Il maltempo flagella l’Abruzzo: fiumi in piena a causa del rapido scioglimento dell’abbondante neve caduta nei giorni scorsi sull’entroterra appenninico

MeteoWeb

pescaraDopo aver duramente flagellato la zona del Metaponto, al confine fra il materano e il tarantino, il maltempo torna a funestare il territorio abruzzese, dove nelle ultime ore le piogge battenti hanno notevolmente ingrossato il corso di vari fiumi della regione. La situazione più difficile la riscontriamo proprio nel pescarese ed in parte del teramano. Il fiume Pescara, nell’omonimo capoluogo costiero abruzzese, ha rotto gli argini in più punti sia nel tratto cittadino, dove sono state sgomberate via Aterno e via Raiale, sia nell’entroterra, dove la situazione è piuttosto critica in particolare a Santa Teresa di Spoltore. Qui le acque del fiume in piena hanno inondato vasti tratti di campagna, interessando da vicino diverse abitazioni. Ma anche in città, lungo il porto canale, la situazione rimane molto delicata. Il Comune di Pescara ha dato l’ordine di sgombero di tutte le attività produttive a ridosso del corso d’acqua, con l’evacuazione anche delle famiglie che abitano al pianterreno di via Aterno e via Raiale. Tanti cittadini stanno trovando una sistemazione autonoma presso parenti e amici, e molti altri si sono mostrati restii a lasciare le proprie case.

trontoA prelevarli sono stati i pullman messi a disposizione dalla Gestione trasporti metropolitani, e al Pala Rigopiano viene garantita l’assistenza necessaria, con brandine, coperte e pasti caldi. Paura anche per il Saline a Montesilvano e il Tordino nel Teramano. Niente scuola a Pescara, Montesilvano e Città Sant’Angelo. Le amministrazioni comunali invitano i cittadini a non mettersi in macchina. L’ondata di piena dei vari bacini fluviali abruzzesi, fra cui il Pescara, stavolta non è stata provocata solo dalle piogge abbondanti cadute negli ultimi giorni. Bensì anche dal repentino rialzo termico, indotto dal richiamo dei sostenuti e umidi venti meridionali aspirati dalla circolazione depressionaria che tende a muoversi in modo “retrogrado” verso le coste dell’alta Tunisia. L’aria più tiepida e umida, risalendo fino al medio Adriatico, ha rapidamente innalzato la quota delle zero termico, determinando un repentino aumento dei valori termici che hanno trasformato la neve in pioggia lungo tutto l’entroterra appenninico. Le piogge insistenti cadute nelle ultime ore in gran parte dell’Abruzzo hanno drasticamente sciolto i cumuli di neve fresca che si erano depositati sui rilievi dell’entroterra, tra l’area del Gran Sasso e le montagne del Morrone, durante l’intensa ondata di freddo della scorsa settimana, che porto qualche fiocco bianco svolazzante fino alle aree costiere di Marche e Abruzzo.

pescara0000Questa enorme quantità di neve sciolta in modo abbastanza rapida è andata ad ingrossare il carico di molti fiumi e torrenti, soprattutto fra il teramano e il pescarese, i quali si sono drasticamente ingrossati, riversandosi a valle con vere e proprie ondate di piena. Questa rapida fusione dell’ingente quantità di neve caduta nelle giornate precedenti, a monte, lungo le aree dell’Appennino Abruzzese, ha di conseguenza innescato le grandi ondate di piena dei grandi bacini idrografici, che scese a valle hanno travolto e inondato campagne, campi coltivati, strade e centri abitati. La piena dei fiumi abruzzesi sta contribuendo a scaricare a mare una lunga scia di detriti e sedimenti sabbiosi che dalle rispettive foci si spingono, per diverse miglia, in mare aperto, intorbidendo le acque dell’Adriatico. Questa estesa scia detritica, composta principalmente da fanghi e sabbie di natura fluviale, sta colorando di giallo, tendente al marrone, l’intero tratto di mare antistante la città di Pescara, e gli altri specchi di mare antistanti le principali foci dei fiumi che percorrono tutto il teramano e le altre zone del territorio abruzzese. Gran parte di questi sedimenti sabbiosi nei prossimi giorni tenderanno a depositarsi sui fondali, creando nuovi imponenti banchi di sabbia nei tratti di mare davanti la costa.

che percorrono tutto il teramanoi