Ambiente, Emilia Romagna: mappatura del rischio di alluvioni e piano ad hoc entro 2015

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alluvionePrevenire il rischio alluvioni a partire dalla conoscenza approfondita del territorio, mappando ogni zona in preparazione di un piano ad hoc che vedra’ la luce entro il 2015. Con quest’ottica la Regione Emilia Romagna si mobilita a tutela del suolo e si prepara ad affrontare eventuali emergenze. Viale Aldo Moro ha, infatti, presentato nei giorni scorsi a Bologna le mappe della pericolosita’ del rischio, nell’ambito del convegno ‘Diretta alluvioni’. Nello specifico, le mappe, realizzate da Regione in collaborazione con l’Autorita’ di bacino, la Protezione civile e i Consorzi di bonifica, individuano tre elementi fondamentali per la protezione del suolo e la gestione dell’emergenza: le aree che potrebbero essere interessate da inondazioni di corsi d’acqua naturali e artificiali e dal mare; l’estensione della popolazione potenzialmente coinvolta; la presenza, all’interno di questa zone a piu’ alto rischio di allagamento, di strutture sensibili da proteggere, come scuole, ospedali, servizi per la comunita’. Una alluvionecartografia di sintesi, omogenea e semplificata per tutto il territorio regionale, che costituisce uno dunque strumento utile a rafforzare l’attivita’ di prevenzione e la gestione del rischio alluvioni. A richiedere l’elaborazione delle mappe entro il 2013 e’ stata la Comunita’ europea con la cosiddetta ‘Direttiva alluvioni’. Si tratta del primo passo per la redazione del Piano di gestione del rischio alluvioni che sara’ varato entro il 2015, termine anche questo fissato dall’Europa. In Emilia Romagna esistono gia’ le mappe dei Piani di assetto idrogeologico realizzate dalle 5 Autorita’ di Bacino, che sono state utilizzate per dar vita alla nuova cartografia secondo i criteri richiesti dall’Europa. Nel dettaglio, vengono indicati tre possibili scenari (alluvioni rare, poco frequenti e frequenti), rappresentati con 3 diverse tonalita’ di blu, e con altri colori si identificano, a seconda che il rischio sia da moderato a molto elevato, gli elementi potenzialmente esposti (popolazione, servizi, infrastrutture, attivita’ economiche). Sono inoltre state introdotte le mappe di inondazione per eventi meteo marini, con l’indicazione delle aree costiere piu’ soggette a tali fenomeni. Nell’elaborazione del futuro Piano un ruolo centrale sara’ assegnato alla comunicazione, consultazione e partecipazione pubblica. Per questa ragione, nei prossimi mesi le mappe saranno caricate su un portale web-gis, dove potranno essere consultate in versione semplificata. Per favorire il processo di conoscenza e Alluvione 3sensibilizzazione della popolazione sul tema del rischio alluvioni, saranno organizzati inoltre vari incontri sul territorio. Non solo. Grazie alla piattaforma regionale ‘io Partecipo +’, i cittadini potranno prendere parte al dibattito sul web con suggerimenti, segnalazioni, domande e proposte. Ma l’impegno dell’Emilia Romagna per la difesa del suolo non inizia oggi. Negli ultimi 13 anni, infatti, la Regione ha investito 1 miliardo di euro di fondi propri e statali per opere di messa in sicurezza e difesa del territorio di cui 423 milioni destinati a 3.174 interventi di difesa del suolo e della costa; 209 milioni per 1.332 interventi di bonifica ed oltre 358 milioni per 3.400 interventi di protezione civile. “Per la Regione Emilia Romagna – ha sottolineato l’assessore regionale alla Protezione civile suolo Paola Gazzolo – la prevenzione del rischio riveste un’importanza strategica: dal 2000 al 2013 abbiamo investito 1 miliardo di euro per opere di messa in sicurezza e difesa del territorio. Le Regioni hanno un ruolo fondamentale nel delineare strategie di prevenzione e interventi efficaci di gestione del rischio, e oggi facciamo un ulteriore passo avanti per la protezione delle nostre comunita'”. “Solo dai territori – ha aggiunto Gazzolo – puo’ partire quella rivoluzione capace di diffondere vera cultura di autoprotezione, rendendo i cittadini alluvioneprotagonisti attivi nell’individuazione dei rischi e delle modalita’ con cui difendersi: quella della sicurezza e’ una sfida che riguarda tutti, nessuno escluso”. Su questo punto ha insistito anche il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile dell’Emilia Romagna Maurizio Mainetti. Riferendosi alle mappe che preparano il Piano, Mainetti ha specificato infatti che queste rappresentano “uno strumento in piu’ per affinare le attivita’ di previsione e di allertamento” e sono “la base per i piani di emergenza comunali e intercomunali, con cui i cittadini vengono informati dei rischi che possono correre e delle misure di autoprotezione da adottare in caso di evento calamitoso”. “La nuova cartografia – ha spiegato, infine, Monica Guida, responsabile del Servizio Difesa del suolo – costituisce l’elemento fondamentale del Piano di gestione del rischio, che terra’ conto di tutte le azioni da adottare in tempo differito, cioe’ l’analisi dei processi fisici in atto sul territorio, l’individuazione delle criticita’ e delle opere di difesa da realizzare, l’uso e le previsioni di sviluppo del territorio”. “Saranno inoltre definite le azioni necessarie per la gestione in tempo reale dell’evento, come il monitoraggio idro-meteorologico – ha concludo Guida – il sistema di allertamento, gli interventi di soccorso, la sorveglianza idraulica e la regolazione dei deflussi, attivita’ che coinvolgono direttamente la Protezione civile”.