La tempesta “Xaver” devasta l’Europa centro-settentrionale: venti di uragano e onde di 10 metri sul mar del Nord, intense nevicate raggiungeranno l’est Europa

La tempesta “Xaver”, che nei giorni scorsi ha spazzato quasi tutti i paesi dell’Europa centro-settentrionale, ha causato ingentissimi danni materiali e purtroppo almeno 11 vittime, fra Regno Unito, Olanda, Danimarca, nord della Germania, Svezia e Polonia settentrionale. Le fortissime raffiche di vento, che hanno raggiunto l’intensità di uragano di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, hanno mandato in tilt l’intera rete dei trasporti in mezza Europa, con aeroporti chiusi o resi impraticabili (sia per gli atterraggi che per le fasi di decollo) e traffico ferroviario e veicolare bloccato, specie fra Olanda, Danimarca, Germania settentrionale e nord della Polonia. Alla furia del vento, con raffiche di picco che hanno superato la soglia dei 130-140 km/h lungo le coste di Olanda e Danimarca occidentale, si è aggiunta quella del mare del Nord, il quale si è reso da grosso (forza 7) fino a molto grosso (forza 8), con la formazione di grandi ondate di “mare vivo” che hanno raggiunto altezze di oltre gli 8-9 metri. Mareggiate di carattere distruttivo sono andate ad abbattersi sulle coste di Olanda, Danimarca occidentale e Germania settentrionale, dove l’impeto dei fortissimi venti da O-NO e da NO ha anche prodotto una “Storm Surge” (fenomeno tutt’altro che raro in presenza di venti tempestosi da NO e N-NO sulle coste del mar del Nord, la cui storia narra di inondazioni catastrofiche che hanno mietuto centinaia di morti fra Olanda, Danimarca e nord della Germania), ossia un anomalo innalzamento del livello medio delle acque oceaniche indotto dal brusco calo della pressione barometrica e dalla contemporanea azione di forti venti di tempesta, diretti verso la costa, che accompagna il passaggio di un intenso ciclone tropicale o una profondissima area depressionaria extratropicale, con minimo sotto i 960-950 hpa.

Il forte "gradiente barico orizzontale" che ha attivato i venti tempestosi sul mar del Nord
Il forte “gradiente barico orizzontale” che ha attivato i venti tempestosi sul mar del Nord

L’innalzamento del livello medio delle acque del mar del Nord ha prodotto l’inondazione del porto di Amburgo e dei quartieri limitrofi ad esso, che sono stati sommersi dall’acqua di mare spinta con grande forza verso il vicino retroterra costiera. I venti tempestosi, che hanno soffiato con folate di oltre i 120-130 km/h, hanno sradicato centinaia di alberi, specie fra Danimarca, Svezia meridionale e Polonia settentrionale, e scoperchiato i tetti di molte abitazioni. Ma a differenza delle tradizionali tempesta atlantiche, che proprio in questo periodo spazzano l’Europa settentrionale, lungo l’area di confine fra la vasta struttura depressionaria del vortice polare e il robusto promontorio anticiclonico delle Azzorre, stavolta le tempeste più violente si sono scatenate sul settore post-frontale della profonda circolazione depressionaria extratropicale. I venti più forti, che hanno raggiunto la forza di uragano, sono stati quelli di Ovest, O-NO e NO, presenti dietro il fronte freddo del sistema frontale legato al ciclone extratropicale “Xaver”, nel mezzo dell’irruzione d’aria fredda artico marittima, dove scorreva aria gelida proveniente direttamente dal mare della Groenlandia, che ha alimentato il profondo vortice depressionario che si è allontanato verso la Svezia meridionale, sulla regione dello Svealand. I massimi di “gradiente barico”, come previsto, si sono disposti sul lato meridione e occidentale della profonda circolazione depressionaria, proprio nel punto dove le strette isobare cicloniche di “Xaver” si addossavano alle isobare ellittiche del promontorio anticiclonico oceanico, che presentava i propri massimi barici di oltre i 1036 hpa nel tratto di oceano a sud-ovest dell’Irlanda, allungando al contempo un cuneo altopressorio in direzione del Mediterraneo centrale.

