Il blocco di aria gelida sull’est Europa si fionda fra Turchia e Grecia: possibile neve su Istanbul, venti di burrasca sferzeranno il mar Egeo

Rtavn721La situazione sinottica sul vecchio continente è dominata da un vasto promontorio anticiclonico oceanico, che dal bacino centro-occidentale del Mediterraneo si protende con i propri elementi più settentrionali fin verso la Germania, la Danimarca, la Svezia meridionale e il mar Baltico. Ad est di questa imponente figura anticiclonica troviamo in azione una vasta saccatura di matrice artica, colma di aria molto gelida in quota d’estrazione artico marittima (legata all’ampia circolazione ciclonica del vortice polare troposferico in sede artica), che distende il proprio asse principale fra la Russia europea, l’Ucraina, il bacino del mar Nero e la Turchia, dispensando un clima molto freddo accompagnato da nevicate a carattere sparso fra Russia europea, Bielorussia e Ucraina. Nel corso delle prossime 24 ore il vasto promontorio anticiclonico di matrice oceanica, che dal vicino Atlantico si estende fino al bacino centrale del Mediterraneo e all’Italia, comincerà a svilupparsi in senso meridiano, sviluppando la classica struttura ad “Omega”, a causa del rapido approfondimento di una depressione extratropicale, alimentata da aria molto fredda d’estrazione artico marittima, in azione davanti le coste della Groenlandia orientale e l’Islanda. A seguito di questa pulsazione dinamica del promontorio anticiclonico oceanico, indotta dall’approfondimento della circolazione depressionaria a carattere freddo presente davanti la Groenlandia orientale, la struttura anticiclonica reagirà disponendo il proprio asse principale al traverso del meridiano di Greenwitch, allungando i propri elementi più settentrionali in direzione di Belgio, Olanda, Danimarca, Germania e Svezia meridionale.

eu_stSi verrà cosi a creare un vero e proprio promontorio anticiclonico di blocco, supportato da massimi di geopotenziale in alta quota attorno i 582 Dam (valori davvero molto elevati) ad ovest della Sardegna e della Corsica, che presenterà un asse principale disteso dal Mediterraneo centrale fino alla Svezia meridionale e al mar Baltico. I massimi di geopotenziale in quota, sui 582 Dam, imprimeranno un ampia ondulazione oraria in seno al ramo principale del “getto polare”, costringendo quest’ultimo a ripiegare bruscamente verso sud e sud-sud/est, all’altezza della Scandinavia, presentando un ramo discendente piuttosto forte (direttrice prevalente nord-sud) lungo il margine più orientale della struttura anticiclonica euro-mediterranea. Il ramo discendente del “getto polare”, che dalla Scandinavia si verserà sopra l’area del mar Nero, bordando il lato orientale dell’ampia impalcatura anticiclonica ad “Omega” presente sull’Europa centrale, tenderà ad alimentare la vasta saccatura artica, colma di aria gelida in quota, disposta con il proprio asse principale fra la Russia europea e il bacino del mar Nero, riempendola di aria molto fredda a tutte le quote. La costante alimentazione del “getto polare” farà gonfiare l’asse della saccatura, permettendo a questo di potersi estendere verso latitudini più meridionali, in direzione della Turchia e del Mediterraneo orientale, e favorendo al contempo l’afflusso, anche nei bassi strati, di masse d’aria molto fredde, per non dire gelide, che dalla Bielorussia, dall’Ucraina e dalla Moldavia si verseranno fino in direzione del mar Nero, Romania e Bulgaria, invadendo pure la Turchia settentrionale e l’area del mar Egeo, con intense e fredde correnti dai quadranti settentrionali che determineranno un brusco calo dei valori termici e l’avvento di intense gelate in tutte le pianure dell’est Europa.

L'ampia saccatura colma di aria gelida in quota che si fionderà verso la Turchia e il Mediterraneo orientale, dove irromperà l'irruzione di aria fredda artico marittima continentalizzata
L’ampia saccatura colma di aria gelida in quota che si fionderà verso la Turchia e il Mediterraneo orientale, dove irromperà l’irruzione di aria fredda artico marittima continentalizzata

