Gli ultimi aggiornamenti su “ISON”: giovedì il perielio, la “cometa di Natale” ad un passo dal Sole

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I Magi guidati dalla stella di Betlemme
I Magi guidati dalla stella di Betlemme

La tradizione cattolica vuole che a guidare i re Magi verso la grotta di Betlemme in cui era nato Gesù fu proprio una “stella cometa” e il Natale del 2013 la sua cometa ce l’avrà davvero. Si tratta di Ison, la cui presenza nel nostro sistema solare è stata annunciata (forse con un trionfalismo un pò eccessivo) come l’evento astronomico del secolo. Ison ha già cominciato a dare spettacolo nei cieli terrestri con la sua coda da 2 milioni di Km e qualche appassionato è riuscito a fotografarla, postando su Twitter gli scatti della “cometa di Natale”, la prima visibile a occhio nudo dall’emisfero boreale dal 1997, anno del passaggio di Hale-Bopp. Scoperta il 21 settembre del 2012 dagli astronomi russi Vitali Nevski e Artyom Novichonok, Ison (che prende il nome dalla rete di telescopi usata per monitorare il cielo) sarà al suo perielio, ovvero il punto dell’orbita più vicina al Sole, il 28 novembre 2013. Per gli astronomi si tratta di un evento eccezionale perché Ison è una cosiddetta cometa “radente”. Non ha quindi un’orbita periodica ma è la prima volta che si allontana dal suo luogo di origine, la Nube di Oort, per avvicinarsi così tanto al Sole. Ci sono però diverse incognite: l’effimera consistenza del suo nucleo di circa 2 Km, fatto essenzialmente di polveri e ghiaccio, potrebbe non superare l’eccessiva vicinanza con la stella ed esplodere dissolvendosi in una nuvola di particelle subatomiche.
Comet-ISON-November-24L’ATTESA A 72 ORE DAL PERIELIO – Intanto l’attesa è quasi terminata. La cometa ISON dopo un lunghissimo viaggio all’interno del Sistema Solare è a sole 72 ore dal perielio, il folle giro di boa intorno al Sole. In questi giorni la visione della cometa è praticamente impossibile a causa del fortissimo bagliore della nostra stella, che ne nasconderà la visione agli strumenti di terra. Al suo passaggio radente nei pressi della corona solare, ISON transiterà a soli 1,2 milioni di chilometri, andando a scontrarsi con imponenti forze mareali e gravitazionali, e con valori termici di migliaia di gradi. Un’occasione unica per scienziati e appassionati, che attendono la dinamica della sublimazione dei materiali volatili primitivi di cui è composto il nucleo di questa vagabonda cosmica. Non è particolarmente raro che una cometa radente si avvicini alla superficie del Sole, ma la ISON, secondo gli scienziati, è speciale. Per cominciare, il suo nucleo è più vasto rispetto alle altre comete di questo genere, rendendo probabile la sua sopravvivenza al perielio.

Credit: Media.Inaf
Credit: Media.Inaf

Inoltre l’astro chiomato è al suo primo viaggio nel sistema solare interno, rendendo l’evento senza precedenti nella storia moderna. E per finire, è stata scoperta nel Settembre 2012, dando ai ricercatori la possibilità di preparare con estremo anticipo le osservazioni e monitorare la sua curva di luce quando si trovava poco oltre l’orbita di Giove. Tra le opportunità scientifiche offerte da ISON, c’è quella di saperne di più sulla nostra stella. Con l’approssimarsi dell’evento, gli scienziati possono misurare la velocità, oltre ad altre caratteristiche del vento solare, monitorando le particelle cariche di cui è composto attraverso il comportamento della coda cometaria. In prossimità del perielio inoltre, una scia di particelle si aggrapperà al campo magnetico nell’atmosfera del Sole, aprendo una finestra sui processi che avvengono in questo ambiente così estremo.

