La violenta tempesta artica si prepara a spazzare l’Europa: venti di uragano e onde alte più di 10 metri nel mar del Nord

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Il fitto addensamento di isobare fra mar del Nord, Olanda e Danimarca all'origine della violenta tempesta artica che domani spazzerà gran parte dell'Europa centro-settentrionale
Il fitto addensamento di isobare fra mar del Nord, Olanda e Danimarca all’origine della violenta tempesta artica che domani spazzerà gran parte dell’Europa centro-settentrionale

Mentre l’anticiclone delle Azzorre protende le proprie propaggini più orientali verso il bacino centrale del Mediterraneo e l’Italia i paesi dell’Europa centro-settentrionale, inclusa la Scozia e l’est dell’Inghilterra, si preparano a fare i conti con una intensa tempesta di origine artica che dispenserà fortissimi venti, che raggiungeranno l’intensità di tempesta fra mar del Nord e coste di Danimarca e Olanda, e intense precipitazioni che accompagneranno un forte calo termico. La tempesta verrà innescata dal passaggio di una profonda depressione extratropicale atlantica, che si muoverà verso le coste della Norvegia meridionale, dove verrà alimentata dalla discesa di un vasto blocco di aria molto fredda, d’estrazione artico marittima, che si verserà fino all’Europa centrale. La circolazione depressionaria in questione comincerà a svilupparsi nel corso delle prossime ore, nel tratto di oceano ad ovest delle isole Orcadi, a nord delle coste scozzesi. Venendo agganciata in quota dal ramo principale del “getto polare”, che scorre a grande velocità lungo il bordo più settentrionale del promontorio anticiclonico azzorriano, con un intenso “Jet Streak” (massimi di velocità del “getto”) determinato dal notevole approfondimento del “gradiente di geopotenziale” in quota fra l’alta pressione oceanica e la struttura del vortice polare protesa verso la Scandinavia, il ciclone extratropicale si muoverà molto velocemente verso est, avvicinandosi alle coste meridionali della Norvegia nel corso della tarda mattinata di domani, allorquando il profondo minimo barico al suolo, che scivolerà sotto i 975 hpa, si avvicinerà al tratto di mare antistante la città di Bergen. Approssimandosi alle coste meridionali norvegesi questa giovane depressione verrà prontamente assorbita dalla vasta circolazione depressionaria fredda, legata all’attività del vortice polare, che staziona davanti la penisola Scandinava, con un minimo barico sotto i 980 hpa centrato sull’alto mar di Norvegia.

2Questa vastissima circolazione depressionaria, colma di aria molto fredda d’estrazione artico marittima, e da masse d’aria piuttosto gelide in quota con tanto di profondo minimo di geopotenziale alla quota di 500 hpa, alimenterà la nascente depressione proveniente dall’Atlantico, convogliando verso di essa un vasto blocco di aria molto fredda, d’estrazione artico marittima, che direttamente dal mar della Groenlandia si verserà in direzione del mar di Norvegia e del mar del Nord, tramite l’attivazione di una forte ventilazione da NO e da N-NO, che verrà ulteriormente rinforzata dal sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale” lungo il lato più occidentale della circolazione depressionaria. L’affondo delle masse d’aria molto fredde, di origini artiche, verso il mar del Nord, causerà un rapido approfondimento della ciclogenesi, in fase di spostamento verso il sud della Norvegia meridionale, la quale nel corso del primo pomeriggio di domani scivolerà al di sotto dei 970 hpa, presentando una notevole vorticità positiva in quota, ben esacerbata dalla discesa del ramo discendente del “getto polare”, lungo il margine occidentale, il quale presentando una direttrice nord-occidentale (fra Atlantico settentrionale, Isole Britanniche e mar del Nord) comprimerà il bordo orientale del promontorio anticiclonico azzorriano, riuscendo ad eroderlo a fine giornata.

tempesta sul mar del NordLo stesso ramo discendente del “getto polare”, fra domani e la mattinata di venerdì, dopo aver eroso il bordo più orientale del promontorio anticiclonico oceanico, che ripiegherà in pieno Atlantico, agevolerà l’ulteriore progressione della saccatura artica verso l’Europa centro-orientale e i Balcani, favorendo l’afflusso di aria artica marittima, in discesa dal mar di Groenlandia, verso Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Ucraina, che tenderà gradualmente a continentalizzarsi. L’inasprimento del “gradiente barico orizzontale”, causato dall’approfondimento del ciclone extratropicale, in movimento verso la Norvegia meridionale, andrà ad erodere il bordo nord-orientale del promontorio anticiclonico oceanico, il quale di conseguenza, per tutta risposta, si ritirerà in mezzo all’Atlantico, con massimi barici di oltre i 1035-1036 hpa nel tratto di oceano a sud-ovest dell’Irlanda. La presenza di questo robusto promontorio anticiclonico oceanico, con massimi barici di oltre i 1035-1036 hpa a sud-ovest dell’Irlanda, molto vicini al profondo minimo depressionario, che si spingerà verso le coste della Norvegia meridionale, accenderà un esteso e forte “gradiente barico orizzontale” su larga scala che dall’Atlantico settentrionale si dipana al settore orientale del Regno Unito e al mar del Nord, dove si stabiliranno i massimi di “gradiente”, con isobare molto strette e ravvicinate fra loro che attiveranno venti molto forti o tempestosi, prevalentemente da O-NO e NO.

