Piomba l’inverno in Europa: dalla Francia alla Polonia il gelo avanza inesorabile, picchi sotto i -5°C in pianura

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18In maniera improvvisa e repentina il grande freddo, di lontana origine artica, è tornato ad invadere l’Europa, dando avvio alla prima vera avvezione fredda della stagione autunnale. L’avvento della prima sciabolata polare fino al cuore del vecchio continente e al bacino centrale del mar Mediterraneo è agevolata dalla temporanea spinta meridiana dell’anticiclone oceanico, in mezzo all’Atlantico, che ha avuto come primo effetto quello di far abbassare di latitudine la profonda depressione extratropicale fredda, colma di aria molto gelida (nocciolo sotto i -40°C a 500 hpa), legata al vortice polare troposferico, che si posizionerà poco a largo delle coste del Finnmarks norvegese. Questa depressione fredda annessa al vortice polare, prima di migrare verso il mar di Barents, durante la sua lenta evoluzione verso levante ha sospinto (da NO) verso la Norvegia e la Svezia un blocco di aria molto fredda, d’estrazione artico marittima, con isoterme di -9°C -10°C a 850 hpa, che sta dando la stura alle prime vere nevicate di stagione sulle zone coste della Norvegia centro-settentrionale, dove sono in atto nevicate e rovesci di neve, a tratti anche intensi, misti a grandine e gragnuola, accompagnati da venti piuttosto intensi da NO e N-NO che toccano picchi fino a 70-80 km/h sulle coste centrali norvegesi. Le abbondanti nevicate che stanno imbiancando i fiordi norvegesi, da Tromso fino alla regione dell’Helgeland, sono prodotte dai freddi e umidi venti da NO e N-NO, richiamati dalla profonda circolazione ciclonica sul mar di Barents, la quale presenta un intenso “gradiente barico orizzontale”, disteso lungo il mar di Norvegia, che sta rinforzando ulteriormente gli intensi e burrascosi venti da NO e N-NO sulle coste norvegesi.

21Questi infatti, scivolando verso latitudini più meridionali lungo il bordo orientale dell’anticiclone oceanico, dopo essersi in parte riscaldati nei bassi strati dopo il passaggio obbligatorio sopra le più miti acque del mar di Norvegia (con la conseguente intensificazione del “gradiente termico verticale”), si sono fortemente instabilizzati, addossando una consistente nuvolosità cumuliforme che ha dato luogo a rovesci di pioggia mista a neve o neve e gragnuola fino a livello del mare su gran parte dei fiordi norvegesi. Tale riscaldamento della fredda massa d’aria, nei bassi strati, riacutizza l’instabilità, visto che nella media troposfera l’aria conserva le sue caratteristiche gelide, con isoterme sotto i -36°C -37°C a 5100 metri, mentre una -40°C va a sfiorare le coste nord del Finnmarks e l’estremo nord della Svezia. Tali contrasti termici esacerbano il “gradiente termico verticale” in seno alla massa d’aria polare, favorendo lo sviluppo di diffusi moti convettivi (correnti ascensionali che si spingono fino all’alta troposfera), enfatizzati a loro volta pure dal “forcing” orografico indotto dai rilievi norvegesi alla ventilazione nord-occidentale che proviene dal mar di Norvegia, che danno origine a quella nuvolosità puntiforme, identificabile in nubi di tipo Cumuliformi, come Congesti e Cumulonembi, che danno la stura a rovesci sparsi, che assumono carattere nevoso fin sulle zone costiere sulla Norvegia centro-settentrionale, dove le nevicate intermittenti stanno lasciando i primi accumuli al suolo.

13In molte cittadine norvegesi la neve ha già superato uno spessore di 8-10 cm, mentre sui rilievi più interni gli accumuli sono molto più abbondanti, specie lungo i versanti occidentali, particolarmente esposti alla gelida e umida ventilazione da NO. Se la Norvegia fa il carico di neve, fino alle coste, sull’altro versante della Scandinavia la Svezia non vede precipitazioni degne di nota trovandosi in piena “ombra pluviometrica“ alle intense e fredde correnti da NO che assumono persino delle caratteristiche favoniche discendendo dalle Alpi Scandinave, rendendo i cieli generalmente poco nuvolosi o addirittura limpidi e sereni. Nonostante ciò, specie durante la giornata odierna, non sono esclusi dei temporanei sconfinamenti che potranno produrre delle nevicate sparse, maggiormente probabili nel nord della Svezia e sulla Lapponia, dove transiterà in quota la parte più gelida del vasto nucleo freddo, legato alla profonda depressione artica presente con il proprio minimo barico principale sopra il mar di Barents. Questo vasto blocco di aria molto fredda, di origine artico marittima, che in queste ore sta scivolando sopra la penisola Scandinava, con un nucleo di -10°C a 850 hpa, nelle prossime 12-24 ore si appresterà ad invadere l’Europa centrale, determinando un brusco raffreddamento che entro la mattinata di domani si estenderà a tutta l’Europa centrale, dalla Polonia alla Francia, con un notevole abbassamento delle “zero termico” a quote di bassa collina fino all’area alpina.

05Scivolando nel cuore della Mitteleuropa la massa d’aria fredda, di origini artico marittime, inizierà a perdere le sue iniziali caratteristiche marittime, continentalizzandosi e addossandosi a nord delle Alpi, prima di aggirarle ad est e ad ovest, per traboccare tutta di un colpo verso l’Italia e il bacino centrale del mar Mediterraneo, attraverso l’inserimento di una sostenuta ventilazione dai quadranti settentrionali. Questo nucleo freddo che si muove lungo il bordo orientale del robusto promontorio anticiclonico, che dispone il proprio asse principale lungo i meridiani, dalle Azzorre fino alle coste sud-orientali della Groenlandia e allo Stretto di Danimarca, durante la giornata odierna si verserà su gran parte dell’Europa, inglobando un po’ tutti i paesi, dalla Francia alla Polonia, passando per la Germania, la Svizzera, la Repubblica Ceca, l’Ungheria, la Slovacchia, l’Austria e la Croazia. In molte città e capitali europee le temperature scenderanno sotto la soglia dei +0°C, facendo registrare le prime significative gelate autunnali al suolo, con picchi sotto i -5°C -6°C fra Danimarca, le pianure della Germania settentrionale, Repubblica Ceca, Austria, Slovacchia e Ungheria, dove il freddo si farà davvero pungente nelle ore notturne. Riguardo la neve bisogna dire che essa cadrà, fino a bassissima quota, lungo il versante settentrionale delle Alpi, fra Svizzera, Austria e Baviera, dove i venti dai quadranti settentrionali, che accompagnano l’avvezione fredda, addosseranno una nuvolosità bassa capace di dare la stura a deboli nevicate sparse.