2013120400H036_DK00_SFCVista la vicina contrapposizione fra le opposte figure bariche si è cosi venuta a realizzare la situazione sinottica adatta per la formazione di un profondissimo “gradiente barico orizzontale” (sensibile infittimento delle isobare) che dalla Scozia e dall’est dell’Inghilterra si sta distendendo a tutto il mar del Nord, fin verso la Danimarca e l’Olanda, il nord della Germania e della Polonia. Questo possente “gradiente barico orizzontale”, distribuito su larga scala, ha cosi attivato i venti di tempesta, prevalentemente dal quadrante nord-occidentale e occidentale sul basso mar del Nord e Baltico, che dal nord Atlantico si sono diretti, a grande velocità, sul settore meridionale del mar di Norvegia, per versarsi con forza su tutto il mar del Nord, con venti tempestosi da O-NO e da NO. L’impetuosa ventilazione nord-occidentale, in discesa dalle alte latitudini dell’Atlantica, dopo essere scivolata a largo delle coste norvegesi si è  perfettamente “canalizzata” nel tratto di mare compreso fra i rilievi della Norvegia meridionale e le coste della Scozia e dell’Inghilterra orientale, permettendo ai venti da NO di potersi allineare in tutto il mar del Nord, determinando sopra questo bacino un ampio “Fetch” (l’estensione dello spazio di mare su cui soffia il vento) che ha riguardato l’intero bacino. Queste condizioni hanno accresciuto le potenzialità della tempesta, favorendo la formazione di onde di “mare vivo” veramente alte ed imponenti, alte fino a più di 8-9 metri, ma con “Run-Up” che hanno toccato i 10 metri davanti l’estremo lembo meridionale della costa norvegese, che hanno reso proibitiva la navigazione marittima in tutto il mar del Nord.

2013120400H042_DK00_SFCBuona parte di queste grandi ondate, presentando una direzione media di propagazione da O-NO e NO, dopo aver percorso decine e decine di miglia, sono andate a rompersi con grande impeto lungo le basse e sabbiose coste dell’Olanda settentrionale, Danimarca occidentale e sul nord della Germania, causando anche delle inondazioni, esacerbate anche dal fenomeno dello “Storm Surge”, che si è presentato soprattutto lungo le coste della Germania settentrionale e della Danimarca occidentale. Per quel che concerne i venti bisogna dire che le raffiche più violente si sono misurate sulle Highlands scozzesi, dove nella fase clou delle bufere, nella prima mattinata di giovedì 5 Dicembre 2013, sono state misurate raffiche davvero violente, che hanno toccato picchi di ben 170-180 km/h. Si tratta di venti paragonabili, per intensità, a un uragano di 2^ e 3^ categoria sulla scala Saffir-Simpson. Anche a bassa quote e persino lungo le coste occidentali, specie sull’arcipelago delle isole Ebridi, molto ben esposto alle grandi sfuriate atlantiche da O-SO, i venti sono stati fortissimi, con punte di raffica sino a 120-130 km/h nei settori costieri maggiormente esposti alle “Westerlies” che spirano dall’Atlantico.  Fra l’isola di Lewis e l’isola di Uist, ad ovest della Scozia, le raffiche hanno raggiunto i 137 km/h. Dopo aver spazzato la Scozia e il nord dell’Inghilterra, le tempeste di vento, seguendo la veloce traslazione verso levante del profondo ciclone extratropicale, si sono propagate in tutto il mar del Nord, sferzandolo con fortissimi venti occidentali, generalmente da O-SO e Ovest, in successiva rotazione da O-NO e da NO dopo il passaggio del fronte freddo, che hanno sferzato la Danimarca, le coste olandesi e il nord della Germania, accompagnandosi a rovesci di pioggia mista a neve e gragnolate fino al livello del mare.

