come anche durante questo evento estremo il ramo principale del “getto polare” ha presentato lo stesso tipo di assetto, già più volte osservato negli ultimi 6 mesi, durante le distruttive  alluvione che quest’anno hanno travolto i paesi dell’Europa centrale, la città di Calgary, in Canada, i territori dell’estremo oriente russo, nel mese di Agosto, e lo stato del Colorado, nel mese di Settembre. In entrambi i casi il ramo principale del “getto polare”, rallentando tutto di un colpo, ha cominciato ad ondularsi su se stesso, favorendo la formazione di grandi “onde di Rossby” che presentavano un evoluzione piuttosto lenta verso levante, divenendo a tratti anche stazionarie. Il significativo rallentamento del “getto polare” ha cosi contribuito a generare un pattern atmosferico abbastanza durevole che ha aumentato la probabilità di vedere eventi meteorologici estremi che derivano da condizioni meteorologiche piuttosto prolungate. La scorsa primavera un simile assetto del “getto polare” origino le inondazioni che sommersero gran parte dei paesi dell’Europa centrale, dal sud della Germania fino all’Austria e parte della Polonia meridionale. Proprio in quei giorni, fra la fine di Maggio e i primi giorni di Giugno, un immenso promontorio anticiclonico di blocco dall’Europa orientale si distese fino alla Scandinavia e alla Lapponia, convogliando un vasto flusso di aria calda sub-tropicale continentalizzata, che si diresse oltre il Circolo polare artico, facendo impennare i termometri oltre il muro dei +30°C sul territorio lappone.

Il vortice depressionario ad ovest della Sardegna, corresponsabile dell'evento alluvionale
Il vortice depressionario ad ovest della Sardegna, corresponsabile dell’evento alluvionale che ha travolto l’isola nei giorni scorsi

La stessa ondata di calore e il blocco anticiclonico, a loro volta, impedirono la naturale evoluzione verso est dei sistemi depressionari provenienti dall’Atlantico, arrestandoli e rendendoli semi-stazionari all’altezza dell’Europa centrale. Una volta bloccati queste circolazioni depressionarie hanno dispensato piogge molto abbondanti fra Austria, Svizzera e Germania, con le conseguenti disastrose inondazioni che hanno messo sott’acqua mezza Europa centrale. Fra il 18 e il 22 Giugno un’altra imponente onda anticiclonica è rimasta stazionaria per più giorni fra l’Alaska ed il Canada occidentale, sospingendo su questi masse d’aria piuttosto calde e secche, precedentemente isolate sopra i Territori del Nord-Ovest e di Yukon. Nel mese di Settembre la grande alluvione che ha flagellato lo stato del Colorado è stata originata da un “CUT-OFF” bloccato nel sud-ovest degli Stati Uniti, poiché impossibilitato ad evolvere verso nord-est per la presenza di un robusto anticiclone di blocco che ha spinto il proprio asse principale verso lo stato canadese della British Columbia, per poco più di 3 giorni, è rimasto pressochè semi-stazionario sopra le aree desertiche del sud-ovest degli USA, poco ad ovest delle montagne del Colorado, e da quella posizione ha continuato a pilotare correnti di aria calda e umida da sud-est, nei medi e bassi strati, che hanno addensato tanta umidità sul versante orientale delle Montagne Rocciose, sulle aree sopravento all’umido flusso marittimo, carico di vapore acqueo acquistato sopra le calde acque superficiali del golfo. L’aria calda e umida richiamata da questo “CUT-OFF” ha cominciato ad ascendere verso l’alto, in prossimità dei primi contrafforti montuosi, raffreddandosi sensibilmente e raggiungendo adiabaticamente la saturazione, con la conseguente formazioni di nuvole piuttosto compatte ed estese, lungo il versante di sopravento (fenomeno dello “stau”), che hanno poi dato la stura a frequenti precipitazioni, anche a sfogo di rovescio o temporale.

CNMC_RAD_201311181700_ITACEN_SRI@@@@@_@@@@@@@@@@@@_@@@_000_@@@@Gran parte del contenuto di umidità ammassato sul versante sopravento del Front Range è ricaduto sotto forma di pioggia, alimentando le forti bande di pioggia che negli ultimi 3 giorni hanno flagellato una buona parte del territorio del Colorado. Ma le precipitazioni sono state ulteriormente enfatizzate dal considerevole “forcing” orografico imposto dalle Montagne Rocciose all’umido flusso sud-orientale e dalla persistenza della latente circolazione ciclonica in quota fra Utah e Arizona che ha fortemente instabilizzato l’intera massa d’aria. Anche durante l’evento alluvionale che ha flagellato un ampio territorio della Sardegna nord-orientale si è ripresentata una situazione sinottica analoga a quelle già sopra citate, con un imponente promontorio anticiclonico ad est che ha reso semi/stazionaria la vecchia circolazione depressionaria, fra le Baleari e il mar di Sardegna. Difatti la depressione extratropicale, successivamente evoluta in un “CUT-OFF” (vortice ciclonico chiuso in quota colmo di aria molto fredda nella media troposfera) si è isolata per un paio di giorni fra le Baleari e la Sardegna, incastonandosi lungo il bordo più meridionale di un esteso cuneo anticiclonico che nei giorni precedenti si era disteso sopra tutta l’Europa centrale. La stessa depressione, ormai trasformatasi in un insidioso “CUT-OFF” nella media troposfera, non è riuscita ad evolversi verso levante, stagnando per oltre 72 ore nel tratto di mare ad ovest della Sardegna, dove ha potuto raccogliere molto vapore acqueo al suo interno che ha dato ulteriore enfasi ai carichi precipitativo ad esso associati.

