Salute: come proteggersi dai temutissimi geloni invernali con rimedi naturali e giusta alimentazione

L’essere umano, per difendersi dalle basse temperature, tende il più possibile a coprire il corpo con indumenti caldi e pesanti e l’organismo attiva i sistemi di termoregolazione endogeni che, in condizioni normali, mantengono l’equilibrio termico costante con l’ambiente esterno.

Il freddo intenso, accompagnato da venti gelidi, può causare i tanto temuti geloni, detti anche “Eritema pernio”: si tratta di un’alterazione cutanea conseguente all’esposizione al freddo-umido.
GELONI DONNA - CopiaI geloni compaiono solitamente nei primi mesi invernali e si localizzano su mani e piedi, naso e padiglioni auricolari, ma anche su ginocchia e glutei. In base alla loro intensità, possiamo suddividerli in gradi: nel 1° grado, il gelone colpisce solo l’epidermide, nel 2° si manifesta con necrosi dell’epidermide e la formazione di bolle, nel 3° il gelone è accompagnato da piaghe nerastre o bluastre, nel 4° non si limita all’estremità, colpendo anche i muscoli e i tendini. I geloni si presentano come aree rosso-bluastre disidratate e a volte rigonfie, dolorose al tatto e pruriginose, con formazione a volte di vescicole. La pelle, sebbene irritatata, non presenta lesioni permanenti.

La loro causa principale è la bassa temperatura che produce una vasocostrizione, responsabile della minore irrorazione del sangue nel corpo e a risentire di questo fenomeno sono soprattutto le parti meno coperte e più periferiche, come mani, piedi e volto.
Assodato che la causa principale del disturbo è il freddo intenso oppure l’esposizione diretta a materiali gelidi (es. ghiaccio), vi sono fattori predisponenti, che possono aumentare il rischio di comparsa dei geloni: la disidratazione, l’esaurimento fisico, il diabete e i problemi circolatori, l’abuso di alcol e fumo, le patologie mentali, l’aver già sofferto di congelamento o lesioni dovute al freddo. Come curare i geloni? La zona colpita va riscaldata gradualmente, senza strofinare, ma in che modo? Se i geloni si localizzano su mani o piedi o su entrambi, immergete gli arti nell’acqua tiepida ad una temperatura di 40-42 °C, mentre se le parti colpite sono altre, avvolgetele con una coperta calda. Se durante questo graduale processo di riscaldamento, avvertite una sensazione di pizzicore o bruciore, ciò è un buon segno, in quanto la circolazione sanguigna sta riprendendo regolamente. Se, al contrario, la zona colpita tarda a riacquistare la sua sensibilità, si avverte dolore o si formano delle vescicole, è meglio rivolgersi al medico.

Per quanto concerne la terapia farmacologia, se vi è solo l’infiammo del geloma, si procede con una cura cortisonica, mentre, nel caso di ferite o escoriazioni, si applica una pomata antibiotica per evitare le infezioni. Veniamo ora ai rimedi naturali:

  • far bollire 5/6 foglie di salvia, che svolge una forte attività lenitiva, ogni litro d’acqua e immergere le parti colpite in una bacinella con acqua tiepida che le contiene. Il trattamento va ripetuto per 10 minuti per 2-3 volte a settimana.
  • Frizionare 2 volte al giorno la parte colpita con alcol per stimolare la circolazione sanguigna, tenendo presente, però, che l’acol secca la pelle, per cui è necessario applicare subito dopo una crema idratante,
  • GELONI BACINELLA - Copiaper i geloni ai piedi: alternare ogni 5 minuti per mezzora un pediluvio caldo con aggiunta di olio alla calendula e un pediluvio freddo, massaggiando, dopo averlo eseguito, con olio di calendula, arnica o oliva,
  • il pungitopo è usato nelle nostre case come pianta ornamentale nel periodo natalizio ed è da sempre considerato un efficace vasocostrittore d’origine vegetale e, per questo, componente di molti farmaci contro le emorroidi e le vene varicose. La radice è la più ricca di saponine, flavonoidi, tannini e oli essenziali dall’azione vasocostrittrice e antinfiammatoria.
  • Fiori di calendula messi in un pentolino con del latte. Il composto cotto per alcuni minuti va fatto intiepidire e poi va spalmato sulle parti arrossate e doloranti.

GELONI COPERTINA COLORATA - CopiaMolto importante, per prevenire la formazione di questo disturbo, è curare l’alimentazione: mangiate, dunque, verdure ricche di betacarotene, che aumenta l’elasticità e il tono della pelle(verdure, cavoli, zucca e spinaci), agrumi, more e mirtilli, ricch di flavonoidi, che mantengono tonici ed elastici i vasi, di vitamina E (contenuta ad es. in spinaci e carote) efficace nei casi di arrossamento e di vitamina C, che serve a mantenere elastiche le pareti dei vasi sanguigni. Si anche all’ananas, ricco di bromelina, un antinfiammatorio naturale. Bere un bicchiere di vino vi aiuterà a regolare la circolazione periferica, dilatando i vasi sanguigni.

Come proteggersi dal rischio geloni?

  • bisogna proteggersi dal freddo indossando sempre guanti di lana e calze pesanti, usare scarpe e stivali isolanti che mantengano al caldo le estremità garantendo comunque la giusta circolazione del sangue,
  • mai avvicinare le parti colpite da geloni a fonti dirette di calore dopo averle esposte al freddo,
  • non toccate mai l’acqua molto calda o molto fredda con mani e piedi congelati dal freddo,
  • non restate con le estremità di mani e piedi bagnate troppo a lungo,
  • non fumate, dato che il fumo restringe i piccoli vasi sanguigni periferici.

CERE - CopiaPer quanto concerne la dermo-cosmesi, si a prodotti poco schiumogeni e oleosi. Nella stagione fredda , per prevenire la disidratazione, bisogna aumentare l’uso di creme nutrienti e più ricche, come quelle da notte, con una base più oleosa e ad alto contenuto di sostanze grasse: si alle cere e alle ceramidi, che restituiscono alla pelle i lipidi di cui in questo periodo scarseggia. Durante l’inverno è quello di non trascurare la protezione solare poiché anche nelle brutte giornate, i raggi ultravioletti passano attraverso la coltre nuvolosa e penetrano nell’ epidermide, danneggiandola gradualmente. Si a creme giorno con protezione solare, con SPF fino a 20-25.