“Tempesta di San Martino”, la Coldiretti: “arriva dopo un ottobre caldissimo, preoccupati per le coltivazioni”

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agricoltura campo allagatoIl maltempo ha colpito la Penisola dopo un mese di ottobre che si e’ classificato, in Italia, al quarto posto tra i piu’ caldi di sempre con una temperatura superiore di 1,97 gradi rispetto alla media del periodo. E’ quanto afferma la Coldiretti, sulla base dei dati Isac Cnr, in riferimento all’arrivo del maltempo che preoccupa per gli effetti sulle coltivazioni e sul fragile sistema idrogeologico nazionale. Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si sono manifestati quest’anno con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi, ma intense e il repentino passaggio dal sereno almaltempo con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Nell’82% dei comuni italiani sono presenti aree a rischio idrogeologico per frane e/o alluvioni. La dimensione del rischio e’ in realta’ ovunque preoccupante, con una superficie delle aree ad alta criticita’ geologica che si estende per 29.517 chilometri quadrati pari al 9,8% del territorio nazionale con il risultato che in Italia quindi, oltre 5 milioni di cittadini si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni. A questa situazione – denuncia la Coldiretti – non e’ certamente estraneo il fatto che un modello di sviluppo sbagliato ha tagliato del 15% le campagne e fatto perdere negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata. Ogni giorno – conclude la Coldiretti – viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) che vengono abbandonati o occupati dal cemento.