Perchè si verifica un’eclissi solare? Tutti i segreti di un evento così affascinante tra scienza e mitologia

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Eclissi solare

Nel pomeriggio di domani, domenica 3 novembre, la luna passerà tra la Terra e il Sole causando l’ultima eclissi solare dell’anno. Il fenomeno sarà totalmente visibile dall’Africa equatoriale e toccherà anche alcune zone dell’America del Nord e del Sud e del Medio Oriente. In Italia si potrà vedere qualcosa solo a sud di Roma: in particolare in Sicilia e in Sardegna il sole apparirà coperto al 5% tra le 14 e le 14.30. La prossima eclissi solare parzialmente visibile dal territorio italiano si verificherà il 20 marzo 2015. Ma andiamo a scoprire tutto sulle eclissi solari, dalla tecnica alla storia, dai miti alle leggende. 
Un’eclissi solare si verifica quando la Luna si interpone tra la Terra ed il Sole, generando un’ombra sulla Terra. Può avvenire soltanto nella fase di Luna nuova, e può essere suddivisa in vari tipi. L’eclisse è totale, quando il disco lunare mostra le stesse dimensioni apparenti del Sole, oscurandolo quindi totalmente. Questo tipo è certamente il più spettacolare sotto tutti i punti di vista, dal momento che a questo fenomeno sono associate variazioni meteorologiche legate al buio improvviso, e comportamenti anomali da parte della fauna locale. Chi ha la fortuna di trovarsi nel percorso diretto, osserverà il Sole oscurarsi in una mezzaluna, sino ad essere coperto totalmente.

L'eclissi di domani
L’eclissi di domani

Nella fase di oscurità, si rende visibile la corona solare, la tenue atmosfera esterna del sole, visibile anche per 6-7 minuti, anche se la maggior parte delle eclissi risultano più brevi. In media un’eclissi totale si manifesta da qualche parte sulla Terra ogni 18 mesi. Quando la Luna non è perfettamente allineata con la Terra e il Sole si verifica invece un’eclissi parziale, dove l’ombra lunare non giunge alla superficie terrestre. In questo caso una parte del Sole resta sempre visibile, e sulla Terratransita soltanto la fase di penombra. La durata varia a seconda dei casi e delle specifiche circostanze. L’eclissi può essere anche di tipo anulare, come quella che si verificherà tra poche ore tra il sud-est asiatico, il Pacifico e il Nord America. Un’eclissi anulare si verifica quando la Luna si trova alla massima distanza lungo la sua orbita rispetto alla Terra, non consentendo al nostro satellite di coprire tutto il disco solare. Le sue dimensioni apparenti infatti, vista la distanza, sono più piccole. In media, il Sole dista dalla Terra 400 volte la distanza della Luna, il cui diametro è 400 volte più piccolo della nostra stella. Questo permette di rilevare dimensioni apparenti molto simili, ma nel caso delle eclissi anulari, come detto, questo non accade. Il fenomeno, almeno inizialmente, sembra paragonabile alle eclissi totali, ma nel momento clou della copertura, ci si accorge di come il disco lunare non riesca a coprire totalmente quello solare, generando un vero e proprio anello di fuoco oscurato nella sua parte centrale. Un’eclissi anulare, anche se rappresenta uno spettacolo raro e sorprendente, è molto diversa da una totale. Il cielo si scurisce soltanto un pò, dal momento che buona parte della zona esterna resta visibile. Ciò che è interessante osservare sono le ombre circolari. La durata massima di un eclisse anulare è di 12 minuti e 30 secondi. Poiché la Luna sembra passare direttamente davanti al Sole, le eclissi totali, anulari e ibride (di cui abbiamo accennato in altre circostanze), sono chiamate anche centrali, per distinguerle da quelle parziali. Di tutte le eclissi solari, circa il 28 per cento sono totali; 35 %parziali, del 32% anulari, e soltanto del 5% ibride. Le eclissi non accadono ad ogni luna nuova naturalmente. Questo perché l’orbita della Luna è inclinata di poco più di 5° rispetto all’orbita della Terra attorno al Sole. Per questo motivo l’ombra lunare transita sopra o sotto la Terra, non generando alcuna eclisse. Ma circa due volte l’anno, e talvolta anche più del doppio, la luna nuova si allinea, causando quello che viene definito nodo. Questi allineamenti non accadono a caso, ma solo dopo un intervallo di tempo specifico che viene chiamato “ciclo di Saros”, conosciuto sin dai tempi degli astronomi caldei circa 28 secoli fa. La parola Saros significa “ripetizione”, ed è pari a 18,03 anni. Dopo questo intervallo le posizioni relative del sole e della luna rispetto a un nodo, tornano ad essere quasi le stesse.

