Rinnovabili, GREENPEACE: entro 2050 potrebbero coprire 80% della domanda

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greenpeaceCon l’introduzione ed il potenziamento di misure di efficienza energetica su vasta scala, la domanda di energia primaria diminuirà di circa il 32%. Sfruttando questa consistente riduzione dei consumi, il contributo delle fonti rinnovabili alla domanda di energia potrà raggiungere oltre l’80% nel 2050. E’ quanto emerge dalla nuova versione italiana dello scenario energetico Energy [R]evolution che Greenpeace presenta oggi al VI Forum “QualEnergia?”. Secondo Greenpeace sviluppare le fonti rinnovabili e l’efficienza è il modo migliore per aumentare l’indipendenza energetica del Paese e ridurre una ‘bolletta nazionale’, che oggi ci costa circa 65 miliardi di euro l’anno, tutelando al contempo l’occupazione nel settore. Lo scenario Energy [R]evolution, realizzato con il supporto tecnico dell’Istituto di Termodinamica del Centro Aerospaziale Tedesco (Dlr) e la collaborazione di Erec (European Renewable Energy Council) e Gwec (Global Wind Energy Council), descrive due possibili scenari futuri per il settore energetico nazionale: uno di riferimento (una proiezione di come evolverà il settore energetico se sviluppiamo gli indirizzi attuali) e uno ”Energy [R]evolution” , ovvero un percorso concreto per centrare l’obiettivo di decarbonizzare l’economia italiana al 2050. Oggi ogni italiano emette in media 6,8 tonnellate di CO2 l’anno, che nello scenario di Greenpeace scendono a 0,5 nel 2050. Ad oggi, secondo Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, “la sfida più importante per l’Italia e’ quella di semplificare le procedure autorizzative per la realizzazione di nuovi impianti di rinnovabili,dare stabilità e certezza ai meccanismi di incentivazione, facilitare l’accesso al credito. Ci sembra che non siano questi gli orientamenti dell’attuale governo, in particolare del ministro Zanonato che si e’ schierato al fianco delle lobby delle fossili”.