Nei ghiacci dell’Antartide è custodito il più antico archivio della storia del clima

Il piu’ antico archivio della storia del clima e’ custodito nei ghiacci dell’Antartide e batte tutti i carotaggi finora eseguiti nel continente bianco. Si trova nella regione orientale del continente, vicino al Polo Sud magnetico, che un milione e mezzo di anni fa era gia’ coperta dal ghiaccio. A identificare questo ghiaccio che custodisce la memoria del clima passato e’ il gruppo coordinato dal fisico Hubertus Fischer dell’universita’ svizzera di Berna che ha pubblicato il risultato sulla rivista Climate of the Past. Studiare il clima del passato, rilevano gli esperti, aiuta a comprendere come le temperature rispondono ai gas serra e a prevedere meglio i futuri cambiamenti climatici. ”Le carote di ghiaccio contengono piccole bolle d’aria e rappresentano l’unico archivio diretto della composizione dell’atmosfera passata” osserva Fischer. La carota di ghiaccio piu’ antica ottenuta finora e’ stata estratta nel Plateau Antartico, nell’area chiamata Dome Concordia: ha una lunghezza di circa 3,2 chilometri e ha svelato 800 mila anni di storia del clima mostrando che i gas serra e la temperatura per lo piu’ si sono mossi in sincronia.

Ora i ricercatori vogliono sapere quello che e’ successo prima e in particolare analizzare un periodo compreso tra 1,2 milioni di anni a 900 mila anni fa, la cosiddetta transizione del Pleistocene Medio, quando la periodicita’ dei cicli glaciali e’ passata da 41.000 a 100.000 anni. Si sospetta il ruolo dei gas serra in questo cambiamento ma la conferma puo’ arrivare solo da una perforazione. ”Le informazioni sulle concentrazioni di gas serra in quel periodo – sottolinea Fischer – possono essere acquisite solo da una carota di ghiaccio antartico che copre gli ultimi 1,5 milioni di anni”. Secondo i ricercatori questo antico ghiaccio dovrebbe trovarsi nell’Antartide Orientale dove la calotta di ghiaccio e’ piu’ spessa, non lontano dal Polo Sud magnetico. ”Un progetto di perforazione profonda in Antartide – rileva Fischer – potrebbe iniziare entro i prossimi 3-5 anni e costerebbe circa 50 milioni di euro”.