Oggi il 33°anniversario del terremoto dell’Irpinia: la disperazione di chi vive ancora nei prefabbricati

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SPECIALE 2000 : TERREMOTO IN IRPINIAEra il 23 Novembre 1980, quando l’Irpinia e parte della Basilicata vennero sconvolte da uno dei terremoti più forti sulla nostra penisola. L’evento colpì alle 19:34 di quella Domenica sera con un’intensità pari alla magnitudo momento 6.9, causando la morte di poco meno di 3000 persone e il ferimento di 8848 anime. Secondo l’ufficio del Commissario Straordinario, i danni al patrimonio edilizio interessarono ben 679 comuni, da Napoli al Vulture, con otto province interessate. Tanti anche gli sfollati, quantificabili in 280.000 abitanti. A distanza di 33 anni da quell’evento, da Potenza arriva il grido di disperazione di chi ancora vive nei prefabbricati di legno realizzati a Bucaletto, quartiere alla periferia del capoluogo lucano, nato per ospitare le famiglie che erano rimaste senza casa e dove oggi sono ancora residenti circa duemila persone. Il presidente dell’associazione ”La Nuova Cittadella” (la ‘Cittadella’ di Bucaletto fu il nome dato al quartiere dei prefabbricati), Silvia Lettieri, si fa portavoce di una ”situazione difficile: di degrado igienico-sanitario, che va sempre piu’ peggiorando. E’ vero – spiega – che e’ stata fatta la bonifica dell’amianto dai tetti, ma qui di amianto ce n’e’ ancora tanto. IrpiniaE poi ci sentiamo isolati dal resto della citta’, viviamo un profondo disagio: qui ci sono quelli ‘del terremoto’ ma anche tanti altri in crisi con una forte presenza di extracomunitari”. Dall’amministrazione comunale risponde il sindaco Vito Santarsiero (Pd), che, dopo la recente elezione nel Consiglio regionale della Basilicata, nelle prossime settimane lascera’ l’incarico che ricopre dal 2004. ”In questi anni e’ stato fatto tanto, subito dopo il mio insediamento – racconta – abbiamo abbattuto il primo prefabbricato, ora siamo arrivati a oltre 150, ma soprattutto i dati positivi riguardano il futuro”. Dal Piano nazionale citta’, per Potenza (prima in Italia) arriveranno 70 milioni ”per rigenerare il quartiere di Bucaletto, con case popolari, una nuova viabilita’ di accesso e interna, un parco e strutture sociali e sportive”. Inoltre il piano complessivo per l’edilizia sociale e convenzionata dell’amministrazione comunale ”prevede un totale (tra quelli gia’ abitati, in costruzione, assegnati e in appalto) di circa mille alloggi che chiudono definitivamente la vicenda Bucaletto”. Ma quando spariranno definitivamente i prefabbricati? ”Quattro anni fa – ribatte Santarsiero – durante la campagna elettorale dissi che sarebbero serviti circa dieci anni, oggi posso dire che gli impegni sono stati rispettati e che quindi – conclude – l’ultimo prefabbricato sara’ abbattuto tra sei anni”.