Tevere a Roma, allagate le banchine per la crescita del fiume: ma non è una piena

tevere_12-11-13Accessi al Tevere chiusi nel centro di Roma, per la crescita del livello del fiume. Le banchine, già parzialmente allagate due giorni fa, sono state del tutto sommerse nella zona di Castel Sant’Angelo e Ponte Cavour. Ancora parzialmente transitabili le banchine nella zona dell’Isola Tiberina, dove ancora qualche senza tetto rimane accampato e dove qualcuno ancora percorre i tratti non inondati di pista ciclabile. Le transenne all’ingresso degli accessi stanno a significare che le autorità hanno proibito l’accesso, e che chi scende lo fa a suo rischio e pericolo.

Il fiume è gonfio e torbido, trasporta tronchi e altro materiale proveniente da monte, ma non si può parlare a tutti gli effetti di piena: per essere precisi infatti, la piena ordinaria del Tevere a Roma scatta quando si raggiunge un’altezza di 10 metri all’idrometro di Ripetta. Ci si trova ancora al di sotto di tale livello. Oltre i 13 metri fino a 16 metri si parla invece di piene straordinarie (come quella che un anno esatto fa arrivò a Roma facendo registrare 13,5 metri a Ripetta). Infine le piene eccezionali sono quelle che raggiungono e superano i 16 metri, ed è dal 1937 che non si registrano nella capitale (16,84 metri a Ripetta).

Intanto il Tevere fa registrare a Orte scalo 3,87 metri alle 12 (in discesa rispetto ai giorni scorsi) e alla diga di Corbara il livello si mantiene alto e stabile, sopra i 135 metri sul livello del mare (quota massima consentita: 138 metri).