Si tratterà per l’appunto di una massa d’aria, di origine artica, di tipo ”ibrida”, che presenterà una spiccata componente marittima in quota, con aria molto gelida legata all’ampia circolazione depressionaria del vortice polare, mentre al suolo acquisirà caratteristiche pienamente continentali, dopo il passaggio sopra le Repubbliche Baltiche, la Polonia, i bassopiani della Bielorussia e le pianure dell’Ucraina, recentemente innevate di fresco. Tra domani e giovedì il blocco di aria gelida, grazie alla costante alimentazione del “getto polare” che amplierà ulteriormente la saccatura proiettandola verso il Mediterraneo orientale, raggiungerà la Bulgaria, la Grecia e la Turchia, generando un brusco calo delle temperature accompagnato da nevicate a carattere sparso che potranno imbiancare le coste nord-occidentali della Turchia e la stessa Istanbul, mentre in Grecia nevicherà a bassa quota sulle località della Tracia, con fioccate coreografiche fino a quote di bassa collina. Una parte dell’aria fredda, di origine artico marittima continentalizzata, dopo aver invaso l’Ucraina, la Moldavia, la Romania e la Bulgaria, raggiungerà entro le prossime 24-36 ore la Macedonia e l’area del Bosforo (dove è ubicata Istanbul), buttandosi in seguito verso il mar di Marmara e le miti acque del mar Egeo, fra Grecia e Turchia, attraverso l’attivazione di una burrascosa ventilazione, tra N-NO e N-NE, che spirerà con raffiche ad oltre i 60-70 km/h, ma con picchi capaci di oltrepassare la soglia degli 80 km/h nel settore più settentrionale dell’Egeo. La “canalizzazione” delle masse d’aria molto fredde, d’estrazione artiche marittime continentalizzate, sul mar Egeo, favorirà lo sviluppo di una giovane ciclogenesi, con annesso sistema frontale nei bassi strati, lungo il bacino orientale del Mediterraneo, nel tratto a sud delle coste turche (sottovento ai rilievi dell’entroterra anatolico), che apporterà tempo marcatamente instabile, a tratti anche perturbato, con piogge, rovesci e temporali fra Turchia, Cipro, Siria, Libano, Israele e territori palestinesi.

Il transito delle fredde correnti d’estrazione artica, le quali tendono a conservare le loro origini gelide dopo essere passate sopra estese aree continentali, sopra le miti acque superficiali del mar Nero e dell’Egeo, approfondirà i forti contrasti termici (forte “gradiente termico verticale”), favorendo la genesi di una moderata attività convettiva (moti ascendenti della colonna d’aria) che favorirà la formazione di diffusi annuvolamenti cumuliformi (cumuli, cumulonembi) in grado di apportare precipitazioni sparse, spesso a sfogo di rovescio e temporale, specie lungo le coste della Turchia occidentale. Lo sviluppo di questa giovane ciclogenesi, nel tratto di mare a sud delle coste turche, ben alimentata lungo il proprio lato più occidentale dall’afflusso di masse d’aria molto fredde e dall’affondo del ramo discendente del “getto polare”, fino al Mediterraneo orientale, produrrà un sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale” (infittimento di isobare) fra il mar di Levante (sede della depressione alimentata dall’aria artica in discesa dai bassopiani dell’est Europa) e il Mediterraneo centrale (dove si stabiliranno massimi altopressori superiori ai 1030 hpa).

Questa significativa contrapposizione barica, fra il mar di Levante e i mari che circondano l’Italia, innescherà un intenso “gradiente barico orizzontale” che si distenderà su tutto il mar Egeo e la Turchia occidentale, agevolando cosi l’attivazione di una intensa, a tratti anche forte, ventilazione settentrionale, che presenterà una componente prevalente fra Nord e N-NE pronta ad estendersi fino all’isola di Creta e alle coste dell’Egitto occidentale. Dalla prossima serata, con l’inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra Mediterraneo orientale e Mediterraneo centrale, gli arcipelaghi del mar Egeo saranno sferzati da venti burrascosi, da Nord o NE, con raffiche capaci di lambire o superare la soglia dei 70-80 km/h. Raffiche molto forti, da Nord e N-NE, sferzeranno l’isola di Lemno, le Sporadi settentrionali e le Cicladi. L’intensa ventilazione dai quadranti settentrionali produrrà un rapido incremento del moto ondoso in tutto il mar Egeo, rendendolo agitato nel tratto ad ovest delle coste turche, con la formazione di onde di “mare vivo”, alte più di 3 metri, che si dirigeranno molto velocemente verso le coste nord dell’isola di Creta, attivando su queste delle mareggiate piuttosto rumorose. Anche il mare a sud di Creta, nel corso della prossima nottata, tenderà rapidamente ad agitarsi, con lo sviluppo di onde alte più di 3 metri che andranno a rompersi lungo le coste della Cirenaica occidentale e dell’Egitto occidentale, con risacche molto intense.