Il ciclone tropicale “Christine” si prepara a spazzare l’Australia nord-occidentale, il giorno di Capodanno apporterà forti piogge nel cuore del deserto australiano

Le precipitazioni attese sulle coste del Kimberley prima del "landfall" di "Christine"
Le precipitazioni attese sulle coste del Kimberley prima del “landfall” di “Christine”

Con l’avvento dell’estate australe l’attività dei cicloni e delle tempeste tropicali sta per raggiungere la massima intensità nei mari dell’emisfero australe. Proprio negli ultimi giorni del 2013 le coste nord-occidentali australiane stanno per essere interessate dall’avvicinamento del ciclone tropicale che proprio in queste ore comincia a svilupparsi e intensificarsi sopra le calde acque superficiali del tratto di mare antistante le coste del Kimberley. Come tutte le ciclogenesi tropicali che si generano a largo delle coste dell’Australia settentrionale, in questo periodo dell’anno, anche la tropical storm “Christine” si è formata nella giornata di ieri, nel tratto di mare a sud dell’isola indonesiana di Sumba, a seguito dell’interazione fra i deboli venti da O-NO e da Ovest (i resti del “Monsone di NE” che supera l’equatore deviando bruscamente da NO e O-NO una volta varcato l’equatore), che dal mar di Giava e dal mar di Flores si muovevano, a ridosso della linea dell’equatore, in direzione del mar di Banda e delle Molucche, con i deboli venti orientali in azione a sud di Papua Nuova Guinea, tra mar dei Coralli, Stretto di Torres e mar degli Arafura. La convergenza nei bassi strati fra i due flussi eolici appena enunciati, avvenuta a ridosso del mar di Timor, nel tratto a sud delle coste di Papua Nuova Guinea, ha agevolato la formazione di una piccola circolazione depressionaria, che si è poi strutturata anche alle quote superiori della troposfera, complice la presenza di un “Wind Shear” molto debole in quota, chiudendosi successivamente sopra le calde acque superficiali del mare antistante le coste del Kimberley.

Ma la vera forza di “Christine” sta proprio nel fatto di transitare sopra un ampio tratto di mare, caratterizzato da acque superficiali molto calde, con valori prossimi ai +29.5°C +30°C nello specchio di mare ad ovest della città di Broome. Si tratta di valori ampiamente sopra le medie stagionali. Un gran bel potenziale di calore latente pronto ad alimentare l’attività convettiva all’interno del sistema tropicale, intensificandolo rapidamente, fino a farlo evolvere, nel corso delle prossime 24 ore, in un ciclone tropicale di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti capaci di oltrepassare la soglia dei 120-130 km/h attorno il nucleo centrale. Bisogna poi considerare che le calde acque, dove staziona la tempesta, si estendono anche a grande profondità, per cui il “Christine” deterrà un notevole potenziale energetico, per ingrandirsi ulteriormente e scaricare piogge molto abbondanti su gran parte dell’Australia nord-occidentale. Con il suo lento movimento, la circolazione di grandi dimensioni associata a “Christine” riuscirà a risucchiare importanti quantità di calore latente e vapore acqueo che rafforzeranno la circolazione ciclonica tropicale, alimentata da una profonda convenzione, attualmente ben attiva lungo i margini occidentali e settentrionali, in mare aperto, dove vengono segnalate precipitazioni molto forti, con elevati indici di rain/rate e una consistente attività temporalesca.

si201305Il profondo “gradiente barico orizzontale”, associato alla tempesta, sta generando intense tempeste di vento, soprattutto lungo il lato settentrionale e occidentale. Già diverse isole, a largo del Kimberley, vengono spazzate da forti rovesci di pioggia e da venti impetuosi, con forti raffiche che spirano da SO e Ovest, sul lato settentrionale della tempesta tropicale, determinando condizioni atmosferiche a dir poco proibitive. Nelle ultime ore i forti venti, collegati alla profonda circolazione depressionaria tropicale, hanno cominciato a spazzare con forza il piccolo atollo di Rowley Shoals. Qui, l’avvicinamento della tempesta, con il suo nucleo centrale, è stato accompagnato con l’arrivo di venti molto forti, da Sud e S-SO, che nel pomeriggio odierno hanno raggiunto una velocità media sostenuta di ben 96.3 km/h, ma con raffiche ad oltre i 110 km/h. Notare anche il drastico tracollo dei valori barici sull’atollo di Rowley Shoals. Nell’ultimo metar delle 11:00 PM (ora locale) il barometro della locale stazione ha fatto registrare un picco di ben 983 hpa. Segno che attorno il nucleo centrale il fittissimo “gradiente barico orizzontale”, in costante approfondimento per merito del rinforzo dell’attività convettiva e dell’intensificazione delle precipitazioni attorno l’area centrale della tropical storm, sta innescando venti ciclonici molto forti, con raffiche sostenute degne di un ciclone tropicale di 1^ categoria.

