Ecco i fattori che influenzano la nostra intelligenza ed i cibi che proteggono il nostro cervello

INTELLIGENZA COPERTINA - CopiaOgni cervello contiene circa 100 miliardi di neuroni (cellule nervose), ciascuno dei quali è collegato a quelli vicini da un certo numero di sinapsi. Si ha quindi una rete di centinaia di miliardi di collegamenti, attraverso i quali il pensiero trova i percorsi che conducono dalle domande dalle risposte. Una serie di fattori influenzano positivamente questo percorso: la ricchezza di informazioni, la frequenza e la varietà di domande e risposte che rafforzano la rete di percorsi ( un cervello allenato a risolvere i problemi è più ricco di percorsi che gli consentono di trovare più facilmente le risposte), la qualità delle informazioni e la loro utilità in rapporto all’ambiente in cui il soggetto vive ed opera.
Ciò che noi impariamo dipende dall’ambiente: esso è favorevole quando trasmette conoscenze significative( un linguaggio ricco di parole trasmette molte idee, le conversazioni su un problema suggeriscono soluzioni a nuovi problemi), quindi in questi casi l’ambiente è stimolante in senso positivo. Se, al contrario, le conoscenze sono insignificanti, il linguaggio è povero e le idee sono poche, nasce la frustazione, che deriva da un orientamento emotivamente negativo. Ci sono fattori genetici che influenzano l’intelligenza? Molte caratteristiche somatiche sono descritte nel DNA e questo è verificabile scientificamente ( es. somiglianza fisica tra genitori e figli). E’ possibile che tra queste ci sia qualche qualità del cervello, ma ciò che può predeterminare il carattere delle persone e/o la loro intelligenza non è affatto evidente e non è neppure verificabile allo stato attuale delle conoscenze scientifiche. E’ noto però, che gemelli cresciuti in famiglie diverse hanno sviluppato diversi gradi di intelligenza e che bambini non fratelli, allevati nella stessa famiglia, hanno sviluppato gradi di intelligenza simili. Dato che il cervello è uno degli organi più delicati, ha bisogno di essere nutrito adeguatamente per un buon funzionamento. Ecco alcuni cibi per preservarlo al meglio:

  • PESCE CERVELLO - CopiaPESCE: Il pesce è amato dagli anziani, un pò meno dai bimbi ed ha trovato plausibilità scientifica solo negli anni 70′, quando alcuni ricercatori inglesi si accorsero che la dieta degli Esquimesi paradossalmente li rendeva “sani come pesci”. Questo perchè la carne degli animali marini ed in particolare dei pesci, non è solo una fonte di proteine ma è ricca di particolari grassi cosiddetti “polinsaturi di tipo omega-3″. Tra i pesci che giungono sulle nostre tavole ricchi di omega 3 troviamo quelli indicati col nome generico di “pesce azzurro: sgombri, sardine, aringhe, acciughe, merluzzo, ma anche salmone, trote, tonno, pesce spada e sogliola. Gli omega 3 agiscono sulla fluidità delle membrane cellulari, migliorando lo sviluppo cognitivo nei bambini e contrastando i processi degenerativi nelle persone anziane. Gli acidi grassi omega 3 influenzano la memoria, lo spazio temporale, l’attenzione, la fluidità di parola e la velocità di elaborazione cognitiva. Se queste sostanze mancano, possono verificarsi: dislessia, demenza, depressione e schizzofrenia. Non è quindi un caso che la popolazione dell’isola giapponese di Okinawa, che mangia moltissimo pesce, è tra le più longeve al mondo e vanta un minimo tasso di disordine mentale. Gli organismi internazionali di controllo vigilano per evitare le contaminazioni di mercurio, un metallo immesso nelle acque a seguito dei processi industriali, che passa facilmente nella catena alimentare, concentrandosi nei pesci predatori a lunga vita e di maggiori dimensioni, come tonno e pesce spada. Il pesce, lesso, arrostito, al vapore, al forno o al cartoccio, con una strizzatina di limone, è uno dei principali alleati per la salute del nostro cervello.
