Scienza: il Cnr di Bologna ha prodotto 138 brevetti in 12 anni

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scienzaIl Cnr di Bologna compie 20 anni: sotto le Due torri oggi e’ una realta’, imperniata sull’area di ricerca di via Gobetti, dove lavorano ben 800 dipendenti (di cui il 30% precari). A livello nazionale, e qui il Cnr di primavere ne conta 90, l’esercito del personale arriva a 10.000 persone, di cui 4.000 con contratti a termine. Ed e’ in particolare di questi ultimi che parla il presidente nazionale Luigi Nicolais, che dal palco della struttura di via Gobetti, oggi, facendo un appello alle Istituzioni, perche’ non pensino solo all’emergenza economica contingente. “Quando il nostro Paese avra’ superato questa fase, sara’ sull’innovazione che l’Italia dovra’ muoversi, non ci sono alternative”. E, per giocare questa carta, “bisogna dare l’opportunita’ a questi giovani di entrare all’Universita’ o al Cnr, servono ricercatori e devono essere ben pagati”. Perche’ “non bisogna dimenticare quanto noi facciamo per rendere moderna l’Italia”. Il Cnr di Bologna, racconta poi la presidente dell’Area ricerca cittadina, Mariangela Ravaioli, ha prodotto 138 brevetti tra il 2001 e il 2012, e lavorato su 514 progetti per 85,6 milioni di finanziamenti, solo tra il 2010 e il 2012. La maggior parte di quei fondi, circa 49,3 milioni, arriva da enti pubblici e ministeri, ma la struttura di Bologna (con Scienze bio-agroalimentari, Scienze fisiche e tecnologiche della materia, Scienza della terra e tecnologie dei materiali, Astrofisica spaziale e fisica cosmica) costa quasi tre miliardi all’anno. E i ricercatori devono necessariamente legare il loro lavoro alle imprese, dato che i fondi statali sono diminuiti. Il Cnr si lega alle imprese, ospita start up e spin off, a breve si integrera’ di piu’ e meglio con l’Ateneo, ma “le Istituzioni dovrebbero fare piu’ attenzione e scorporare Universita’ ed enti di ricerca dalla razionalizzazione dei fondi pubblici, oltre che sburocratizzare”, aggiunge Ravaioli. Un altro versante progettuale, ed economico, vede il Cnr impegnato con fondi (assieme alla Regione e all’Europa) per il suo Tecnopolo Ambimat, che sara’ consegnato entro fine 2015, mentre l’incubatore per il trasferimento tecnologico arrivera’ entro dicembre 2014. Al “compleanno” del Cnr di Bologna, oggi, sono arrivati vari rappresentanti delle Istituzioni. Il sottosegretario all’Istruzione, Gian Luca Galletti, loda il Cnr perche’ “puo’ rappresentare il futuro di questa citta’ e di questa regione”. Approva quanto affermato da Nicolais e parla del bisogno “di un piano strategico per l’istruzione e la ricerca da creare oggi”, in modo da essere pronti, una volta superata la crisi. Galletti promette anche di lavorare “da qui a fine anno, per riportare fondi sulle Universita'”. E mentre l’assessore regionale alle Attivita’ produttive, Gian Carlo Muzzarelli, punta su Bologna come “centro fondamentale per la ricerca e la divulgazione”, il vicesindaco Silvia Giannini e il rettore dell’Alma Mater, Ivano Dionigi ricordano di aver i primi passi nella ricerca proprio grazie al Cnr. Dionigi, poi, segnala che grazie all’accordo tra Ateneo e Area della ricerca di Bologna, nei prossimi cinque anni, in via Gobetti arriveranno 800 ricercatori da tutte le Universita’ d’Italia e dai vari Cnr: tanti giovani scienziati. Perche’ “oggi e’ la ricerca a dare, la politica sembra tendere a togliere, invece”, chiosa il rettore