Spettacolare ciclone sub-tropicale in rapido sviluppo nell’Atlantico: venti da uragano e onde di oltre 6 metri, nel weekend punta le Azzorre

La tempesta sub-tropicale Melissa" durante la fase di maturazione nel bel mezzo dell'oceano Atlantico
La tempesta sub-tropicale Melissa” durante la fase di maturazione nel bel mezzo dell’oceano Atlantico

Mentre l’Italia veniva flagellata dalla forte ondata di maltempo, culminata con la terribile alluvione lampo che ha sconvolto Olbia ed il nuorese, in mezzo all’oceano Atlantico, attorno i 30° di latitudine nord, si veniva a formare una profonda circolazione depressionaria sub-tropicale, dalla forma ibrida (fra tropicale ed extratropicale), denominata “Melissa”. Il profondo sistema ciclonico sub-tropicale si è isolato nel bel mezzo dell’oceano Atlantico, a seguito del particolare assetto presentato dall’anticiclone delle Azzorre, che ha disposto i propri elementi principali in direzione del vecchio continente, lasciando sguarnita una larga fetta di oceano Atlantico, lungo il settore centrale e occidentale. Questo, assieme alla presenza di un “Wind Shear” non ancora particolarmente forte alle quote superiori della troposfera, ha cosi permesso la rapida evoluzione della ciclogenesi che nella sua fase iniziale ha assunto caratteristiche pienamente tropicali, presentando una intensa attività convettiva attorno il profondo minimo barico centrale, specie lungo il lato orientale e settentrionale della circolazione depressionaria, dove sono scoppiate dei “Clusters temporaleschi” veramente potenti, ben alimentati dal calore latente fornito dalla calda superficie oceanica. “Melissa”, nel corso degli ultimi due giorni, si è ben organizzata e approfondita transitando sopra un vasto tratto di acque superficiali calde, con valori prossimi ai +25°C +26°C, a circa 740 miglia ad est-sud/est delle Bermuda.

at201314_satIl calore latente risucchiato dal vortice depressionario, ben collaudato nei medi e bassi strati, ha favorito l’organizzazione della tempesta sub-tropicale che nel giro di poche ore si è rafforzata ulteriormente, arrivando a presentare un minimo barico al suolo sceso fino a 982 hpa che ha intensificato notevolmente il “gradiente barico orizzontale” attorno i suoi lati, con una conseguente intensificazione dei venti che hanno raggiunto velocità medie sostenute sui 90-100 km/h, ma con raffiche di picco arrivate a superare la soglia dei 120 km/h. Ma nelle ultime ore la tempesta sub-tropicale, continuando a presentare una forma ibrida, data la presenza di un estesa fascia di attività convettiva con una banda di temporali organizzati sul bordo settentrionale del ciclone, si è approfondita a tal punto da sprigionare venti di tempesta molto forti, che hanno superato lo status di tropical storm, secondo gli ultimi aggiornamenti delle mappe satellitari dell’ASCAT. Queste hanno stimato la presenza di venti medi sostenuti oltre la soglia di uragano di 1^ categoria sulla Saffir-Simpson. I forti venti ciclonici che ruotano attorno alla tempesta tropicale “Melissa” stanno sollevando anche un moto ondoso veramente imponente attorno l’area perturbata, generando ondate di “mare vivo” di oltre i 5-6 metri, specie sul lato occidentale di questa, dove sono attivi venti molto forti dai quadranti settentrionali.

na USA“Melissa” al momento si muove verso nord-est, sopra acque superficiali ancora piuttosto calde, con valori di +26°C, di circa +1°C sopra la media , potrebbe intensificarsi ulteriormente, favorendo lo sviluppo di una pesante attività convettiva anche nei pressi del profondo minimo barico centrale, evolvendosi cosi in una tempesta tropicale, circondata su tutti i lati da una profonda attività convettiva che agevolerà la formazione di imponenti bande nuvolose spiraliformi che apporteranno forti rovesci e temporali di forte intensità. Le ultime immagini trasmesse dai satelliti mostrano che “Melissa” ha una grande banda di violenti temporali che escono a più di 100 miglia dal centro di circolazione ciclonica. Si tratta di una caratteristica tipica di una tempesta sub-tropicale. “Melissa” già da domani, migrando verso est-nord/est, comincerà ad entrare su acque un po’ più fredde che comunque non inibiranno la profonda attività convettiva attorno il nucleo centrale della tempesta, che continuerà a presentare possenti nubi temporalesche al suo interno, pronte a scaricare precipitazioni di carattere torrenziali in mezzo all’oceano Atlantico. Nel corso del fine settimana il ciclone, assumendo caratteristiche di autentica tempesta tropicale, con venti piuttosto intensi e un moto ondoso significativo che darà molto fastidio alla navigazione marittima, si avvicinerà alle Azzorre, spingendo verso il suddetto arcipelago portoghese venti a tratti intensi che potranno dare luogo a mareggiate, anche significative, lungo le coste occidentali e meridionali di queste.