La cometa ISON dentro l’orbita terrestre: prosegue la folle corsa verso il Sole

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Comet-ISON-Nov-2013La cometa C/2012 S1 ISON è dentro l’orbita terrestre. Il suo lungo viaggio verso il Sole che culminerà al perielio del 28 Novembre, prosegue ad una velocità di 46.82 Km/s. L’astro chiomato si appresta quindi ad un passaggio radente dalla infuocata superficie solare, subendo le intense forze mareali della nostra stella. Secondo l’astronomo Matthew Knight dell’Osservatorio Lowell di Flagstaff, in Arizona, l’astro chiomato, tuttavia, non si disgregherà. La temperatura di equilibrio – dice l’astronomo – si avvicina a 5000 gradi Fahrenheit, sufficiente alla sublimazione dei materiali volatili di cui è composta, ma non alla rottura. Supponendo che il nucleo cometario sia più grande di 200 metri (le stime attuali suggeriscono un nucleo compreso tra 500 e 2000 metri di raggio), è probabile che ISON riuscirà a passare indenne da questo inferno infuocato. A venire incontro alla cometa, la sua velocità di crociera: la roccia spaziale si muove molto velocemente, evitandole di stazionare troppo a lungo a temperature così estreme.

Credit: NASA, ESA, and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)
Credit: NASA, ESA, and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)

Attualmente l’astro in arrivo dalla lontana nube di Oort splende di magnitudine 7.35, appena oltre la visibilità ad occhio nudo. La sua distanza dal Sole è al momento di 120 milioni di chilometri e per osservarla bisogna puntare i propri strumenti verso la costellazione della Vergine. “Non abbiamo mai avuto una cometa che sembra provenire direttamente dalla Nube di Oort, e il suo primo passaggio nel sistema solare interno in quattro miliardi di anni avverrà entro tre raggi solari della superficie del Sole“, spiega Michael Kelley, astronomo della University of Maryland, che ha partecipato a diverse campagne di osservazione della cometa con i telescopi delle Hawaii, in Arizona e alle Isole Canarie. Decine di telescopi collocati a terra e nello spazio, su missili sonda e su palloni stratosferici sono puntati su ISON mentre si avvicina alla resa dei conti con il Sole, monitorandola nel visibile, nell’infrarosso, nello spettro radio, dei raggi X e dei raggi gamma. Anche i satelliti e i rover che studiano Marte e Mercurio, e tutti quelli che orbitano attorno al Sole, sono stati arruolati nell’impresa. Il progetto è stato organizzato dalla NASA Comet ISON Observing Campaign, che coordina il calendario di tutte le osservazioni di ISON previste. “E’ una combinazione unica: un oggetto che proviene dalla Nube di Oort, e che finora non ha mai sperimentato un simile calore, sta per entrare in un ambiente estremo in cui la variazione di temperatura e di attrazione gravitazionale rende difficile prevedere che cosa succederà. Essa si sta muovendo dal luogo in assoluto più freddo del sistema solare a quello in assoluto più caldo“, dice Knight. ISON a fine evento sarà la cometa più osservata nella storia dell’astronomia. Le sue informazioni potrebbero aiutare la conoscenza su ciò che accadde alla formazione del nostro sistema solare, circa 4,6 miliardi di anni fa.