Costa Concordia: “L’ambiente è la 33^ vittima del naufragio”

ConcordiaOlii, nafta, batterie al piombo, detersivi, rifiuti speciali, liquami e ceneri del mini inceneritore di bordo: la Costa Concordia e’ notoriamente anche un problema ecologico e a ricordarlo ad ogni udienza del processo in corso a Grosseto sono gli interventi del legale del Wwf, che e’ parte civile. L’avvocato dell’associazione ecologista Franco Zuccaro a tutte le udienze, quando arriva il suo turno di intervenire in aula – peraltro sempre buon ultimo a causa della lettera ‘z’ del cognome – ‘spulcia’ fin dall’inizio del processo tutti i testimoni per evidenziare informazioni sul rischio di inquinamento del relitto a causa dei materiali ancora conservati all’interno. Finora l’avvocato Zuccaro ha interrogato ben 13 testi con domande mirate esclusivamente a definire le questioni ecologiche del naufragio. Un’attivita’ ‘chirurgica’ che, talvolta, suscita curiosita’, come se fosse quasi un’oasi protetta del processo, che si occupa delle morti di 32 persone e delle dinamiche che le causarono. ”Il danno ecologico e’ sotto gli occhi di tutti – dice sempre Zuccaro nelle pause delle udienze -. L’ambiente, con pieno rispetto dei 32 deceduti, e’ la trentatreesima vittima di questa tragedia”. I numeri ricavati al processo dal Wwf vanno dai 13 metri cubi, circa 120 mila litri di olio lubrificante, ancora a bordo, stivati in sei pozzi, ai 1.400 litri di altri olii lubrificanti usati negli impianti idraulici. Parecchie sono anche le tonnellate di olii per gli ingranaggi dei portelloni, in parte gia’ rilasciati in mare. L’avvocato Zuccaro batte il ferro su questi temi chiedendo ai testimoni informazioni esatte su quantita’, ubicazione e accorgimenti presi per salvaguardare la nave e l’ambiente da inquinamenti in caso di incidenti. Cosi’, dalle dichiarazioni degli ufficiali della Concordia, durante le prime udienze, l’avvocato del Wwf ha fatto emergere che nella Concordia c’erano circa 200 batterie di emergenza (da 100 chili l’una) che contenevano piombo e materiali acidi, motori diesel, serbatoi di nafta-combustibile e rifiuti. Tra l’altro si e’ compreso che i liquami erano stoccati nei ‘doppi fondi’ del ponte C, quello squarciato per 70 metri dallo scoglio delle Scole durante l’urto. E i rifiuti? C’erano anche quelli. Stivati nel lato di dritta della nave (quello sommerso) sempre sotto il ponte 0 avevano una gestione diversa. Quelli speciali trasportati a terra, gli altri (tipo carta, cartone anche piccole quantita’ di plastica) bruciati nell’inceneritore in dotazione alla nave. E le ceneri? Anche quelle rimaste stoccate nel ponte C.