Il telescopio Pan-Starrs
Il telescopio Pan-Starrs

LE PREVISIONI – Prevedere il suo destino, anche a distanza di poche ore, è un’impresa davvero ardua, ma se il passaggio radente non dovesse risultare fatale alla cometa, il mese di Dicembre potrebbe rappresentare un periodo strepitoso per la sua osservazione. Fino al 13 Novembre la curva di luce della cometa era estremamente deludente rispetto alle previsioni. A partire dal giorno successivo, ISON ha recuperato 3,5 magnitudini nella scala utilizzata per determinare la luminosità degli oggetti nello spazio. Un aumento considerevole, pari a 25 volte la luminosità precedente. Dal 19 al 21, inoltre, l’astro ha incrementato i tassi di polvere e gas rilasciati dal suo nucleo. Tra le teorie, l’apertura di una crepa con conseguente fuoriuscita di materiale, ma anche l’illuminazione del suo lato buio, che a causa della rotazione assiale era rimasto in ombra sino a qualche giorno prima. Gli osservatori, a tre giorni dal perielio, sono sempre più convinti che la cometa abbia le potenzialità per essere classificata come una delle più brillanti degli ultimi 50 anni. Ma questo lo sapremo soltanto tra qualche giorno.
IsonLE OSSERVAZIONI – Dalle aree rurali l’astro chiomato potrebbe evolvere in una visione di tutto rispetto, al contrario delle aree urbane fortemente soggette ad inquinamento luminoso. Non appena ISON effettuerà il giro di boa e inizierà il suo lungo viaggio di ritorno verso lo spazio profondo, potrà essere scorta anche in pieno giorno occultando il sole con una mano. Ma sarà un’impresa ardua e adatta soltanto agli osservatori più esperti. Il pericolo di osservare direttamente il Sole senza opportune precauzioni, e quindi danneggiare la retina, è dietro l’angolo. Per cui invitiamo i lettori meno esperti ad attendere situazioni meno complicate. A poco meno di 24 ore dal perielio, la coda di polveri potrebbe essere individuata nei pressi dell’orizzone del cielo orientale, ma il nucleo sarà ancora inglobato nelle luci dell’alba. Sarà nella prima decade del mese di Dicembre che la ISON potrebbe cominciare a dare spettacolo nei nostri cieli. Il 1° Dicembre la coda potrebbe misurare sino a 12 gradi, rendendo l’astro facilmente visibile ad occhio nudo. E giorno dopo giorno la sua lunghezza potrebbe rendersi più evidente. Ma il condizionale è d’obbligo. Come sempre accade, la luminosità dell’astro andrà scemando man mano che la sua distanza diverrà più elevata dal Sole, ma la sua migliore posizione nel cielo ne permetterà una visione sempre migliore. Il 15 Dicembre ISON potrebbe stagliarsi in un cielo ancora completamente buio, rendendo la visione molto interessante. Nel frattempo, si starà avvicinando alla Terra, preparando lo spettacolo di Natale. Il 20 Dicembre disterà 68 milioni di chilometri dal nostro pianeta, e sarà nella costellazione della Corona Boreale. La coda spettrale avrà raggiunto i 30 gradi.

Credit: NASA
Credit: NASA

Nell’ultima decade del mese la Luna sarà completamente assente e la cometa sempre più alta nel cielo della sera. Ma ancora una volta è bene sottolineare le notevoli differenze tra un cielo scuro e terso, ed uno illuminato da fonti luminose artificiali. Nello stesso momento, da due posizioni così diverse, due osservatori potrebbero avere una percezione enormemente differente. Il giorno di Natale la cometa diverrà un oggetto circumpolare , restando sopra l’orizzonte tutta la notte. Il massimo avvicinamento alla Terra si verificherà nel giorno di Santo Stefano, alle 23:42 ora italiana, quando l’astro disterà 64,2 milioni di chilometri da noi. La chioma della cometa potrebbe avere dimensioni pari a metà della Luna piena, con una coda di gas di molti gradi. I primi giorni di Gennaio l’astro chiomato comincerà a perdere di interesse. La sua visione potrebbe limitarsi ad un binocolo, mettendo fine allo spettacolo osservato ad occhio nudo.