Violenti temporali flagellano ampie aree dell’America meridionale, dall’Amazzonia all’Argentina settentrionale un continuo fiorire di sistemi temporaleschi a mesoscala

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miniaturaDa giorni forti temporali e rovesci di pioggia stanno colpendo vaste aree dell’America meridionale, dall’Amazzonia fino all’Argentina settentrionale. La formazione di grandi “Cellule temporalesche” e sistemi temporaleschi più complessi, di natura “Multicellulare”, che danno origine a fenomeni temporaleschi, anche particolarmente estremi, in determinate aree fra Argentina settentrionale e Brasile centro-meridionale. Del resto l’avvento della primavera australe è caratterizzato dai fenomeni temporaleschi estremi, molto diffusi sulla Pampa argentina, dove molto spesso gli impulsi di aria molto fredda che risalgono dalle basse latitudini oceaniche vengono preceduti da violente sferzate temporalesche, accompagnate da forti grandinate, colpi di vento e nei casi più intensi da fenomeni vorticosi o autentici tornado che percorrono le grandi praterie argentine.

hqdefaultGeneralmente questi fronti freddi che risalgono l’Argentina, seguiti da un irruzione di aria molto fredda d’estrazione sub-antartica marittima, ancor prima di sfociare sull’Atlantico meridionale, si muovono verso nord-est, spingendosi fin verso l’Uruguay e gli stati del Brasile meridionale. In prossimità dell’Argentina nord-orientale e del Brasile meridionale l’aria fredda, d’origine polare, tende ad interagire o a scontrarsi con le masse d’aria molto più calde, d’estrazione sub-tropicale o più puramente tropicale continentale, in discesa da NO e Nord, dagli altopiani interni del Brasile o dall’arida regione del Chaco. Lungo la linea di convergenza fra l’aria fredda, di origine sub-antartica, che risale da SO, e le masse d’aria sub-tropicali molto più calde in discesa da NO e Nord, si sviluppano vivaci fronti temporaleschi o sistemi convettivi a mesoscala, in grado di dare la stura a forti temporali, con annessi rovesci di pioggia, attività elettrica, grandinate, impetuosi “Downburst” nelle “Celle temporalesche” più intense.

Temporali amazzonici osservati dallo spazio (credit NASA)
Temporali amazzonici osservati dallo spazio (credit NASA)

Nei casi più estremi, in cui il “Wind Shear verticale” è altamente positivo a causa del passaggio del ramo principale del “getto polare australe” (a 250 hpa), si può creare l’ambiente adatto alla nascita di grandi trombe d’aria o tornado che possono apportare danni ingenti, come quello che spesso colpiscono l’area di Buenos Aires e le altre città dell’Argentina centro-settentrionale. Attualmente l’attività convettiva rimane molto intensa sul bacino amazzonico, specie fra lo stato brasiliano dell’Amazonas, l’Amazzonia peruviana e l’Amazzonia colombiana, dove quasi quotidianamente si originano forti temporali che quotidianamente, specie fra il pomeriggio e la serata, danno la stura a forti acquazzoni e intensi rovesci di pioggia, caratterizzati da autentici muri d’acqua corredati da una intensa attività elettrica, tuoni fragorosi e da improvvisi ma forti colpi di vento, legati ai “Downbursts” delle singole “Cellule temporalesche” in formazione sopra l’umida regione amazzonica.

I danni cagionati alle strutture dai potenti "Downbursts" che accompagnano i violenti temporali che nascono sopra l'umido bacino amazzonico
I danni cagionati alle strutture dai potenti “Downbursts” che accompagnano i violenti temporali che nascono sopra l’umido bacino amazzonico

La maggior parte dei temporali che si sviluppano sopra la foresta amazzonica sono legati all’abbassamento dell’ITCZ (“fronte di convergenza intertropicale”), la quale mantiene attiva nei bassi strati delle aree di convergenza venti fra la debole ventilazione da NE (collegata all’ingresso dell’Aliseo di NE dall’Atlantico tropicale) e i più freschi venti meridionali che risalgono dal sud dell’Amazzonia e dagli stati centrali brasiliani. Questa convergenza venti, nei bassi strati, stimola l’innesco dei forti moti convettivi (intense correnti ascensionali) pronti a costruire gli enormi annuvolamenti cumuliformi che danno la stura ai temporali, di natura “termoconvettiva”. Molti di questi, a causa dell’intenso riscaldamento diurno (derivato dai passaggi “zenitali” del sole) e delle notevoli fonti di umidità fornite dalla stessa foresta pluviale (piena di corsi d’acqua, stagni e paludi) che copre l’intera area dell’Amazzonia, possono raggiungere dimensioni spaziali considerevoli, dando luogo a fenomeni precipitativi davvero violenti, coadiuvati da attività elettrica a fondoscala, elevati valori di rain/rate e furibondi colpi di vento, legati ai “Downburst” delle singole “Celle temporalesche”, in continua rigenerazione sopra l’ambiente caldo e umido equatoriale.

nuvem_de_chuva_foto_margiI forti temporali che hanno investito le altre aree del Brasile centrale e sud-orientale, e il nord dell’Argentina, contrariamente da quelli amazzonici, sono da attribuire al transito di sistemi frontali o di fronti freddi annessi a sistemi depressionari in spostamento sull’Atlantico meridionale, seguiti da masse d’aria molto più fresche da SO e S-SO in risalita dall’Argentina centrale e dall’Uruguay che convergono con l’aria molto più calda, d’estrazione tropicale continentale, preesistente su queste aree. Lo scontro fra le differenti masse d’aria può dare origini a fenomeni temporaleschi molto intensi. Non di rado accompagnati da grandinate e fortissime raffiche di vento.

Squall line amazonasNelle prossime ore un nuovo fronte freddo dal Paraguay settentrionale si estenderà al settore occidentale dello stato brasiliano di Santa Catarina e all’Argentina nord-orientale, producendo su queste aree nuovi forti rovesci temporaleschi che entro la tarda serata e la successiva nottata si spingeranno fino al Rio Grande do Sul. Il fronte freddo in questione già dal pomeriggio di domani si occluderà sull’Atlantico meridionale, con gli ultimi rovesci di pioggia e temporali che dalle coste del Rio Grande do Sul si allontaneranno verso l’oceano, comportando l’apertura di ampie schiarite tra il Paraguay, l’Argentina nord-orientale ed il Brasile meridionale. Anche per i prossimi giorni la tendenza vede un ulteriore accanimento dell’attività temporalesca su varie aree del sud-America, dal nord dell’Argentina all’Amazzonia.