Satellite GOCE, probabilmente cadrà nell’Oceano in serata: gli ultimi aggiornamenti LIVE

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satCadranno molto probabilmente nell’oceano i frammenti del satellite europeo Goce. Il rischio l’Italia venga colpita e’ escluso, cosi’ come sono nulle le probabilita’ che possa essere colpita qualsiasi altra area dell’Europa. Oltre che nell’oceano, i frammenti potrebbero finire nelle regioni polari o nel deserto australiano: nessun rischio, quindi, per zone popolate. E’ quanto emerge dalle analisi che l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) sta elaborando di ora in ora: sono aggiornamenti continui, mai interrotti dal 21 ottobre scorso, quando la ”Ferrari dei satelliti” ha completato la sua missione, che l’ha portato a ottenere la prima mappa del campo gravitazionale terrestre. Lungo 5,3 metri e pesante una tonnellata, il Gravity Field and steady-state Ocean Circulation Explorer (Goce) era stato lanciato dall’Esa nel 2009. ”Insieme ai suoi partner internazionali, l’Esa sta costantemente monitorando la fase di rientro del satellite Goce”, ha detto il responsabile della missione, Rune Floberghagen, dell’Esa. ”In questa fase finale del rientro del satellite – ha aggiunto – le nostre previsioni relative alla finestra di rientro e alla sua incertezza vengono rilasciate piu’ volte al giorno ai centri nazionali e internazionali”. In Italia la situazione del satellite e’ stata seguita dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi): ”abbiamo ricevuto dall’Esa sia i dati relativi alla posizione del satellite, sia le proiezioni future elaborate dall’Esa. Queste mediamente coincidono con le nostre”, ha detto il presidente dell’Asi, Enrico Saggese. La differenza, ha spiegato, ”e’ nel fatto che nell’elaborare le proiezioni l’Esa lavora cercando di ridurre il margine di indecisione, mentre in Italia si lavora sul valore medio”. E’ per questo che nella mattinata alcuni tracciati che passavano per l’Italia nelle mappe dell’Asi, e riportati dalla Protezione Civile, erano stati ormai esclusi in quelle dell’Esa. L’aggiornamento piu’ recente indica che il satellite si trova alla quota di 133 chilometri. Quando si abbassera’ a 80 chilometri dovrebbe esplodere al contatto con l’atmosfera, andando in frantumi. Al momento questo evento e’ previsto dall’Esa fra le 19,00 e l’1,00 del mattino (ora italiana). La maggior parte dei frammenti brucera’, ma 40 o 50 di essi, dal peso complessivo di 200-250 chilogrammi, sfrecceranno verso la superficie terrestre verso l’oceano, le regioni polari o il deserto australiano.