Una abbondante nevicata ha interessato oggi Gerusalemme durante quella che è stata la tempesta di neve più intensa per il mese di dicembre dal 1953. La neve e’ stata accolta con entusiasmo dai bambini e ha trasformato la citta’ in un paesaggio fiabesco, ma ha anche creato molti disagi. Tutte le scuole sono state chiuse e il servizio degli autobus e’ stato interrotto. Alcune delle principali arterie sono state chiuse al traffico.
La tempesta con forti venti, piogge torrenziali e appunto nevicate, soprannominata Alexa, si è abbattuta su gran parte del Medioriente, colpendo Israele, Cisgiordania e Striscia di Gaza. A Gerusalemme scuole chiuse e bus bloccati. Palme e cipressi imbiancati e, per le strade della città vecchia, molti giocavano stamattina a tirarsi palle di neve. Un pupazzo di neve è stato inoltre costruito davanti alla sede del consolato degli Stati Uniti. Anche in Cisgiordania scuole chiuse e uffici del governo palestinese sbarrati. Il ministero della Salute di Gaza, inoltre, fa sapere che 30 persone sono state evacuate a seguito di allagamenti. Stando a quanto riferisce il ministero dell’Interno di Gaza, il tetto di una casa è crollato lungo la costa, ferendo tre persone, e le famiglie che vi abitavano sono state costrette a trasferirsi in rifugi.
ALLARME ANCHE IN LIBANO – Il Libano e’ allarme per l’arrivo di ‘Alexa’, una delle peggiori perturbazioni degli ultimi anni. Scuole pubbliche e private sono chiuse da ieri e si registrano gravi disagi, con il blocco di molte strade e diversi incidenti su quelle rimaste aperte al traffico. Il maltempo ha gia’ fatto almeno 2 morti, a Sidone, e 14 feriti, come confermato dalla Croce Rossa. I piu’ colpiti sono comunque i rifugiati siriani, molti dei quali hanno le tende coperte di neve. Si prevede che ‘Alexa’, che ha colpito ieri soprattutto le zone settentrionali e orientali del Libano, porti forti piogge e nevicate nelle regioni montuose del Paese fino a sabato prossimo. L’Unhcr ha lanciato l’allarme per circa 100mila siriani. L’agenzia Onu sta distribuendo coperte e kit impermeabili. Da Arsaal, nell’est del Libano, l’attivista siriano Abu Alaa interpellato dall’agenzia di stampa Dpa ha chiesto ”al governo libanese e alle agenzie Onu di intervenire immediatamente per salvare vite umane”. In Libano vivono oltre 835mila rifugiati siriani, secondo dati Onu, e circa 1,3 milioni stando alle stime del governo di Beirut. Tra i profughi c’e’ chi accusa le agenzie umanitarie di non aver fornito loro ”tende adeguate”. E chi, come ha detto Abdallah al-Harizi all’agenzia di stampa Xinhua, ha ”solo denaro per l’acquisto di combustibile per la stufa” e spera che ”la tenda resista alla tempesta”.















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