Rapida intensificazione del tifone “Haiyan” attorno gli atolli della Micronesia, la potente tempesta rappresenterà una grave minaccia per le Filippine centrali

La depressione tropicale che ad inizio settimana si è rapidamente sviluppata sopra le calde acque superficiali del Pacifico occidentale, nel tratto di oceano a ridosso degli atolli corallini dello stato federale insulare della Micronesia, come previsto si è velocemente rafforzata, al punto da divenire in pochissime ore una potente tempesta tropicale, con un enorme carico energetico e una forza centrifuga in continua intensificazione. Nel corso della serata di ieri la tempesta, denominata “Haiyan”, muovendosi verso ovest, scorrendo con il proprio nucleo centrale poco a sud degli atolli della Micronesia, molti dei quali molto piccoli e disabitati, si è spostata nel tratto di oceano a nord di Papua Nuova Guinea, scorrendo sopra una vasta distesa di acque molto calde, prossime ai +29.5°C +30°C, che si estendono a grandi profondità. Muovendosi in un ambiente molto umido e caldo nei bassi strati “Haiyan” ha potuto risucchiare un enorme quantità di vapore acqueo e calore latente che ha alimentato la già intensa attività convettiva, presente attorno il nucleo centrale della tempesta, avviando al contempo il cosiddetto processo di “autoalimentazione” che viene a sua volta innescato dall’aumento della condensazione che instabilizza l’intera colonna d’aria presente dentro la circolazione ciclonica. L’incremento sensibile della condensazione libera del calore latente che fa sprofondare la pressione centrale, all’interno della circolazione depressionaria tropicale, fin sotto i 990 hpa.

Il proseguimento di questo processo, se non intervengono altri fattori esterni (aumento del “Wind Shear” e diminuzione delle temperature delle acque superficiali dell’oceano), formano il ciclone tropicale (tifone o uragano a seconda della collocazione geografica) che nasce solo quando l’energia liberata dalla condensazione del vapore nelle correnti ascendenti causa un ciclo di “autoalimentazione“ continuo che costruisce enormi bande nuvolose spiraliformi, pronte a dare la stura a piogge torrenziali. L’aria scaldandosi e salendo verso l‘alto incrementa la condensazione, mentre l’aria che fuoriesce dalla sommità del sistema, dopo aver perso tutto il suo originario contenuto di umidità nella formazione di imponenti nubi torreggianti, ridiscende verso la periferia del ciclone per riconvergere sotto forma di forti venti che spirano verso l’interno. Questo è stato pure il caso di “Haiyan”, il quale virando più verso ovest-nord/ovest, ha cominciato a seguire una traiettoria molto pericolosa che lo ha spinto sopra un ampio tratto di acque superficiali molto calde. L’enorme quantità di calore latente fornita dai caldi mari che circondano gli arcipelaghi della Micronesia hanno avviato in modo molto rapido il processo di “autoalimentazione” che nel giro di poche ore ha trasformato la tempesta tropicale in un tifone di 2^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che hanno superato la soglia dei 150-160 km/h nell’area attorno il profondo minimo barico al suolo.

Pur rimanendo relegato in mare aperto, a nord delle coste settentrionali di Papua Nuova Guinea, il tifone ha comunque rappresentato un’insidia per diversi atolli della Micronesia, che lambiti dal suo bordo più settentrionale sono stati direttamente investiti dalla sostenuta, a tratti anche forte, ventilazione dai quadranti orientali, fra N-NE ed E-NE. In alcuni di questi piccoli atolli corallini si sono scatenati anche dei diluvi, apportati dai potenti “Clusters” periferici al bordo settentrionale di “Haiyan”, mentre il consistente moto ondoso sollevato dalla profonda circolazione depressionaria ha sbattuto per bene sulle scogliere coralline dei singoli atolli. In queste ore raffiche piuttosto sostenute da Est stanno interessando l’isola di Falalop. Un’altra cosa davvero considerevole è proprio la latitudine, fra i 6° e i 7° nord, estremamente bassa, in cui il giovane tifone si sta evolvendo, rischiando di trasformarsi in un super-tifone entro la giornata di venerdì. In genere i tifoni e gli uragani prendono forma ad una distanza di circa 10° o più dall‘equatore geografico, in modo che l‘effetto di Coriolis sia sufficiente per imprimere una maggior rotazione al ciclone e rafforzarlo ulteriormente con l‘incremento dell‘azione centrifuga.

In questo caso “Haiyan” è riuscito ad imprimere una notevole forza centrifuga interna, anche per merito del rapido tracollo della pressione centrale e dell’inspessimento del “gradiente barico orizzontale” attorno i lati della tempesta che ha attivato fortissimi “venti di sbarramento”, ben oltre i 140-150 km/h, attorno il cuore del tifone.  Entro domani il tifone, rafforzandosi ulteriormente fino alla 3^ categoria Saffir-Simpson, rischia di passare, con il proprio nucleo centrale, molto vicino all’isola di Yap, portando su di essa forti rovesci di pioggia che s’accompagneranno a venti molto forti, dapprima da N-NE e NE, in successiva rotazione da Est, E-SE e SE, che potranno divenire anche potenti, in caso di passaggio ravvicinato dell’occhio del ciclone tropicale, con raffiche fino a 100-120 km/h. I venti più violenti, fino alla 2^ e 3^ categoria della Saffir-Simpson, dovrebbero rimanere confinate in mare, sferzando nell’area attorno l’occhio centrale del tifone. Fra giovedì e venerdì “Haiyan” rischierà di trasformarsi in un vero e proprio mostro di 4^ categoria sulla scala Saffir-Simpson che rappresenterà una seria minaccia per l’arcipelago delle Filippine centrali.

Il tifone purtroppo transiterà sopra una vasta piscina di acque calde, con valori prossimi ai +30°C, che si estendono a grande profondità , in un’area con basso “Wind Shear”, e ottimo deflusso delle correnti nell’alta troposfera. Questi elementi potranno far esplodere la già profonda attività convettiva su tutti i lati della tempesta, comportando un notevole approfondimento del processo di “autoalimentazione” che rafforzerà il tifone fino alla 4^ categoria, con venti veramente violenti ad oltre i 200 km/h, facendolo diventare uno dei cicloni tropicali più potenti osservati sulla Terra in questo 2013. Ma “Haiyan”, entro la serata di venerdì, con tutto il suo immenso carico di piogge torrenziali e di venti molto forti, dovrebbe impattare sulle Filippine centrali, allo status di tifone di 3^ categoria, scaricando su queste precipitazioni di carattere torrenziale che potranno determinare “Flash floods”, grossi smottamenti e colate di fango su diverse isole dell’arcipelago asiatico. Percorrendo questo tipo di traiettoria “Haiyan”, con molta probabilità, diventerà il tifone più potente e distruttivi che colpirà le Filippine in questo 2013.