Ambiente, consumo del suolo: il cemento in Italia cresce di 8mq al secondo!

MeteoWeb

cementoContribuisce al riscaldamento globale, minaccia la biodiversità e la sicurezza alimentare, eppure il cemento in Italia cresce al ritmo di 8 metri quadri al secondo. E’ il primo risultato del rapporto sul consumo di suolo in Italia presentato da Legambiente alla vigilia della giornata mondiale dei suoli. L’associazione ambientalista torna a lanciare un appello al presidente del Consiglio Enrico Letta e a chiedere a Parlamento e Governo “una corsia preferenziale per discutere e approvare finalmente in questa legislatura una legge che fermi il consumo di suolo e premi, invece, la riqualificazione edilizia, energetica e antisismica del patrimonio edilizio esistente, per avviare il cambiamento verso la rigenerazione urbana, secondo un nuovo modo di concepire il territorio e gli spazi urbani in chiave sostenibile”. L`impermeabilizzazione infatti, influisce fortemente sul suolo: un suolo pienamente funzionante immagazzina fino a 3.750 tonnellate per ettaro o circa 400 mm di precipitazioni (in altri termini, un metro cubo di suolo poroso può trattenere tra 100 e 300 litri di acqua). L`impermeabilizzazione riduce l`assorbimento di pioggia nel suolo, in casi estremi impedendolo completamente, con tutta una serie di effetti diretti sul ciclo idrogeologico, ma anche alcuni effetti indiretti sul microclima a livello di temperatura e umidità del suolo per il rischio di frane. Proprio il consumo di suolo sarà protagonista oggi di un convegno a Roma presso la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, durante il quale verrà presentato il libro “L’insostenibile consumo di suolo”, edito da Edicom Edizioni, alla presenza degli autori e con la partecipazione del Sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni, dell’on. Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, del Presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza e di Giovanni Caudo, Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma). Il consumo di suolo è una delle più insidiose ed irreversibili forme di degradazione del suolo: si verifica ogni volta che un`area agricola, seminaturale o naturale viene trasformata in area urbanizzata. È un fenomeno trasversale che interessa, con intensità variabili, qualsiasi Paese del mondo. In Europa ad esempio, nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2006, è stata “sacrificata” un`area più di 600 mila ettari ad una velocità di più di 100 mila ettari all`anno. Ciò implica che ogni anno in Europa è stata costruita una città come Berlino. In Italia ad esempio, a fronte di una crescita demografica ed economica quasi nulla, le aree urbanizzate continuano a crescere al ritmo di diverse decine di ettari al giorno. Sulla base dei dati forniti dall`Agenzia europea dell`ambiente, un rapporto pubblicato dalla Commissione europea nel 2011 stima che la quota rilevata d`incremento di terreno occupato nell`Ue fra il 1990 e il 2000 fosse circa 1000 km² l`anno, pari a una superficie maggiore della città di Berlino, ovvero 275 ettari al giorno; dal 2000 al 2006, l`incremento della quota di terreno occupato è scesa a 920 km² l`anno (252 ettari al giorno), ma non si sa ancora se questa tendenza possa dirsi confermata per il futuro. Il risultato è che nel 2006 ogni cittadino dell’Ue aveva un’impronta di occupazione del territorio di circa 390 m², vale a dire 15 m² in più rispetto al 1990. Di questi 390 m², circa 200 m² sono effettivamente impermeabilizzati, cioè coperti da cemento o asfalto, per un totale di 100 000 km², ovvero il 2,3% del territorio dell`Ue. Per quanto riguarda l’Italia, i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente valutano nel 2,8% la percentuale di territorio cementificata, quindi al di sopra della media europea, e l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (ISPRA) stima un consumo di suolo di 8 m² al secondo. Il fenomeno è stato più rapido negli anni 90, periodo in cui si sono sfiorati i 10 m² al secondo, ma il ritmo degli ultimi cinque anni si conferma comunque accelerato, con una velocità superiore agli 8 m² al secondo. Questo vuol dire che ogni cinque mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una pari alla somma di quella di Milano e Firenze. In termini assoluti, l’Italia è passata da poco più di 8 000 km² di consumo di suolo del 1956 ad oltre 20 500 km²nel 2010, un aumento che non si può spiegare solo con la crescita demografica: se nel 1956 erano irreversibilmente persi 170 m² per ogni italiano, nel 2010 il valore raddoppia, passando a più di 340 m².