Antartide, al via la consueta battaglia tra attivisti e baleniere giapponesi

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Sea SheperdCome ogni inverno, nelle acque dell’Antartico, sta per prendere il via la ‘battaglia’ tra gli attivisti del gruppo ecologista ultraradicale Sea Shepherd e la flotta baleniera giapponese. E l’Australia – strenua oppositrice della caccia ai cetacei – corre ai ripari inviando un airbus A-319 del servizio doganale per sorvegliare dall’alto la situazione e prevenire eventuali scontri tra gli ecologisti e i pescatori del Sol levante. Quella di Canberra e’ un’iniziativa che nasce anche dal desiderio, ha indicato il ministro australiano dell’Ambiente, Greg Hunt, di ”far capire ad entrambe le parti che gli occhi del mondo sono puntati su di loro”. Ufficialmente, le attivita’ della flotta giapponese nell’Antartico sono destinate alla “ricerca scientifica”, una pratica tollerata dalla Commissione baleniera internazionale che ha vietato la caccia commerciale alle balene dal 1986. Le autorita’ giapponesi affermano che la pesca e’ parte integrante della cultura giapponese, ma di fatto la carne di balena finisce sugli scaffali delle pescherie e i difensori dei cetacei, pertanto, considerano quello scientifico un pretesto che maschera una redditizia operazione commerciale. Venerdi’ scorso diversi paesi contrari alla caccia alle balene, inclusi gli Stati Uniti, hanno messo in guardia ambientalisti e pescatori giapponesi dall’evitare qualsiasi azione violenta.