Credit: Salvatore Albano

Le solite raccomandazioni da fare sono quelle di non osservare la luce diretta del Sole senza l’ausilio di filtri vari. Diffidare dai filtri forniti in dotazione all’acquisto dei telescopi (quelli da anteporre agli oculari,  per intenderci), pena la probabilità di rottura degli stessi. I filtri adeguati sono quelli da anteporre dinanzi all’obiettivo dello strumento, prima che la luce venga amplificata da lenti e specchi del telescopio. In caso di osservazione senza uno strumento, è utile acquistare un filtro da saldatori, molto facile da reperire. Consigliata la tecnica del cartoncino, dove la luce della stella viene riflessa su un cartoncino bianco, permettendo una visione del tutto tranquilla dell’evento. In questo caso uno strumento può essere utilizzato per proiettare la luce del Sole, mettendo a fuoco attraverso la distanza dall’oculare. In questo periodo è molto consigliato osservare anche le macchie solari dovute all’attività della nostra stella, che nel 2013 sarà nella fase massima del ciclo undecennale. I filtri inaccettabili sono i semplici occhiali sa sole, i vecchi negativi delle pellicole fotografiche o i filtri polarizzatori. Queste tecniche non consentono una protezione adeguata. Generalmente non abbiamo motivo di osservare direttamente il Sole, ma questo ci dà ragione per farlo. Per cui ricordare queste raccomandazioni è sempre di vitale importanza.

Sacerdoti-Astronomi di Babilonia mentre osservano il cielo

La storia è colma di eventi legati a questi fenomeni. Nell’antichità si credeva che le eclissi fossero presagi di sventure, ma oggi sappiamo che tutto ciò è irreale. Nonostante questo, c’è chi ancora crede che le eclissi possano produrre terremoti o profezie particolari. La prima raffigurazione di un’eclisse si è verificata più di quattro millenni fa. In Cina si pensò che il progressivo oscuramento del Sole, fosse dovuto ad un drago che stava cercando di divorare la nostra stella, e obbligò gli astronomi di corte a sparare frecce, battere tamburi per spaventare la bestia, ed emettere qualsiasi suono sgradevole per distrarlo. Nella Bibbia, nel libro di Amos 8:9 si legge: “E in quel giorno avverrà, dice il Signore, l’Eterno, che io farò tramontare il sole a mezzodì, e in pieno giorno farò venire le tenebre sulla terra”. Studiosi della Bibbia pensano che questo sia un riferimento ad un eclisse celebre osservata a Ninive in Assiria, il 15 giugno del 763 a.C. Una tavoletta assira conferma l’ipotesi. Ma un’eclisse è stata anche capace di fermare una guerra: “la storica battaglia di Halys”. Secondo lo storico Erodoto, ci fu un periodo di cinque anni di guerra che infuriava tra i Lidi e Medi. Mentre la guerra stava per giungere al suo sesto anno, si verificò un’eclisse che un saggio greco, Talete di Mileto, predisse proprio per quel giorno. Il 17 maggio 603 a.C. il sole si spense proprio come Talete aveva predetto. Quindi, credendo che fosse un segno dall’alto, i combattenti si concessero la pace. La nostra tecnologia moderna consente ora agli astronomi di conoscere in anticipo la maggior parte delle osservazioni che un tempo risultavano improvvise. Ma una eclisse totale di sole rimarrà sempre tra i più impressionanti spettacoli naturali, ricordato certamente nel corso di un’intera vita.