Il nucleo di aria gelida presente sull’Europa orientale si fionda fra Grecia e Turchia: rovesci di gragnola e nevicate imbiancano l’area del Bosforo, domani fiocchi su Gerusalemme

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Rtavn721Come ampiamente previsto nei giorni scorsi il vasto blocco di aria molto fredda, d’estrazione artico marittima continentalizzata, che nei giorni scorsi aveva invaso l’intera Europa orientale, dalla Polonia all’Ucraina, muovendosi lungo il ramo discendente (bordo occidentale) della vasta saccatura artica distesa dalla Russia europea fino al Mediterraneo orientale, è riuscito a raggiungere la Turchia occidentale, l’area del Bosforo e il mar Egeo, determinando un brusco raffreddamento, oltre che l’avvento di nevicate e rovesci di gragnola fino in prossimità delle coste della Turchia occidentale. Proprio nella giornata di ieri il nucleo di aria molto fredda artico marittima continentalizzata nei bassi strati, con isoterme fino a -5°C -6°C a 850 hpa (1300 metri) e un nocciolo sotto i -35°C a 500 hpa (circa 5200 metri), incuneandosi tra il bordo orientale del promontorio anticiclonico di blocco in azione sul Mediterraneo centro-occidentale e il ramo discendente (dove in quota scorre il ramo principale del “getto polare”  che presenta una direttrice meridianizzata) dell’ampia saccatura artica scivolata fin sul mar di Levante e il nord dell’Egitto, si è catapultato sull’Europa orientale, fra Ucraina, Moldavia, Romania e Bulgaria, per raggiungere la Macedonia e l’area del Bosforo (dove è ubicata Istanbul), dove ha prodotto delle nevicate sparse sino alle zone costiere per l’umidificazione delle fredde correnti settentrionali sopra le più tiepide acque superficiali del mar Nero occidentale.

Si notano le bande nuvolose "lineari" che scorrono fra il mar Egeo e l'isola di Creta, segnando la traiettoria dell'aria fredda, di matrice artica marittima continentalizzata, che invade il Mediterraneo orientale
Si notano le bande nuvolose “lineari” che scorrono fra il mar Egeo e l’isola di Creta, segnando la traiettoria dell’aria fredda, di matrice artica marittima continentalizzata, che invade il Mediterraneo orientale

Da qui l’aria fredda, dopo aver superato il mar di Marmara, si è buttata sopra le miti acque del mar Egeo, fra Grecia e Turchia, tramite l’attivazione di una intensa ventilazione, tra Nord e N-NE, che ha toccato i 60-70 km/h sulle isole dell’Egeo. Il transito delle fredde correnti settentrionali, le quali tendono a conservare le loro origini gelide dopo essere passate sopra estese aree continentali dell’Europa orientale, sopra le miti acque dell’Egeo, ha inasprito i forti contrasti termici che si sono determinati sopra la più tiepida superficie marina (forte “gradiente termico verticale”), favorendo l’innesco di una moderata attività convettiva (moti ascendenti della colonna d’aria) che ha accompagnato la formazione di diversi annuvolamenti cumuliformi (cumuli, cumulonembi) in grado di apportare precipitazioni sparse, spesso a sfogo di rovescio, con frequenti gragnolate, scosci di grandine e neve molto umida che arriva a depositarsi sulle coste della Turchia settentrionale. Lo scoppio dell’instabilità convettiva e della nuvolosità cumuliforme viene spiegata dal fatto che a contatto con la più mite superficie marina la massa d’aria gelida, sia di origini artiche o siberiane, si riscalda e si carica di umidità fin dagli strati più bassi, mentre in quota continua a mantenere le sue origini gelide. Tale dinamica tende a esacerbare il “gradiente termico verticale” all’interno della massa d’aria, instabilizzandola dall’interno e alimentando la formazione di imponenti annuvolamenti cumuliformi che giungi sulle coste della Turchia settentrionale e in riva al Bosforo, sotto la spinta dei sostenuti venti settentrionali che spirano a tutte le quote, danno la stura a rovesci di neve granulosa e gragnola, come quelli che in queste ore stanno imbiancando Istanbul.