20131205_rainmslpIn molte piattaforme presenti sul mar del Nord, durante le impetuose bufere di vento, prevalentemente da Ovest e O-NO le raffiche più intense hanno oltrepassato la soglia dei 130-140 km/h. In Olanda le raffiche più forti sono state misurate su alcune piattaforme, in mezzo al mar del Nord, e in diverse località della costa settentrionale, dove la furia del vento da Ovest e O-NO ha lambito picchi di ben 120-130 km/h. A Vlieland il vento da Ovest ha toccato i 127.8 km/h, mentre sulla città olandese transitavano dei rovesci e dei temporali che si erano appena generati sopra il mar del Nord. Ad Amsterdam la massima raffica, sempre da Ovest, ha superato i 111 km/h nel pomeriggio di lunedì 5 Dicembre 2013. Nel mar del Nord, a largo delle coste olandesi, la piattaforma “K14-fa-1c” ha archiviato una raffica massima di ben 140.8 km/h da Ovest, mentre un picco di ben 144.5 km/h, da N-NO, è stato raggiunto dalla piattaforma “Gullfax”, posizionata a largo della costa meridionale norvegese, dove peraltro si sono verificate delle deboli nevicate con temperature di +2°C +1°C. Nella fase clou delle bufere di vento sulla piattaforma “Gullfax” la pressione barometrica ha toccato un valore minimo di 981 hpa. Spostandoci in Danimarca vanno segnalati i 133 km/h da O-NO a  Tirstrup e i 122 km/h da Ovest raggiunti a Roskilde. Notevoli anche i 108 km/h di Aalborg, i 107 km/h di Roenne e i 105 km/h, da O-SO, toccati nella capitale Copenhagen, dove peraltro la pressione barometrica è scesa sotto i 975 hpa, per risalire bruscamente sopra i 980 hpa nelle ore successive.

Le bufere di vento si sono poi estese al Kattegat, investendo in pieno le coste della Svezia meridionale e della Polonia settentrionale, dove le forti raffiche da Ovest hanno superato i 100 km/h. A Malmo le raffiche, molto forti, da Ovest hanno superato i 103 km/h. In Svezia meridionale vanno riportati pure i bassissimi valori barometrici registrati fra Svealand e Gotaland, durante il transito del profondissimo minimo depressionario, che è sceso poco sotto i 960 hpa proprio sull’entroterra svedese. Nella città di Norrkoping la pressione atmosferica è scesa sotto i 963 hpa, mentre a Vasteras e nella capitale Stoccolma il barometro, nella prima mattinata di venerdì 6 Dicembre, misurava un picco di 964 hpa. Nella giornata di ieri, venerdì 6 Dicembre, il profondo ciclone extratropicale, migrando verso il mar Baltico, ha spinto la forte ventilazione da Ovest e da O-NO sull’omonimo bacino, creando onde di 3-4 metri che si sono abbattute sulle coste di Lituania e Lettonia, dove si sono generate delle mareggiate piuttosto consistenti che hanno creato molte difficoltà alla navigazione marittima.

000Nella giornata odierna il profondo ciclone extratropicale, dopo aver attraversato la Lituania e la Lettonia, si è spinto verso il nord della Bielorussia e il sud-ovest della Russia europea, tendendo a indebolirsi progressivamente, e presentandosi a fine giornata sotto forma di una saccatura sempre più “lasca”, colma di aria gelida in quota artico marittima. che sarà in grado di dispensare nevicate diffuse, accompagnate da venti piuttosto sostenuti da O-SO e da Ovest, fra Bielorussia, Repubbliche Baltiche, sud-ovest della Russia europea, Ucraina e Polonia orientale. Difatti il vasto nocciolo di aria gelida in quota, artico marittima, associato alla depressione, si sovrapporrà su un ampia area dove stagnano presso il suolo masse d’aria molto fredde, d’estrazione continentale, con uno “zero termico” attestato a soli 300-200 metri. Ciò in presenza di precipitazioni assicurerà nevicate con tanto di accumulo fino al suolo. Per questo molte città dell’est, tra cui Riga, Vilnius, Minsk e Kiev riceveranno delle belle imbiancate che si protrarranno fino alla giornata di domani, lunedì e martedì.