Esplorazione spaziale: il vero obiettivo non era lo sbarco sulla Luna, ma su Marte

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Aldrin_Apollo_11_cropPrima ancora della Luna, era Marte il vero obiettivo dei costruttori dei razzi spaziali. Il tedesco Wernher von Braun ed il russo Sergei Korolev avevano, alla fine degli anni 50, disegnato delle astronavi per far sbarcare l’uomo sul Pianeta Rosso. Per i sognatori dello spazio la Luna rappresentava solo un trampolino di lancio per raggiungere la superficie marziana. Dopo la conquista della Luna pero’ l’uomo si e’ fermato e Marte e’ rimasto ancorato ai sogni. Rispetto al nostro satellite, il Pianeta Rosso e’ molto piu’ distante ed il viaggio, oltre ad essere piu’ complesso, e’ anche molto costoso. Non si sono pero’ mai fermate le sonde che dal 1960 ad oggi hanno esplorato la sua orbita e la sua superficie.
mars1Dal lancio della prima sonda russa Mars 1, che non ha neanche raggiunto l’orbita terrestre, sono in tutto 44 le macchine che Unione Sovietica, Stati Uniti, Giappone, Europa e da pochi giorni anche l’India, hanno lanciato verso Marte. Poche pero’ sono quelle che hanno avuto successo: solo 19, mentre le ultime due (l’indiana Mangalyaan e l’americana Maven) sono ancora in viaggio. L’esplorazione, seppure automatica della superficie del pianeta, pero’ parla quasi esclusivamente americano. Ad eccezione della russa Mars 3, che nel 1971 trasmise solo per 14,5 secondi dopo aver toccato il suolo, hanno raccolto successi solo gli americani a partire dalle due Viking atterrate nel 1976, per arrivare a Sojourner nel 1997, a Spirit e Opportunity nel 2004, a Phoenix nel 2007 ed infine a Curiosity arrivata su Marte lo scorso anno.
Mars ExpressIn orbita intorno al pianeta rosso invece ci sono altre sonde anche qui tutte americane ad eccezione dell’europea Mars Express, lanciata nel 2003 ed ancora operativa. C’e’ da dire pero’ che in questi ultimi anni l’esplorazione spaziale e’ fatta di collaborazioni tanto da trovare spesso strumenti internazionali a bordo di sonde statunitensi. Le esplorazioni al suolo ovviamente sono servite a raccogliere ed analizzare campioni mentre dall’orbita e’ stata rilevata l’intera mappatura del pianeta. Attualmente le sonde ancora in funzione sono solo sei: tre in orbita e tre sulla superficie. Per il futuro dell’esplorazione di Marte, oltre alle due sonde in viaggio, c’e’ all’orizzonte nel 2016 la missione americana InSight per comprendere la struttura interna del pianeta e poi nel 2018 l’europea Exomars che con un rover cerchera’ di dare una risposta definitiva circa la vita sul pianeta. Anche i russi hanno progetti concreti per nuove missioni verso il Pianeta Rosso ma al momento sono ancora ai nastri di partenza per mancanza di fondi.