La tropical storm "Christine" in fase di ulteriore intensificazione a largo della costa nord-occidentale australiana
La tropical storm “Christine” in fase di ulteriore intensificazione a largo della costa nord-occidentale australiana

Entro la prossima notte “Christine” diventerà un ciclone tropicale di 1^ categoria, assumendo la classica struttura dei cicloni tropicali molto giovani, anche se difficilmente si vedrà un occhio ben definito. Gradualmente, nel corso delle prossime ore, la tempesta si avvicinerà alle coste del Kimberley, tanto che le bande nuvolose più meridionali cominceranno a toccare l’area attorno la città di Port Hedland, portando le prime piogge a carattere sparso, accompagnate da un notevole rinforzo della ventilazione da SE e S-SE lungo tutta la fascia costiera del Kimberley. I fortissimi venti occidentali, attivi sul margine nord di “Christine”, stanno sollevando anche un imponente moto ondoso, con la formazione di onde di “mare vivo” alte fino a più di 5-6 metri, molto insidiose alla navigazione marittima. A ridosso alle coste nord-occidentali australiane invece il moto ondoso sarà molto significativo li dove transiterà il bordo orientale della tempesta, colpendo con particolare vigore il tratto di costa a ridosso della città di Port Hedland. Qui le coste verranno flagellate dalle grandi ondate, alte anche più di 4-5 metri, create dai forti venti da NE e N-NE che spirano con forza ai lati della circolazione ciclonica, su un tratto di mare piuttosto ampio.  “Christine”, già evoluta in ciclone tropicale di 1^ categoria, solo dalla serata di domani si preparerà ad effettuare il “landfall” sulle coste australiane nord-occidentali, nel tratto ad ovest di Port Hedland. La città, che conta circa 15.000 abitanti, sarà investita dal bordo orientale del ciclone, dove saranno attivi venti molto forti dai quadranti settentrionali, con una componente più da NE e N-NE che raggiungerà i 100-120 km/h.

vis0Poco prima di raggiungere la terra ferma “Christine” potrebbe ulteriormente intensificarsi, raggiungendo la 2^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che potranno superare i 150 km/h, ma solo nell’area attorno l’occhio centrale. In queste ore, il radar di Port Hedland mette in evidenza la presenza di una banda di piogge molto pesanti che già interessano la costa, accompagnate da venti molto forti che spirano da SE, tendente a ruotare più da E-SE e Est, con raffiche di picco di oltre i 50-60 km/h. Dopo aver effettuato il “landfall”, ad ovest di Port Hedland, la tempesta sarà in grado di scaricare piogge molto intense e forti rovesci, con elevati indici di rain/rate, che potranno creare temporanei allagamenti, specie lungo le aree costiere e nella città di Port Hedland, che risentirà dei venti molto forti dai quadranti settentrionali, ad oltre i 100-110 km/h. Nella giornata di San Silvestro, ultimo giorno del 2013, “Christine” si sposterà verso il più arido entroterra australiano, a sud del Kimberley, andandosi gradualmente ad indebolirsi allo status di tempesta tropicale. Ma conserverà, al suo interno, un notevole quantitativo di vapore acqueo che sarà in grado di dispensare precipitazioni davvero abbondanti su buona parte dell’Australia nord-occidentale.

2013CHRISTINE_p50_12290600_24Piogge e forti temporali si abbatteranno nell’area del Millstream Chichester National Park fino ai territori più settentrionali del Western Australia, dove in poche ore potrebbero cadere dai 70 mm ai 120 mm di pioggia, a ridosso del Gran Deserto Sabbioso australiano. Visto l’enorme mole di calore latente acquistato sopra il mare la tempesta, nel giorno di Capodanno, rimarrà attiva anche sull’entroterra desertico australiano, nonostante l’ambiente ostile (aria troppo secca nei bassi strati), attivando venti forti a rotazione ciclonica, prevalentemente dai quadranti orientali nel deserto Gibson, e intense precipitazioni, anche a sfogo temporalesco, pronte ad interessare le aree desertiche del Western Australia, con fenomeni localmente intensi e a carattere di nubifragio. Proprio nel giorno di Capodanno i resti della circolazione ciclonica si dissiperanno in una depressione tropicale che sarà in grado di dispensare altri rovesci sparsi e dei temporali tra il Gran deserto Sabbioso ed il deserto di Gibson, nel cuore del Western Australia. In molte località desertiche del Western Australia il primo giorno del 2014 potrebbe risultare il più piovoso dell’intera annata.