0412Questo stazionamento “forzato” del vortice ciclonico, causato dalla presenza più ad est di un robusto promontorio anticiclonico di blocco, ha difatti reso la situazione abbastanza esplosiva, deponendo a favore per l’avvento di fenomeni temporaleschi particolarmente potenti lungo il settore pre-frontale della stessa depressione extratropicale, che al contempo aspirava masse d’aria più calde dall’entroterra algerino, sub-tropicali continentali, che si sono successivamente umidificate passando sopra il Canale di Sicilia e il medio-basso Tirreno. Ma in questo caso la miccia che ha fatto “detonare” le bombe d’acqua, fra nuorese e l’area attorno Olbia, è stata rappresentata dall’aria calda e umida, sospinta dagli intensi venti di ostro e scirocco (da S-SE) che risalivano il mar Tirreno. Le masse d’aria calde sub-tropicali continentali (marittimizzate sul Canale di Sicilia e sul mar Tirreno) si sono fortemente instabilizzate  solo una volta al contatto con l’insidiosa linea di convergenza venti al suolo, generata fra le correnti di scirocco, che risalivano il Tirreno centrale, e i più freschi e secchi venti di libeccio, che dal mar di Alboran e dal Canale di Sardegna spiravano in direzione del Tirreno occidentale, spinta verso levante dalla lentissima traslazione della struttura depressionaria, stagnante ad ovest della Sardegna. Proprio al traverso di questa pericolosa linea di convergenza venti nei bassi strati, nel mezzo del settore pre-frontale, le turbolenze innescate dalla confluenza dei venti hanno prodotto gli imponenti “Clusters temporaleschi pre-frontali” che hanno apportato le violentissime precipitazioni che hanno flagellato gran parte del territorio sardo.

olbia7La situazione è successivamente degenerata nel primo pomeriggio del 18 Novembre, quando il vortice depressionario che cominciava a muovere molto lentamente in direzione del mar di Sardegna, entrando in fase “barotropica” (con il minimo in quota che coincideva con il minimo depressionario al suolo), ha prodotto un sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra mar di Sardegna e Tirreno centro-meridionale. Questo rafforzamento del “gradiente barico orizzontale” ha causato un rinforzo delle umide e calde correnti sciroccali che al contempo dalla costa libica e tunisina risalivano verso il Canale di Sicilia ed il mar Tirreno, attraverso l’attivazione di una intensa ventilazione da S-SE che ha raggiunto la forza di burrasca, con raffiche che hanno raggiunto la soglia dei 60-70 km/h, ma con picchi sopra gli 80 km/h tra cagliaritano e l’area di Capo Bellavista, dove si sono lambiti pure i 90 km/h. Il flusso sciroccale, che si è versato sul bacino tirrenico, ha riempito l’intero settore pre-frontale, sul lato orientale della circolazione depressionaria localizzata sul mar di Sardegna, di aria calda sub-tropicale continentale, che umidificandosi sopra il Canale di Sicilia ed il Tirreno, ha raggiunto la Sardegna presentando elevatissimi indici di instabilità. L’aria calda e umida di origine sub-tropicale si è ulteriormente instabilizzata a seguito dall’intenso “gradiente termico verticale” che si è venuto a realizzare fra il nocciolo di aria molto fredda, di lontane origini polari, sui -24°C a 500 hpa, collegato al “CUT-OFF”, e l’aria molto tiepida e umida nei bassi strati, spinta dall’intenso flusso sciroccale. Questi fortissimi contrasti termici, sulla verticale della colonna d’aria, di circa +40°C, ha alimentato lo sviluppo di una estesa area di convenzione, creando l’ambiente adatto per la formazione di un “sistema temporalesco a mesoscala”, di forma “lineare”, foriero di precipitazioni, con elevati indici di rain/rate, localizzati nella parte più meridionale di questa fascia di temporali che dal medio Campidano, Barbagia e Sarcidano ha risalito la parte orientale della Sardegna, scaricando il grosso delle precipitazioni fra la provincia di Olbia ed il nuorese, dove nel giro di poche ore sono caduti fino a 300 mm di acqua.