ISON non visibile nemmeno a magnitudine +16.5: lo spettacolo è ormai concluso

comet-ison-soho-in-and-out-lgLa cometa ISON, considerata sino a poco tempo fa la “regina delle comete”, ha avuto vita difficile nel passaggio radente con il Sole dello scorso 28 Novembre. Ciò che è emerso dalla parte opposta, appena dopo il perielio, era con tutta probabilità una nube di frammenti polverosi del nucleo disgregato dalle intense forze mareali e gravitazionali della nostra stella. Nonostante il calo di luminosità osservato nei giorni a seguire, gli astrofili sembrano non rassegnarsi a quello che era previsto come l’evento astronomico del secolo e che in realtà si è tramutato in un flop storico. Ma nemmeno la passione, la forza di volontà e l’entusiasmo, unite a strumentazioni degne di nota, sembrano poter rimediare a quanto avvenuto nel mese di Novembre. Dalle ultime immagini acquisite, sembra che dove dovrebbe esserci la cometa ISON prevale il “nulla” sino a magnitudine +16,5. Nemmeno una nube di condensazione. La conferma arriva dall’astronomo Karl Battams del Naval Research Lab, che sul suo blog ha scritto che “l’astro chiomato ha cominciato a disintegrarsi appena prima l’incontro con la corona solare“. “Forse – continua lo scienziato – si sono salvati un paio di frammenti molto piccoli, ma a prescindere, lo spettacolo della ISON si può considerare definitivamente concluso“.