E’ un autunno super-caldo, inquietante l’anomalia termica positiva in tutt’Europa: quando arriverà il freddo?

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21Dati alla mano, differentemente da quanto atteso secondo le proiezioni modellistiche stagionali, questo primo scorcio di autunno è risultato straordinariamente caldo, soprattutto sulle regioni meridionali, dove nelle ultime settimane si è accumulata una consistente anomalia termica positiva, dell’ordine dei +4°C +5°C rispetto alle medie del periodo. Da settimane, la persistenza di un robusto promontorio anticiclonico di blocco, con un asse principale disposto tra l’entroterra nord Africano, il Mediterraneo e l’Europa orientale, ha continuato a spingere verso le nostre regioni centro-meridionali, incluse le isole maggiori, masse d’aria piuttosto calde e secche, d’estrazione sub-tropicale continentale, che dall’entroterra desertico algerino si sono spinte sopra il bacino centrale del mar Mediterraneo, stagnando su questo per vari giorni, data la presenza di un campo barico piuttosto “lasco” che ha reso la ventilazione prevalentemente debole. Queste masse d’aria, piuttosto calde e secche in quota, hanno fatto balzare i termometri oltre il muro dei +25°C +26°C all’ombra, anche grazie al prolungato soleggiamento durante le ore diurne. In molte regioni del meridione le condizioni climatiche hanno assunto caratteristiche simil estive per quasi l’intero mese di Ottobre, con particolare riferimento per l’ultima decade del corrente mese, risultata la più calda in assoluto, con l’accumulo di un anomalia di circa +3°C +4°C rispetto le medie del periodo.

3cpnp1In qualche caso il caldo è stato talmente intenso, da permettere l’abbattimento di diversi record mensili, alcuni dei quali molto importanti. Fra tutti spicca il dato della stazione meteorologica di Bari Palese, che lo scorsa domenica 3 Novembre 2013 ha registrato una sorprendente temperatura massima di ben +28.8°C, enfatizzata pure dai secchi venti “favonici” in discesa dai rilievi tabulari delle Murge. Con tale valore la stazione di Bari Palese ha bruciato il precedente record di caldo mensile per Novembre, di +27.5°C, risalente al 1 Novembre del 2008. Ma altri record di caldo sono stati stabiliti in altre località del centro-sud, dove i termometri hanno varcato la soglia dei +25°C +26°C. Tale anomalia barica è stata incentivata dalla presenza di un vortice polare troposferico molto compatto in sede artica, con un assetto bipolare, caratterizzato da due grandi lobi posizionati, rispettivamente, fra l’arcipelago Artico canadese e le coste artiche siberiane, dove sono stabilizzate due vaste circolazioni depressionarie colme di aria molto gelida alle quote superiori della troposfera. Un vortice polare cosi compatto di solito mantiene l’aria molto fredda, di origine artica, a ridosso del mar Glaciale Artico, favorendo un continuo raffreddamento di tutta la zona artica, dove le temperature toccano valori di -20°C -30°C a bassa quota. Le aree più fredde, al momento, sono quelle a nord della costa groenlandese, dove si segnalano valori al di sotto dei -25°C -30°C, a quote relativamente molto basse, e l’arcipelago Artico canadese, dove per poco è stato sfiorato il muro dei primi -40°C nel villaggio di Eureka.

3ctan1Il sensibile raffreddamento dell’Artico, a sua volta, tende a rafforzare il “gradiente di geopotenziale” ed il “gradiente termico”  fra le latitudini artiche e quelle temperate, producendo una notevole accelerata del flusso zonale fra le medie ed alte latitudini, fra nord America, Europa e Asia centro-settentrionale. Il forte “gradiente di geopotenziale” che si viene a realizzare tende a rinforzare notevolmente il ramo principale del “getto polare” che presentando un andamento pressochè rettilineo, con potenti “Jet Streaks” (massimi di velocità del “getto” in quota), fra l’estremo oriente russo, gli States, il nord Atlantico e l’Europa, taglia le spinte meridiane degli anticicloni oceanici, presenti fra il Pacifico settentrionale e il nord Atlantico. Il sensibile rinforzo del “getto polare” impedisce cosi la costruzione di ampi flussi meridiani, inibendo in tal modo l’afflusso verso latitudini più meridionali delle masse d’aria molto fredde e pesanti presenti sopra il mar Glaciale Artico. Quest’ultime permarranno in loco, colmando la struttura del vortice polare troposferico che presenterà un ottima forma in sede polare, fino a gran parte del mese di Novembre e Dicembre. In sostanza, la presenza di un vortice polare troposferico in ottima forma, che ruota come una grande trottola sopra il mar Glaciale Artico, tende ad inibire l’attivazione dei più proficui scambi meridiani, se non per fasi abbastanza brevi e circoscritte, agevolando al contempo l’afflusso di masse d’aria molto miti, dai quadranti occidentali, che si spalmano lungo tutta la fascia temperata.

wctan1Ciò, a sua volta, impedisce alle massa d’aria gelide, stagnanti sopra l’Artico, di scivolare verso le medie latitudini, apportando le prime significative ondate di freddo della stagione, come sovente accade durante il mese di Novembre. Fino a quando l’attività del vortice polare non allenterà un po’ in sede Artica, la circolazione generale atmosferica sull’intero emisfero boreale assumerà una componente ad alto indice zonale, con la presenza di “Westerlies” particolarmente intense e di un “getto polare” potente che schiaccerà verso le basse latitudini le spinte meridiane (verso nord) degli anticicloni permanenti sub-tropicali (sopra il nord Pacifico e l’Atlantico settentrionale). Solo entro l’ultima decade di Novembre si potrebbe spianare la strada ai primi veri affondi artici verso il vecchio continente, operati da rallentamenti del “getto polare”, in sede nord atlantica, con l’apertura di temporanei “delta” (diramazione del ramo principale del “getto polare” in due rami secondari) che imprimeranno delle circolazioni atmosferiche semi-zonali o decisamente più meridiane, con rapidi scorrimenti di aria fredda di origine sub-polare fino all’area mediterranea, accompagnati, più ad est, da importanti risposte calde, di matrice sub-tropicale continentale, in grado di distendersi verso le alte latitudini e la Russia europea, comportando brevi ma significativi rialzi termici fino alle alte latitudini. In questi casi sono attesi dei raffreddamenti, anche bruschi nell’arco delle 24 ore, ma subito seguiti da rapide stabilizzazioni anticicloniche, per la spinta dell’anticiclone delle Azzorre che continuerà a mantenere un assetto di tipo zonale, disposto lungo i paralleli.