neve10Ieri sera, a causa di uno di questi fitti rovesci di gragnola e neve granulosa, al 31′ del primo tempo è stato sospesa il match di Champions League fra Galatasaray e Juventus, data l’impraticabilità del campo ridotto ad un tappeto di ghiaccio e neve. Si viene cosi a produrre il cosiddetto “Egeo Sea effect snow”, responsabile delle spettacolari nevicate che ammantano di bianco la Grecia e le isole del mar Egeo durante il periodo invernale, regalando dei paesaggi veramente suggestivi, unici al mondo. molto comune nell’area, particolarmente esposta alle sciabolate gelide di origine artico-continentale in scivolamento dalla Scandinavia o dall’Artico russo. Osservando il satellite si nota la presenza di una diffusa nuvolosità cumuliforme, composta da bande di nubi “puntiformi” (si tratta di cumuli ben sviluppati, congesti e giovani cumulonembi carichi di grandine, gragnola e neve fino a bassa quota) che sopra il mar Egeo presentano la tipica forma lineare, a “serpentone”, estendendosi fino all’Egeo meridionale e alle coste settentrionali dell’isola di Creta, dove sono in atto dei rovesci sparsi che assumono prevalente carattere nevoso fra il versante nord del monte Ida e il Lauka Ore, che s’imbiancherà per bene.

neve5Le fredde correnti settentrionali poi si getteranno sul Mediterraneo centro-orientale, propagandosi al mare a sud di Creta sotto forma di una intensa ventilazione da Nord che si verserà fino alle coste della Cirenaica e dell’Egitto occidentale, penetrando sull’entroterra desertico libico ed egiziano tramite una sostenuta e fredda ventilazione da N-NE pronta a spingersi fino al deserto Libico, causando un vistoso calo termico fra la Libia orientale e l’Egitto occidentale. Ma l’aria molto fredda, artico marittima continentalizzata, in discesa dalle innevate pianure della Bielorussia e dell’Ucraina, si muoverà verso il nord della Turchia, determinando fitte nevicate fino a livello del mare. Sulle coste settentrionali della Turchia, a causa dello “stau” esercitato dai monti del Ponto nei confronti delle gelide correnti settentrionali provenienti dall’Ucraina, si potranno verificare delle nevicate e dei rovesci di neve granulosa, mista a chicchi di grandine di piccola taglia, fino alle aree costiere, che si affacciano sul mar Nero. Diverse città e località lungo le rive meridionali del mar Nero, come Cide, Inebolu, potrebbero ricevere la prima imbiancata dell’anno.

Rtavn368Una parte dell’aria fredda, che scivolerà dal mar Egeo, aggirerà a sud le coste meridionali turche scorrendo verso il mar di Levante con una ventilazione occidentale, più da O-NO, che spingerà l’aria fredda verso le coste dell’Asia minore, creando i giusti presupposti per delle nevicate sotto i 1100-1000 metri sui rilievi di Siria, Libano e Israele. Lo sconfinamento dell’aria fredda e il conseguente calo termico favoriranno anche un drastico calo della quota neve tra i rilievi siriani, la fascia montuosa libanese e sui monti più elevati di Israele. Le fredde e sostenute correnti occidentali, caricandosi di umidità sopra le tiepide acque del Mediterraneo orientale, dato il notevole “gradiente termico verticale”, determineranno lo sviluppo di estesi annuvolamenti pronti ad addossarsi tra i monti della Siria, del Libano e di Israele, dove la neve tornerà a tingere di bianco fin dai 900-1000 metri i rilievi principali. Le nevicate più fitte interesseranno di sicuro il versante occidentale dei monti libanesi e israeliani, anche se non mancheranno locali sconfinamenti anche sui versanti orientali, che degradano sull’entroterra desertico interno. Ma fra domani e venerdì fiocchi di neve cadranno anche su diverse località di bassa montagna, come la città di Gerusalemme che rischia di imbiancarsi fra la serata di domani e la notte tra giovedì e venerdì.

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