Lo Ionio sforna i primi forti temporali, un imponente “V-Shaped” con “Flanking line” a seguito abborda la Sicilia

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03Come nelle attese il fitto “gradiente termico orizzontale” innescato dalla risalita, dai deserti della Cirenaica e dall’Egitto nord-occidentale, di masse d’aria molto miti e umide, d’estrazione sub-tropicale continentale marittimizzata, che risalgono verso lo Ionio e le regioni meridionali, e vanno a contrastare con le masse d’aria decisamente più fredde, di tipo artico marittima continentalizzata che scorrono fra le Baleari e il Mediterraneo centro-occidentale (l’isoterma di +0°C a 850 hpa si spingerà fino all’Atlante algerino), sta generando i primi forti temporali sullo Ionio. Questo spiccato “gradiente termico orizzontale” fra lo Ionio e il Mediterraneo centro-occidentale, con la contrapposizione delle masse d’aria tiepide sub-tropicali con quelle più fredde di lontane origini artiche, sta originando una forte destabilizzazione atmosferica che culminerà con il rapido sviluppo sullo Ionio di diversi “sistemi temporaleschi a mesoscala” che dalla tarda serata successiva si muoveranno in direzione delle coste della Sicilia orientale e della Calabria ionica, apportando su queste piogge diffuse e rovesci temporaleschi che diverranno sempre più battenti dalla nottata successiva. Già in queste ore i primi “sistemi convettivi a mesoscala” si sono sviluppati fra il mar Libico e il basso Ionio, nel tratto di mare a sud-est di Malta, dove si sta generando un imponente “sistema temporalesco a mesoscala”, di tipo “V-Shaped”, caratterizzato dalla temibile forma a “V”, indice di fenomeni temporaleschi molto intensi per la presenza di elevati valori di “Shear“ verticale del vento (variazioni di velocità e direzione del vento man mano che si sale di quota).

01Le moviole satellitari delle ultime ore stanno mostrando pure lo sviluppo di una spettacolare “Flanking line” sulla parte meridionale del sistema convettivo in risalita verso l’est della Sicilia. La “Flanking line” non è altro che una estesa linea di Cumuli e Congesti molto sviluppati che vanno ad alimentare il sistema temporalesco che l’ha generata, visto che le cumulogenesi, non trovando alcun ostacolo davanti, possono aspirare e rifornire il temporale di masse d’aria calde e umide (ottimo carburante per la convenzione), rendendolo più duratura e intenso. Guardando le immagini satellitari è ben identificabile da una estesa linea nuvolosa che tende a muoversi verso la parte centrale e più attiva del sistema temporalesco. Quella che si generando a sud-est della Sicilia è estesa per oltre 20-25 km. Nel corso della nottata un ulteriore esaltazione delle precipitazioni e degli indici di rain/rate, indotta dal notevole “forcing” orografico esercitato dai rilievi della Sicilia e Calabria ionica all’umida e instabile ventilazione da SE, incrementerà l’intensità dei carichi precipitativi che potranno divenire molto abbondanti lungo il versante orientali di Iblei, Etna, Peloritani, Aspromonte e Serre, dove sarà elevato il rischio di veri e propri nubifragi, con apporti di oltre i 100-150 mm in meno di 6-12 ore, specie fra reggino ionico, catanzarese, crotonese e tarantino, e picchi di oltre i 200 mm lungo il versante orientale di Aspromonte e Serre.

L'imponente sistema convettivo "V-Shaped" che si prepara ad abbordare le coste sud-orientali della Sicilia
L’imponente sistema convettivo “V-Shaped” che si prepara ad abbordare le coste sud-orientali della Sicilia

Dalla nottata i fenomeni temporaleschi più attivi risaliranno l’alto Ionio, dirigendosi alla volta della Basilicata meridionale, del Salento e del tarantino, dove si verificheranno forti rovesci e temporali di forte intensità, capaci di degenerare in nubifragi, con elevati indici di rain/rate. Le immagini al vapore acqueo purtroppo non presagiranno nulla di buono, dato che la massa d’aria mite partita dalla Cirenaica, di origine sub-tropicale continentale marittimizzata, durante il transito sopra lo Ionio, si arricchirà di umidità, agevolando la formazione di estesi e compatti corpi nuvolosi cumuliformi che daranno la stura a precipitazioni battenti e significative lungo tutta l’area ionica di Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia. Queste precipitazioni provocheranno l’ingrossamento dei principali fiumi, torrenti e corsi d’acqua di queste regioni, creando le situazioni adatte per possibili “flash floods”, incentivati pure dalle mareggiate sollevate dai forti venti di scirocco attivi sullo Ionio, che ostacoleranno il naturale deflusso delle acque piovane verso il mare, lungo le rispettive foci.