  • NOCI CERVELLO - CopiaFRUTTA SECCA: col termine generico “frutta secca” intendiamo i frutti oleosi come noci, mandorle e nocciole. Le noci, in particolare, sono una fonte di grassi polinsaturi, in particolare di acido alfa-linoleico, un componente dei grassi omega-3. Da notare che una manciata di noci copre il fabbisogno giornaliero di omega-3! Essa è ricca di sali minerali (rame, zinco, magnesio e selenio), efficaci antiossidanti. In percentuali più basse sono presenti anche potassio, zolfo, fosforo, ferro, calcio e vitamine A, B, C e PP. Questo mix di vitamine e minerali serve a mantenere giovane il nostro cervello, ad aumentare le difese immunitarie e a migliorare lo sviluppo scheletrico. Le noci correggono i livelli di serotonina nel cervello, che è un’importante sostanza chimica che controlla l’umore e l’appetito. Assomigliando così tanto ai due emisferi cerebrali, è utile al sistema nervoso, è indicata per i ragazzi che studiano, per cui è ideale il pane alle noci con miele, ma è ottima per chi svolge un lavoro intellettuale ed è mentalmente stanco. Inoltre è consigliata in gravidanza come spezzafame, poichè è facilmente digeribile ed è indicata per il feto, che trae preziosi elementi per costruirsi il tessuto cerebrale e nervoso, proprio dagli acidi grassi essenziali contenuti in essa.
  • CAFFE’: è uno stimolante psicoattivo che, grazie alla caffeina, blocca gli effetti dell’adenosina, un neurotrasmettitore, favorendo il rilascio di altri neurotrasmettitori come dopamina e noradrenalina. Ha benefici sul tempo di reazione, sull’umore, sulle memoria e su tutte le funzioni cognitive, anche a lungo termine. Studi hanno evidenziato che il consumo quotidiano di caffè riduce del 60% il rischio di demenza e di malattie neurodegeneratie come il morbo di Alzheimer e il Parkinson. Una pausa di pochi minuti serve a concentrarsi e a memorizzare più facilmente, come se si mettesse in standby il cervello, dandogli il tempo di immagazzinare le informazioni apprese. Un team di ricercatori della New York University ha mostrato delle coppie di immagini ad un gruppo di persone e tutte, dopo averle visualizzate, hanno preso il caffè prima di essere interrogate su ciò che avevano visto. I ricercatori hanno concluso che durante la pausa caffè, le aree dell’ippocampo e della corteccia si riattivano, consentendo una migliore performance mnemonica della persona al momento del test . Il cervello lavora per la persona, mentre quest’ultima si riposa, per il riposo (sonno o pausa caffè) è importante per le funzioni cognitive.
  • MIRTILLI, LAMPONI, BACCHE DEL BOSCO E FRAGOLE: Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Annals of Neurology, mangiarle una volta a settimana migliora la memoria, l’attenzione e l’attività neuronale. L’effetto positivo sul cervello è dovuto alle antocianidine, che una volta introdotte nell’organismo, si accumulano a livello dell’ippocampo, la struttura cerebrale responsabile dell’apprendimento e della menoria. Tali sostanze svolgono anche una funzione antinfiammatoria, contrastando la funzione dei radicali liberi. E’ possibile che sia proprio la funzione anti-invecchiamento a proteggere il cervello.
  • TAZZA CIOCCOLATA CERVELLO - CopiaCIOCCOLATO E CACAO: bere due tazze di cioccolato caldo al giorno, serve a mantenere in salute il cervello, soprattutto dopo i 70 anni. E’ quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori della Harvard Medical School di Boston e pubblicato su Neurology. La ricerca ha riguardato 60 persone anziane che, per 30 giorni, hanno bevuto due tazze di cioccolato caldo ogni giorno. Dopo un mese, analizzando i risultati, gli scienziati hanno visto che nei 18 volontari che all’inizio dello studio presentavano un flusso sanguigno insufficiente, si era avuto un miglioramento del flusso pari all’8% e un miglioramento nel test di memoria. Il cioccolato è ricco di flavonoidi, sostanze antiossidanti che facilitano l’apporto di sangue e di ossigeno al cervello, migliorando le abilità cognitive.