Nella giornata di venerdì il profondo vortice depressionario si sposterà sulla Svezia meridionale, spostando il grosso delle tempeste verso il mar Baltico
Nella giornata di venerdì il profondo vortice depressionario si sposterà sulla Svezia meridionale, spostando il grosso delle tempeste verso il mar Baltico e le coste di Lettonia e Lituania

Il “gradiente barico orizzontale” risulterà particolarmente forte lungo il bordo meridionale del giovane ciclone extratropicale, dove le strette e concentriche isobare della profonda circolazione depressionaria si addenseranno sopra le isobare ellittiche presenti lungo il margine orientale della struttura anticiclonica oceanica. Questo fitto addensamento fra l’area anticiclonica atlantica e la profonda depressione, a carattere freddo, genererà un fortissimo “gradiente barico orizzontale” che dalla Scozia e dall’est dell’Inghilterra si distenderà a tutto il mar del Nord, la Danimarca e l’Olanda, estendendosi fino alla Germania, con venti molto forti da O-SO nell’area di Amburgo e nella regione dello Schleswig Holstein dove si toccheranno i 120 km/h, e alla Polonia, provocando l’attivazione di forti correnti da SO e O-SO che spazzeranno l’intera Europa centro-orientale, spingendosi fino alla Bielorussia e all’Ucraina occidentale, dove i venti assumeranno intensità di burrasca, ruotando da SO a O-SO, per poi ripiegare più da Ovest fra il nord della Germania e l’Olanda. Ma data la disposizione dei massimi di “gradiente barico” i venti più forti, prevalentemente da NO e O-NO, spazzeranno con autentiche bufere il basso mar di Norvegia, l’intero mar del Nord, spingendosi verso la Danimarca e le coste dell’Olanda settentrionale, producendo autentiche tempeste da O-SO e Ovest, in successiva rotazione da O-NO e NO dalla serata di domani, con picchi ad oltre i 100-120 km/h. Raffiche fino a 130-140 km/h si potranno registrare sulle varie piattaforme presenti sul mar del Nord, nel tratto compreso fra le coste orientali dell’Inghilterra e la Danimarca occidentale, dove si attiverà pure il famigerato “vento Isallobarico”, data l’elevata velocità di spostamento della profonda circolazione depressionaria verso la Svezia meridionale.

Rtavn608Bufere di vento particolarmente cattive, da O-SO e Ovest, nel corso del pomeriggio di domani, durante lo spostamento della profonda depressione (stimata sotto i 965 hpa) verso la regione svedese dello Svealand, sferzeranno tutta la Danimarca, con raffiche fino a 110-120 km/h lungo le coste occidentali, estendendosi anche allo Skagerrak (il Canale che separa le coste meridionali norvegesi con la punta settentrionale della Danimarca) e al Kattegat (il Canale che separa le coste danesi da quelle della Svezia occidentale) agitandoli per bene e rendendo molto difficoltosa la navigazione marittima lungo i bassi fondali. Le tempeste da NO e O-NO che spazzeranno l’intero mar del Nord, dopo aver aggirato le coste meridionali norvegesi, investendo in pieno la Danimarca e la Svezia meridionale, dalla serata di domani si propagheranno molta rapidamente sul mar Baltico, con una componente decisamente più occidentale, fra O-SO e Ovest, che tenderà a ruotare da O-NO e NO dalla nottata successiva, insistendo fino alla giornata di venerdì, con raffiche che supereranno i 70 km/h, localmente anche più di 80 km/h, nel tratto di mare che separa Danimarca orientale e Svezia meridionale. In alcuni tratti costieri si supereranno i 90-100 km/h nelle raffiche più intense.

Onde davvero imponenti si alzeranno sul mar del Nord durante la giornata di domani, toccando altezze di 9-10 metri
Onde davvero imponenti si alzeranno sul mar del Nord durante la giornata di domani, toccando altezze di 9-10 metri

L’ampio “Fetch” (lo spazio di mare su cui soffia il vento) in mare aperto, esteso per centinaia di miglia dall’Atlantico settentrionale fino alle coste di Olanda e Danimarca occidentale, permetterà ai forti venti settentrionali, da NO e N-NO, che dall’Atlantico settentrionale spirano verso il mar del Nord, di creare grosse ondate, alte fino anche 7-8 metri in mare aperto, ma con “Run-Up” capaci di superare altezze di 9-10 metri in mare aperto. Queste grandi ondate di “mare vivo” nel corso della giornata di domani si muoveranno sul mar del Nord, originando delle mareggiate davvero molto potenti che andranno ad abbattersi con grande impeto sulle coste olandesi e della Danimarca occidentale. Qui le possenti ondate, provenienti da NO, rompendosi con grande impeto sui bassi fondali sabbiosi potranno originare delle locali inondazioni nei tratti costieri pianeggianti maggiormente esposti, creando dei danni alle infrastrutture marittime presenti fra il nord dell’Olanda e la Danimarca. Da venerdì, con la migrazione della profonda circolazione depressionaria verso la Svezia meridionale e il mar Baltico, la forte ventilazione da O-NO e NO che la segue (nel settore post-frontale), dopo aver attraversato la Danimarca e la Svezia meridionale, agiterà velocemente anche il mar Baltico, creando onde di 3-4 metri che in giornata si abbatteranno sulle coste di Lituania e Lettonia, dove si attiveranno delle mareggiate piuttosto consistenti, creando molte difficoltà alla navigazione marittima che subirà interruzioni.

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