Con l’avvento della grande oscurità invernale il mar Glaciale Artico tende sempre più a raffreddarsi. In quest’ultimo mese il vortice polare troposferico, rimanendo molto compatto in sede artica, ha continuato a far stagnare l’aria molto fredda, di origine artica, sul mar Glaciale Artico, favorendo un continuo raffreddamento di tutta la zona artica, dove le temperature scivolano abbondantemente sotto la soglia dei +0°C, arrivando a toccare valori di -25°C -30°C a bassa quota. Le aree più fredde, al momento, sono quelle a nord della costa groenlandese, dove si segnalano valori al di sotto dei -30°C -35°C a quote relativamente molto basse. Questo consistente raffreddamento dell’Artico ha accompagnato una rapida crescita dei ghiacci marini del Polo Nord durante tutto il mese di Ottobre. In poco più di un mese i ghiacci dell’Artico hanno guadagnato un estensione pari a 3,21 milioni chilometri quadrati (1,24 milioni di miglia quadrate ) dall’inizio di Ottobre. Ma nonostante la veloce crescita l’estensione dei ghiacci dell’Artico rimane pesantemente sotto la media del periodo.

Lo scarto negativo, rispetto alla media del periodo 1981-2010, è stato stimato intorno gli 810 mila chilometri quadrati ( 313 mila miglia quadrate). Durante l’ultima decade del mese di Ottobre ed i primi giorni di Novembre, grazie all’intensa attività del vortice polare troposferico, che ha presentato un ottima forma per un periodo piuttosto lungo, vasti tratti di acque libere, lasciate in eredità dal disgelo estivo, si sono velocemente ricongelate. La formazione del ghiaccio nuovo ha riguardato in modo particolare una larga fetta del mare della Siberia Orientale e il mar di Laptev, dove i nuovi blocchi di ghiacci si sono estesi fino alla costa siberiana centro-orientale, anche per merito del soffio di una sostenuta ventilazione, che ha spinto verso la costa siberiana gran parte del ghiaccio accumulato in mare. Ciò è in netto contrasto con la prima metà dell’Ottobre 2012, quando gran parte del mare della Siberia orientale e del mar di Laptev erano rimasti liberi dal ghiaccio, mentre sull’intero mar Glaciale Artico si registravano spaventose anomalie termiche positive, anche dell’ordine dei +4.0°C +5.0°C. Ma proprio a partire dall’inizio di Novembre, in mezzo al mar Glaciale Artico sono sorte nuove anomalie che la dicono lunga sullo stato di salute dell’Artico. Difatti, nei primi giorni del mese corrente, piccole aree del mare di Beaufort, mar di Chukchi e mar di Kara sono rimaste senza la copertura di ghiaccio, con ampi tratti di acque libere e navigabili. In questi tratti di mare ancora liberi dal ghiaccio le temperature dell’aria sono rimaste più alte della media del periodo, con scarti anche superiori ai +1.5°C +2.0°C.
Sui tratti di mare ricongelati, di recente, l’attivazione dell’effetto “Albedo” ha determinato un raffreddamento piuttosto brusco, che ha fatto sprofondare le temperature ben al di sotto delle medie per il periodo. Va comunque riconosciuto che durante tutto il mese di Ottobre il ghiaccio marino è cresciuto a tassi superiori alle medie, con un tasso di crescita di 103,5 mila chilometri quadrati (40.000 miglia quadrate ) al giorno, ben oltre gli 87,5 mila chilometri quadrati al giorno ( 33,8 mila miglia quadrate al giorno) stabiliti nel periodo 1981-2010. Tuttavia, questo tasso è più lento rispetto a quello registrato lo scorso anno, quando l’estensione del ghiaccio era raddoppiata nel corso del mese di Ottobre . Ma oggi la copertura di ghiaccio è più estesa di quella del 2012. Ma prima di righiacciarsi i vasti tratti di mare ancora liberi dal ghiaccio rilasciano all’atmosfera sovrastante gran parte del calore accumulato durante il periodo estivo, determinato dei bruschi aumenti delle temperature medie dell’aria, su aree più o meno ristrette. Questo può spiegare perché le temperature dell’aria, lungo la costa del mar di Beaufort, sono risultate di quasi +5°C +6°C superiore alla media. Nelle prossime settimane i ghiacci marini del Polo Nord proseguiranno a crescere, anche nei tratti di mare rimasti ancora liberi. L’ulteriore estensione del ghiaccio marino dell’Artico dovrebbe dare ulteriore vigore al raffreddamento di tutta la zona artica, continuando ad alimentare, nei medi e bassi strati, la figura del vortice polare troposferico che girerà come una grande trottola sopra il mar Glaciale Artico.


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